Per la categoria “arte in edicola”, oggi parliamo dell’ingiustamente sottovalutato settimanale “Di Più”, quanto mai fecondo di spunti estetici e richiami culturali.

La copertina del numero in edicola dal 4 maggio è un chiaro omaggio all’horror vacui di derivazione rococò bavarese, unito alla perizia di un maestro miniaturista non vedente. L’opera presenta un fondo dorato bizantino si cui si stagliano i volti di Zingaretti e signora, che risaltano dal ritaglio manierista dell’immagine. Lo sguardo dei coniugi va oltre la siepe di leopardiana memoria, a indicare un malinconico infinito o la nostalgia per la di lui giovinezza, raffigurata nel riquadro a destra con capelli e didascalia. A sovrastare la coppia, l’iscrizione con il motto di famiglia:  “Diarrea – come fermarla”, stimolante monito che risuonò durante la Guerra dei Trent’ani (1620-2003). Si può notare accanto il simbolo monetario “1 Euro”, a indicare l’obolo dovuto all’anonimo autore di questo capolavoro dell’eccellenza grafica e punto di riferimento per i periodici a venire.

Nell’angolo in alto a destra vediamo la nicchia che racchiude l’icona del direttore Sandro Mayer, qui con parrucca apotropaica, immortale autore del musical “Il Miracolo di Padre Pio”. Il nodo centrale della composizione è in realtà sbilanciato a sinistra, a favore della sacra effige di Cristo abbinata a un secolare enigma che recita:  “Da appendere la sindone già incorniciata, ritagliatela”. Da strumento di distrazione di massaie a sublime oggetto d’arte, la rivista di Mayer è esattamente quello che promette, ben oltre il kitsch lassativo, incredibilmente “Di Più”.

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