“Il Parlamento ha fatto un buon lavoro per attenuare o superare la distorsioni del decreto legge “del fare”. Anche se non siamo ancora al risultato ottimale e c’è ancora lavoro da fare”. Così oggi ha commentato a caldo le modifiche approvate stanotte alla Camera al capitolo giustizia del decreto legge n. 69/2013 il consigliere segretario del CNF, Andrea Mascherin, in occasione dell“Incontro con i Parlamentari: l’Avvocatura illustra la propria proposta”, organizzato dalle Unioni forensi, che si è tenuto a Roma nella sede del Consiglio dell’Ordine della capitale.
“L’aver posto un limite temporale alle obbligatorietà della mediazione significa aver riconosciuto che questa qualità non appartiene all’istituto”, ha detto Mascherin. “Bene anche aver previsto la gratuità del primo incontro che non si concluda con l’accordo e la necessaria assistenza tecnica. Finalmente è stato anche riconosciuto un ruolo sussidiario all’Avvocatura, competente anch’essa a seguire le domande di divisione congiunta; ed è stata soppressa la norma sul foro delle società estere”.
Tutte richieste avanzate dal CNF nel corso dell’audizione in commissione giustizia come subordinate necessarie allo stralcio.
“Portare avanti i diritti dei cittadini e battersi per una democrazia solidale che non lasci indietro nessuno: questo è il compito che spetta all’Avvocatura e sul quale chiediamo il sostegno di un Parlamento che recuperi la sua centralità. L’economia non può dettare le regole al diritto”, ha ribadito Mascherin.
All’incontro si è registrata una condivisione delle rappresentanze istituzionali dell’Avvocatura sulla necessità di provvedere con un disegno di legge organico all’approvazione della negoziazione assistita e della camere arbitrali dell’Avvocatura.
Proposte che hanno registrato il pieno sostegno dei parlamentari presenti, in rappresentanza di tutte le forze politiche, che hanno più volte richiamato l’intervento di Mascherin.
“Giustizia, salute e istruzione sono pilastri della vita democratica sui quali non si può risparmiare. Nessun cittadino deve restare indietro”, ha riferito Mascherin. “Diamo atto ai presidenti delle commissioni affari costituzionali e giustizia e ai parlamentari di tutte le forze politiche di aver contribuito a migliorare il testo del decreto, con competenza e in una dialettica corretta e propositiva”.

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