Secondo il rapporto Green Italy 2011 di Unioncamere e Fondazione Symbola, in Italia un`azienda su quattro tra quelle operanti nell’industria e nei servizi ha investito negli ultimi tre anni in prodotti e tecnologie ‘pulite’: tra le ragioni che stanno alla base di questa scelta vi è la convinzione che la green economy possa rappresentare un fattore primario per competere sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, è evidente come alcuni settori economici – le costruzioni in primis, ma anche il settore dell’auto – guardino alle eco-ristrutturazioni e alle eco-trasformazioni come la principale via di sopravvivenza economica, all’interno di mercati che di per sé sono assai saturi.

Green Economy, economia verde, è il termine utilizzato sempre più frequentemente per identificare la crescita di alcuni settori dell’economia (tra cui il riciclo dei materiali, l’efficienza energetica, l’architettura sostenibile) legati, in modo più o meno marcato, all’ambiente; tali settori sarebbero accomunati da una caratterista fondamentale, ovvero la capacità di coniugare crescita economica e basso impatto ambientale.

I nove indicatori verdi
Secondo la classifica del Centro Studi della Fondazione Impresa di Venezia, che tenta di fotografare lo stato dell’arte dell’economia verde nazionale, il Piemonte si colloca all’undicesimo posto nella graduatoria delle regioni italiane, ben lontano dal Trentino Alto Adige (primo posto) o dalla Toscana (secondo posto). Il confronto avviene sulla base del cosiddetto Ige ‘indice di green economy’ che compara e combina tra loro nove indicatori ‘verdi’ (tra cui la diffusione di energia elettrica da fonti rinnovabili, dell’agricoltura biologica, della raccolta differenziata e dello smaltimento dei rifiuti, l’efficienza energetica, ecc.).

I campi in cui il Piemonte presenta le migliori performance sono la raccolta differenziata (terzo posto in Italia con il 48,5% di rifiuti differenziati sul totale dei rifiuti regionali) e la produzione di energia elettrica da fonti idriche (quarto posto); esiti discreti sono quelli relativi al livello di efficienza energetica (undicesimo posto).

I ritardi nell`agricoltura biologica
Meno positivi risultano i dati sull’agricoltura biologica (il Piemonte è agli ultimi posti nelle classifiche che riguardano rispettivamente il numero degli operatori impiegati e della superficie agricola destinata al biologico), un dato sorprendente se si pensa all’importanza della produzione enogastronomica di qualità e a ‘km 0’ nel territorio regionale. Ancora, critica è la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non idriche (quindicesimo posto). Il Piano energetico ambientale In tema di green economy in Piemonte si segnala la ridefinizione del Piano energetico ambientale regionale (quello attuale risale al 2004), un documento dai contenuti molto ‘tecnici’ ma di grande importanza strategica.
Ancora, è da sottolineare l’approvazione del bando regionale 2010 a sostegno delle energie alternative ‘Incentivazioni all’insediamento di linee di produzione di sistemi e componenti nel campo dell’efficienza energetica e dello sfruttamento delle fonti rinnovabili’ basato su fondi F.E.S.R. 2007/2013 e rivolto alle piccole e le medie imprese. Infine, occorre considerare la strategia dei Poli di Innovazione: creati nell’ottobre del 2009 (sempre su base F.E.S.R. 2007/2013), essi rappresentano strutture di coordinamento tra gli attori del processo innovativo (imprese, ricerca e istituzioni) e hanno lo scopo di indirizzare le azioni regionali a sostegno della ricerca e dell’innovazione.
Attualmente sono attivi nella Regione dodici Poli, di cui quattro attinenti ai temi delle energie rinnovabili: Polibre, ovvero il Parco Scientifico e Tecnologico in valle Scrivia (in provincia di Alessandria) che si occupa di energie rinnovabili e biocombustibili; il Tecnoparco del Lago Maggiore relativo ai temi di impiantistica, sistemi e componentistica per le energie rinnovabili; Enermhy che lavora sulle energie rinnovabili e mini hydro ed ha sede a Vercelli; Polight che ha sede presso l’Environment Park a Torino ed è un cluster di ricerca e sviluppo della Regione dedicato alle tecnologie dell’edilizia sostenibile e dell’idrogeno.

Le 1.300 eco imprese
È del 2010 la nascita del consorzio JPE2010 (costituito da imprenditori, promosso e sostenuto dalla Regione Piemonte), dedicato alla creazione e allo sviluppo di una filiera per le energie rinnovabili attraverso l’aggregazione locale di micro, piccole e medie imprese piemontesi. Per quel che riguarda il settore più propriamente business il rapporto Eco-imprese in Piemonte, realizzato da Ambiente Italia e promosso dalla Camera di Commercio di Torino, ha selezionato 1.300 eco-imprese, diffuse su tutto il territorio regionale, che operano nella produzione, consumo e distribuzione con tecnologie avanzate in vari settori: energie alternative soprattutto, ma anche controllo dell’aria, gestione dei rifiuti, trattamento delle acque e ricerca. Torino è la provincia che conta il maggior numero di eco-imprese (45%), seguono Cuneo (20%), Alessandria (9%), Novara (8%), Biella (6%), Asti (5%), Vercelli (4%) e Verbania (3%). Quasi la metà delle eco-imprese della Regione (49%) è concentrata nel settore energia. Ma la caratteristica principale della green economy è la sua pervasività: qualsiasi settore può potenzialmente diventare più verde, dalla manifattura ai servizi, dai trasporti al turismo.
Per approfondimenti:
http://www.unioncamere.gov.it/download/1257.html
http://www.fondazioneimpresa.it/archives/343
http://www.regione.piemonte.it/industria/misura2bando2010.htm

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