Nella superclassifica delle superstronzate c’è sempre un posto al top per il senatore a sbafo Carlo Amedeo Giovanardi. Sono ormai famosi i suoi assoli rettali su Stefano Cucchi e su Federico Aldrovandi, a suo dire casualmente deceduti nelle mani delle forze dell’ordine, così come le improvvisazioni sull’omosessualità che porta alla pedofilia.

La sua vera passione però è il proibizionismo verso tutte le sostanze che non gli piacciono, una passione che lo ha spinto ad equiparare il basilico all’eroina e le galatine all’oppio. Ritrovatosi nella stalla di La7 a litigare con il rapper Fedez e lo spacciatore Cicoria, campioni di analfabetismo, Carlone si è sentito per la prima volta in vita sua intelligente e preparato. Tornato a casa si è messo subito a scrivere le rime sul diario e poi, tramite il megafono degli stolti fornito da Libero.it ha provocato Fedez con la sua stessa arma: il rap. Ora, a parte la tristezza dei vecchi che fanno rap, il grandmaster Jovanardi si è ispirato a 50Cent e ha tirato fuori un capolavoro: “Cannabis o ero, non c’è da far la tara, gli effetti cerebrali, il tossicologo ci piglia basta un solo tiro, anche solo una pastiglia”. Il suo discografico ha già detto che se non diventerà il tormentone dell’estate la sua carriera è finita, intanto è già partito l’”Ignoranza Tour” in compagnia di Salvini e Bagnasco. A breve il concept album sui danni dell’overdose da caffeina e un talent televisivo con i ministri che cantano i programmi politici e si comprano il televoto.

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