E da regalare alle persone più care, perché dice tutto quel che si vorrebbe dire e che spesso viene taciuto solo perché non si trovano le parole adatte per esprimerlo.

E’ una favola per bambini e per adulti, senza tempo e senza età, un po’ come Il piccolo Principe, con il merito però di essere stato scritto da Melania G. Mazzucco, un’autrice italiana tra le migliori penne della nostra letteratura contemporanea, e illustrato dai delicati disegni di Alessandro Sanna. E’ una storia d’amore, ma anche di amicizia e di coraggio, che cattura come un giallo, che fa sorridere di tenerezza e che commuove fino alle lacrime. E’ la storia di Platone, un cane bassotto poeta e filosofo “con il cuore di una farfalla e il coraggio di una tigre”, e di Regina, una splendida, elegante e altezzosa levriera afghana, rapita da un trafficante di animali senza scrupoli, insieme ad altri esemplari esotici di tutti i tipi, dal serpente a sonagli alla scimmia, dall’indimenticabile tartaruga leopardo Leo a scorpioni, iguane e cuccioli di dogo, provenienti da ogni parte del mondo. Ce la racconta un pappagallo verde che osserva le vicende dai rami di un albero in cortile e che si fa in quattro perché ci sia il lieto fine.

 

Platone è stato affidato alle cure del custode del palazzo in cui vive, mentre il suo giovane padrone Yuri si è imbarcato su una nave da crociera per seguire la ragazza di cui si è innamorato. Il bassotto scopre in una cantina del palazzo gli animali prigionieri e appena vede Regina perde la testa per lei, sentendosi “nello stesso istante forte come un mastino e debole come un fiore”; ma la giovane levriero non lo ricambia perché in lui vede soltanto “una salsiccia a quattro zampe –orecchie penzoloni a strusciare nella polvere, pelo duro e ruvido di un ordinario color bruno, corpo a cilindro, zampe cortissime. Un cane che non avrebbe mai potuto correre veloce, né cacciare, né tenere compagnia a un re”.

Platone però non si perderà d’animo e, grazie all’aiuto del pappagallo e del suo padrone, riuscirà a proteggere la Regina con il suo coraggio, che va ben oltre il corpo di bassotto, e a toccarne il cuore altezzoso con parole sagge e canzoni appassionate. E chiudendo il libro scopriremo che nelle favole –e a volte anche nella vita- niente è impossibile perché in fondo “l’aspetto è solo un caso, è l’anima il destino”.

 Melania G. Mazzucco è nata a Roma nel 1966. Pubblica Il bacio della medusa, suo primo romanzo, finalista al Premio Strega, nel 1996. A questo seguono La camera di Baltus (1998), Lei così amata (2000), che ripercorre la vita di Annemarie Schwarzenbach, e Vita (2003), con cui vince il Premio Strega e conquista il grande pubblico italiano ed estero. Nel 2005 esce Un giorno perfetto, da cui Ferzan Ozpetek trarrà l’omonimo film, mentre nel 2008 e nel 2009 scrive due libri dedicati a Tintoretto e alla sua amata figlia Marietta, il romanzo La lunga attesa dell’angelo e la biografia Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana.

Nel 2012 pubblica Limbo, la storia di una donna maresciallo sottoufficiale degli Alpini reduce dalla guerra in Afghanistan, e la sua prima favola, Il Bassotto e la regina.

 

Il bassotto e la regina, Melania G. Mazzucco Einaudi 2012, pp. 101, 10 euro.

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