E’ terminata ieri a Rabat la visita ufficiale del presidente francese, Francois Hollande, in Marocco. Il capo di stato francese è arrivato mercoledì scorso a Casablanca alle 14 ora locale, le 16 in Italia, ed è ripartito ieri sera alla volta di Parigi per quello che viene considerato un avvenimento storico in Marocco.

Si tratta del suo primo viaggio nel paese nord africano da quando si è insediato all’Eliseo. Ma non è solo per questo che l’appuntamento è da giorni al centro dell’attenzione dei media arabi e nord africani. Oltre che per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due paesi, la visita è servita soprattutto per rilanciare l’alleanza strategica tra Francia e Marocco in considerazione della nuova politica estera di Parigi, volta a ritornare protagonista in Africa e in particolare in Africa occidentale. Alla luce del boicottaggio algerino all’offensiva francese in Mali, dello scorso 11 gennaio, il ruolo del Marocco della regione è ritornato a essere vitale per Parigi.

Il momento clou della visita è stato infatti quello di mercoledì sera, con l’incontro tra Hollande e il re Mohammed VI a Casablanca. I due capi di stato hanno discusso delle questioni delicate che interessano la regione del Sahel e in particolare la situazione dell’Azawad dopo l’offensiva militare. Si è trattato quindi di un vertice di particolare importanza per la regione perché è avvenuto pochi giorni dopo la fine del tour del monarca marocchino in Africa occidentale. Il Marocco, che alla vigilia della guerra in Mali è riuscita grazie al suo ruolo di membro di turno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a ottenere il via libera all’attacco, è divenuta un partner strategico per la Francia. Non a caso Mohammed VI è stato il primo capo di stato arabo ad essere ricevuto lo scorso 24 maggio all’Eliseo una settimana dopo l’elezione di Hollande. Eppure per il suo primo viaggio in nord Africa lo scorso dicembre, Hollande aveva scelto l’Algeria. Sembra che sia stato proprio in quel momento che Rabat abbia capito la necessità di ricostruire forti relazioni diplomatiche con la Francia, decidendo di nominare Chakib Benmousa come ambasciatore marocchino a Parigi.

Per circa un anno infatti il ruolo di ambasciatore del Marocco in Francia è rimasto vacante, perché Parigi non accettava i nomi dei diplomatici proposti per quel incarico da Rabat. La situazione è cambiata quando Mohammed VI ha preso in mano la situazione e circa un mese fa ha deciso di nominare 14 nuovi ambasciatori, tra cui quello da inviare in Francia. Sembra che sia stata questa nomina ad accelerare i tempi della visita di Hollande a Rabat che è durata tre giorni. Secondo il giornalista marocchino Abdel Fattah al Fatihi “si tratta di un avvenimento certamente importante che non può essere considerato da solo come un’indicazione del cambiamento della strategia della diplomazia francese che ha comunque sempre sostenuto il piano di autonomia del Sahara presentato da Mohammed VI”. Il giornalista del quotidiano “al Alam” ritiene che “il fatto di aver accettato solo Benmousa come ambasciatore del Marocco , che è stato in passato già presidente del Consiglio Economico e Sociale del Marocco, vuol dire che la Francia voleva come rappresentante di Rabat un uomo forte alla pari del suo predecessore, Moustafa al Sahil. Non possiamo dire che i problemi diplomatici tra i due paesi siano finiti ma certamente questa nuova nomina ha creato i presupposti per organizzare la visita di Hollande in Marocco, dando il via ad una nuova stagione nei rapporti tra i due paesi”.

L’arrivo di Hollande a Rabat coincide con una serie di appuntamenti che interessano la regione dell’Africa occidentale. Cade infatti a poche settimane dalla scadenza della missione Onu nel Sahara, in quanto scade il 30 aprile 2013 il mandato della Minurso nella regione, e avviene a pochi gironi dalla fine del viaggio di Mohammed VI in Senegal, Costa d’Avorio e Gabon. La Francia è cosciente del fatto che non vi sarà mai sicurezza nella regione se non sarà garantita al Marocco la sua integrità territoriale. Per questo la Francia ha da sempre sostenuto il piano di autonomia regione del Sahara marocchino, proposto da Mohammed VI nel 2007, così come ha sostenuto all’interno del parlamento europeo gli accordi con Rabat sulla pesca e l’agricoltura. Oggi quindi il Marocco gioca per la Francia un ruolo politico strategicamente molto importante dopo il sostegno da esso ricevuto per la guerra in Mali e per l’apertura del suo spazio aereo ai caccia francesi ed è considerato un esempio per la lotta al terrorismo e ai gruppi estremisti islamici, a differenza della vicina Algeria che invece ha fallito su questo campo, come abbiamo visto con l’attacco all’impianto gasifero di In Amenas.

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