Questo libro parla di un’idea che mi frulla in mente da tempo: non sarebbe bello, una volta diventati anziani, vivere tra amici, tutti insieme, in una grande casa comune, al posto che consumarsi da soli nel proprio appartamento o, peggio ancora, relegati in qualche casa di riposo?

 

Questo tema è il motore del romanzo di Barbara Costantine.
Ferdinand si ritrova a vivere solo in compagnia di un gatto, nella sua grande fattoria, dopo la morte della moglie e il trasloco di suo figlio Roland che si trasferisce in paese con tutta la famiglia, compresi gli amatissimi nipotini Lulù, i piccoli Ludovic, di otto anni, e Lucien. Le giornate trascorrono una uguale all’altra, senza altro da fare che un giro in centro, una sosta al bar per un bicchiere di bianco e qualche programma alla televisione. Fino a che nella vita di Ferdinand non compare Marceline, la sua vicina di casa, di cui non sa praticamente nulla, se non che proviene da un imprecisato paese dell’Est Europa e che vende al mercato miele, frutta e verdura di propria produzione. La casa di Marceline è parecchio malandata e diventa del tutto inagibile dopo una pioggia torrenziale. Motivo per cui Ferdinand decide di invitarla nella sua fattoria “Come sa, io vivo solo nella fattoria qui vicino da quando i miei bambini sono andati via. Ormai sono quasi due mesi. Ci sono tante stanze vuote, ingressi indipendenti, tutto il comfort moderno. Fino a poco tempo fa ci vivevamo in tre famiglie, sa, tre generazioni. Senza pestarci i piedi. Perciò, ecco. Semplicemente, lei potrebbe sistemarsi già oggi, restarci fino alla fine dei lavori…”.

 

Dopo Marceline è la volta di Guy, un settantenne a cui muore d’improvviso l’adorata moglie e che, da solo, non riesce a trovare un senso per andare avanti “comincia a lasciarsi andare, dimentica di mangiare, di lavarsi e certi giorni persino di alzarsi dal letto”. Infine si uniscono anche le sorelle Lumière, Simone e l’ultranovantenne Hortense, che non sono sorelle per davvero ma vivono insieme da settant’anni e ora si sentono minacciate da un nipote che vuole prendere la loro casa anzitempo. Alla combriccola, di cui fanno parte anche due gatti, un cane e un asino che capisce il linguaggio umano, serve presto l’aiuto di braccia giovani e forti. Per questo, gli astuti nonni ingaggiano prima Muriel, come infermiera, e poi Kim come aiuto per badare all’orto, in cambio di vitto e alloggio. Tutto fila a meraviglia, economia e organizzazione prosperano, la solitudine è sconfitta e la ventata di gioventù porta ai membri più anziani del gruppo la voglia di fare cose nuove e di rimettersi in gioco, creando, per esempio, un sito Internet per raccontare agli altri la loro strana e bella esperienza, o prendendosi cura dell’ultima arrivata, la piccola Paulette…

 

Barbara Constantine, nata nel 1955, è una scrittrice e sceneggiatrice francese di origine americana. In Italia sono usciti anche i suoi romanzi La bella estate di Melie, Non dire gatto, pubblicati da Cairo, e Tom piccolo Tom, edito da Fazi.

 

E poi, Paulette…
Barbara Constantine
Einaudi Stile Libero Big 2012, pp. 217, 17 euro.

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