Nel nord della Nigeria, tra il brulicare delle strade e le violenze legate al gruppo terroristico Boko Haram, trova spazio una squadra di calcio insolita: tutti i giocatori sono affetti da polio e per giocare si servono di monopattini con cui rincorrono il pallone. “Noi sopravvissuti alla polio non abbiamo la vita facile in Nigeria. Il Paese è in costante crisi a causa della violenza e veniamo relegati in secondo piano. E’ difficile guadagnare denaro e c’è poco lavoro” racconta Abdul, intervistato dal giornale spagnolo El Mundo, nella casa dove vive ancora con la sua famiglia. In questo contesto complesso e difficile il para-soccer diventa allora uno strumento per riscattarsi. “Il para-soccer è uno sport che richiede molta dedizione. Dobbiamo tenerci in forma per poter giocare e non avere lesioni. Anche se a volte questo è inevitabile. L’asfalto brucia e non abbiamo protezioni”, spiega Sanusi, giocatore 33enne da 6 nella squadra. Il centro sportivo in cui si ritrovano i giocatori è nato nel 1998 – grazie a Misbahu Lawan Didi – all’interno del centro di riabilitazione di Marina nel Lagos, e da allora è divenuto punto di riferimento in Nigeria, ma anche in altri Paesi africani.

Fonte: Redattore Sociale

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