Questo l’inizio, scritto non dal MANZONI ma da DELL’UTRI a BERLUSCONI, del suo romanzo intitolato i COMPROMESSI SPOSI, dove con chiara esposizione, per i PM tradotta in estorsione, gli proponeva non già matrimoni ma una villa per svariati milioni. E Berlusconi, di nuovo sceso in campo con la velocità del lampo, non poteva dir di no al suo fido MELAMPO. Vuoi protezione? Scuci il bilione! Vuoi una puttana? Caccia la grana! Ed è per questo che forse il CAVALIERE, a ben vedere, più che un gran “figo” appare come un qualunque Don Rodrigo che, nonostante i suoi “bravi”, di bramosia inutilmente sbavi. Paga l’amore senza cuore, paga l’amicizia e ogni sua nequizia, paga pure gli elettori che si sa, son traditori e forse pagherà anche la morte quando gli toccherà in sorte.

Intanto NAPOLITANO delle sue prerogative sproloquia invano: c’è chi ha le carte in mano di quando è stato intercettato e con MANCINO ha parlato. Presto fatene un falò che con il PRESIDENTE non si può, cantano all’unisono il tenore col baritono. Lo vuole “La Repubblica” che stralci non ne pubblica, lo desidera il “Corsera” che se cerchi la notizia aspetta e spera, lo pretendono i TIGGI’ che son cauti la notte e pure il dì. Lo STATO con la MAFIA mai trattò al massimo fu colpa di TOTO’ che la testa si montò e da comico che fu divenne principe e anche più su. Non certo di TOTO’ RIINA o di DENARO MESSINA troppo occupati in qualche altra faccendina per parlare con un Ministro, in qualche luogo sinistro, di un qualunque Ministero, avvolto nel mistero.

Perciò zitti tutti, quelli belli e quelli brutti, non si parla al conducente anche se guida senza patente. E non chiamatela omertà ma democrazia e libertà. E meno male che proprio in questi giorni ricorre il ventennale della morte di BORSELLINO. Sai che casino se si scoprisse che l’assassino non è stato solo la mafia ma anche lo Stato? Di eroi son piene le fosse e anche se agitate le vostre agende rosse poco importa, in questo Paese verità e giustizia son da sempre cosa morta. Anzi, COSA NOSTRA.

PS – La Rai tarantolata nomina Presidente TARANTOLA e Direttore GUBITOSI che pare una brutta forma di dermatosi. La loro missione lì in televisione è quella di tagliar le spese per il bene del Paese. E in questo gran dissesto poco importa se non sanno niente di palinsesto che siano tecnici è determinante e MONTI ne è garante. Ma voi chiamereste un falegname per aggiustare il water che spara su letame?

PPS – GUBITOSI, prima di cominciare a tagliare, uno stipendio di 650 mila euro si è fatto dare. Un provvedimento TECNICAMENTE CORROTTO.

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