Grande attesa per l’edizione 2015 del premio internazionale “Islamofobo dell’anno”, il prestigioso riconoscimento conferito dalla Commissione Islamica dei Diritti Umani (IHRC), con sede in Inghilterra.

A condurre la cerimonia il segretario dell’organizzazione Massoud Shadjareh, fiero di annunciare i vincitori di quest’anno: “il premio va a… Charlie Hebdo!”. Grazie all’attentato di gennaio, la redazione decimata del settimanale satirico sbaraglia gli avversari e si aggiudica l’agognato titolo.

Tra i temibili candidati ricordiamo Gandhi, la piccola fiammiferaia,  Frate Indovino, il cane Birillo e lo stesso Massoud Shadjareh, che in quanto bipolare non è imputabile di conflitto di interessi. Ma non c’è storia, e il meritato successo è accompagnato da una profonda e valida motivazione: “la rivista pubblica spesso vignette che prendono in giro una serie di personaggi politici e religiosi”. Tra questi c’è Maometto? Bene, islamofobi! In realtà, ha poi spiegato la personalità comica di Shadjareh, “non vogliamo supportare gli attentati, ma solo fare satira”. Dopo venti minuti di sconcertante silenzio in sala, il discorso prosegue così: “uno dei motivi del premio è abbattere lo stereotipo dei musulmani privi di senso dell’umorismo”. La sconvolgente rivelazione ribalta il pregiudizio comune e quindi il premio è solo una battuta, gli estremisti fanno il solletico con i Kalashnikov e le guerre di religione sono dei festival di cabarettisti itineranti.  

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