Una volta si chiamavano i Ghostbusters per mandare via le anime maledette che infestavano le case. Oggi invece corre in nostro aiuto il Dead Raising Team, un’associazione che resuscita i morti in nome di dio.

Per prevenire il formarsi di fantasmi indesiderati non c’è niente di meglio che una resurrezione familiare, in barba alla scienza e alla medicina. Il metodo è molto semplice: pregare un’entità invisibile e tenere a portata la salamella per sostentare il caro ex-estinto. Ovviamente è gradita la presenza del notaio per annullare l’esecuzione testamentaria e un paio di bombole di deodorante che non si sa mai. Nel manifesto del gruppo, intitolato “the vision”, si spiega a chiare lettere che “dio desidera che la gente non muoia, che tutti siano guariti e che i prematuramente scomparsi tornino in vita”. Visti i risultati di Gesù, il primo morto vivente di cui si ha notizia, dopo tanto tempo l’onnipotente si serve del team di sveglia-cadaveri per creare un’apocalisse zombie. Tutto torna.

Forti del risultato di ben 11 casi di resurrezione, i crociati dell’immortalità organizzano corsi di training per tutti i fan della preghiera e vantano succursali negli Stati Uniti, in Canada e in Olanda. Il programma didattico prevede le “cinque gloriose sessioni” in cui l’allievo dovrà imparare a memoria ottomila preghiere in sei lingue diverse, dormire al cimitero e fare pratica coi gatti morti. Che aspettate? Unitevi all’esercito dei resurrezionalisti e gridate tutti insieme lo slogan: “Nulla è impossibile per dio”.

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