Ore 9.55 “Direttore, una notizia terribile”.
“Severgnini ha scritto un editoriale?”.
“Peggio. Il Daily Mail e il Guardian sono in sciopero per due giorni”.
“Oddio. E adesso come lo riempiamo il giornale?”.

Ore 10.30
Indica a Antonio D’Orrico i prossimi libri da recensire sul Corriere: Le solite cazzate, ma dette in un altro modo, di Francesco Alberoni; Giustizia si scrive con due zeta?, di Angelino Alfano; Attenzione con i denti. Come sono diventata ministro, di Mara Carfagna; La regina della bocca (e non parlo di igienismo dentale), di Nicole Minetti; Sempre meglio che andare con un culattone, di Renzo Bossi; Sempre meglio che andare con un culattone, versione riveduta di Piero Marrazzo.

Ore 11.45
“Cos’abbiamo per domani?”
“Al momento un succoso retroscena della Meli, che ha scoperto che Renzi fa la lavatrice anche quando è mezza vuota e così spreca energia”.
“Perfetto, poi?”.
“Niente, il solito editoriale di Sartori che se la prende con i negri e un’intervista di Roncone alla Biancofiore”.
“Quante domande ha inventato stavolta?”.

Ore 13.00
Invidioso delle celebri dieci domande di Repubblica a Berlusconi, decide di porre dieci interrogativi a Enrico Letta: perché i Flintstones usavano la macchina per andare a piedi? In Inghilterra quando il telefono è occupato fa You you you? I nigeriani di Lagos sono d’acqua dolce? I pesci con il vizio del gioco scommettono sui cavallucci marini? I parcheggiatori hanno l’ernia del disco orario? I sarti prendono solo il filobus? Se picchio una costoletta di maiale è violenza carnale? Cosa avranno da dirsi sempre i vasi comunicanti? Gli animali del Polo Nord vanno in calore? Carlo Conti in Sudafrica sarebbe stato vittima dell’apartheid?

Ore 14.35
“Direttore, Papa Bergoglio ha parlato di preservativi”.
“E quindi?”.
“Ci facciamo l’apertura?”.
“Assolutamente no. Non capisco perché il parere del capo di uno Stato estero a proposito del preservativo faccia tanto discutere. Non è che se la Merkel dice «Niente pillola, preferisco la spirale», in Polonia le tv e i giornali ne parlano per giorni e giorni”.
“Ha ragione. Quindi?”.
“Cercate foto di Michelle Hunziker che fa shopping, scoprite cos’ha fatto Rihanna ieri e trovate i soliti gol del cacchio che prendono i portieri inglesi”.

Ore 16.44
Intervista in esclusiva la madre di una ragazza di 15 anni uccisa e violentata.
“Signora, sono passati due giorni da quando sua figlia è morta accoltellata dopo essere stata brutalmente seviziata e stuprata da quindici uomini. Come si sente?”.
“Mah, è morta, non credo si senta bene”.
“Non sua figlia, lei”.
“Ah, io. No, io tutto bene, grazie, non mi hanno nemmeno sfiorata”.
“Al funerale c’è stata una folla commovente, migliaia di persone per ricordare sua figlia”.
“Sì, cerimonia carina, ma niente di che. Più che altro non ho nemmeno avuto il tempo di passare dal parrucchiere. Comunque tutto bene, anche il catering non era male”.
“Immagino che per lei questi siano stati giorni terribili”.
“Sì, guardi, non me ne parli. Tra le corse in negozio per trovare un vestito decente e la scelta del rinfresco, non mi sono fermata un attimo”.
“Perdonerà gli assassini di sua figlia?”.
“Ma guardi, prima o poi tutti dobbiamo morire, quindi non starei lì a incolpare loro per come è morta. Anzi, mi sarebbe anche piaciuto invitarli al funerale, ma mi hanno detto che non era possibile”.
“Sì, sono in prigione”.
“No no, li hanno già liberati, ma sono andati in vacanza alle Maldive”.

Ore 19.56
Approva le notizie da pubblicare sul colonnino di destra di Corriere.it di domani: “Il terzo segreto di Fatima è che i primi due erano inventati”, “Nostradamus aveva previsto che i dinosauri si sarebbero estinti”, “Alba Parietti ha iniziato a mordicchiarsi il labbro per il nervosismo e ha avuto da mangiare per una settimana”.

Ore 20.05
Smentisce in redazione la notizia dell’imminente fusione tra il Corriere e la Stampa. “Non è assolutamente vero”, afferma prima di andarsene a bordo della sua Fiat 500L con la scritta in bianconero “31 SUL CAMPO”.

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