Ormai è tutto pronto in Egitto per il ritorno al potere dei militari attraverso una via democratica, tramite cioè le elezioni presidenziali, che vedono come vincitore certo l’uomo forte del paese, il maresciallo Abdel Fattah al Sisi.

Il capo delle forze armate e ministro della Difesa è stato promosso nel corso della settimana da generale a maresciallo di campo. Si tratta di una promozione funzionale alle dimissioni che darà presto dall’esercito per potersi candidare alle elezioni presidenziali del prossimo marzo. Dopo aver ottenuto anche il via libera da parte dell’Alto consiglio delle forze armate, nulla potrà più fermare, nemmeno le proteste dei Fratelli musulmani e gli attentati dei jihadisti, l’ascesa del militare che si candida a essere il nuovo leader egiziano. A conferma di ciò i giornalisti egiziani hanno fatto girare sui social network questo video che la dice lunga sull’accordo già raggiunto dai poteri forti in Egitto sulla necessità che al Sisi diventi il prossimo presidente del paese. Alla presenza del presidente della repubblica ad interim, Adly Mansour, al Sisi appare nel filmato fare il suo ingresso all’interno della sala del palazzo dei congressi del Cairo dove il 23 gennaio si celebrava la festa della polizia egiziana. Nel filmato è evidente come tutti gli ufficiali delle forze di polizia e delle forze armate si alzano al suo arrivo e lo osannano per mostrare il loro sostegno al suo futuro impegno politico e al suo progetto per il futuro dell’Egitto.
 
La decisione del presidente Mansur di modificare alcune parti della road map per il futuro redatta dopo la caduta di Mohammed Morsi, risulta essere proprio funzionale alla candidatura di al Sisi. Nel discorso televisivo tenuto da Mansur il 25 gennaio scorso, è stata annunciata la decisione di anticipare le elezioni presidenziali rispetto a quelle parlamentari “per rispondere alla richiesta della maggior parte dei partecipanti del dialogo nazionale” che il presidente ha tenuto nelle scorse settimane con i rappresentanti delle forze politiche del paese. Secondo gli analisti locali Mansur chiederà ora alla Commissione elettorale di aprire le candidature per le presidenziali.
 
Dopo aver tenuto le redini dell’Egitto nell’ombra, “i militari puntano ora a governare il paese direttamente scommettendo sul maresciallo egiziano”. È quanto si legge in un editoriale apparso in settimana sul quotidiano libanese “al Safir”, che commenta gli ultimi sviluppi politici egiziani. “Il conflitto in Egitto non è certamente terminato con la candidatura di al Sisi alle prossime elezioni presidenziali. L’annuncio da parte del Consiglio supremo delle forze armate (Scaf) ha dato anzi il via alla sua fase più delicata. I generali hanno infatti deciso di scendere direttamente in campo per governare il paese”. Il quotidiano di Beirut, considerato vicino al movimento sciita Hezbollah, sottolinea come “l’avventura dei militari parte nel bel mezzo di una ‘guerra al terrorismo’ che pare essere parte integrante della partita per il potere in corso in Egitto”. La differenza, spiega “el Safir”, è che “mentre negli anni passati le forze armate controllavano il paese nell’ombra, come avvenuto durante le presidenze di Gamal Abdel Nasser, di Anwar al-Sadat e di Hosni Mubarak, o assumevano il compito di monitorare l’evoluzione degli eventi, come durante il governo islamista di Mohammed Morsi, oggi hanno deciso di compiere un passo in avanti. Ma si tratta davvero di un effettivo progresso per il paese?”, si chiede infine il quotidiano.
 
L’ufficiale egiziano, ideatore del golpe che ha deposto Morsi e fatto cadere il governo dei Fratelli musulmani sta già preparando il suo programma elettorale che si baserà sui temi della sicurezza e dell’economia. Secondo quanto ha annunciato Mustafa Bakri, ex parlamentare considerato vicino all’uomo forte del Cairo, il ministro della Difesa ha ormai deciso di candidarsi alla guida del paese. Intervistato dall’emittente televisiva “al Hayat 2”, ha spiegato che “il programma di el Sissi cercherà di risolvere due problemi essenziali per gli egiziani: quello della sicurezza e dell’economia”. Sono tanti ormai i partiti che hanno annunciato il sostegno alla candidatura di al Sisi così come ci sono già diversi candidati che hanno rinunciato di correre per le presidenziali per evitare di fargli uno sgarbo e poco o nulla potranno fare i capi dei Fratelli musulmani quasi tutti in carcere o in esilio. La macchina elettorale e della propaganda di al Sisi è in movimento ed aumenta sempre di più la sua popolarità nel paese così come cresce la fiducia degli investitori e la Borsa del Cairo registra nuovi rialzi con l’avvicinarsi della sua elezione a presidente.

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