È passato un anno dall’introduzione in materia civile e commerciale del tentativo obbligatorio di conciliazione, quale condizione di procedibilità per l’avvio di un giudizio a cognizione piena, e già si vedono i primi risultati (tragici).

Ringrazio il “Legislatore Illuminato” anche a nome di tutti i Colleghi che considerano l’introduzione di questo procedura come un’aberrazione, e Vi informo che tale strumento NON E’ stato imposto o voluto e/o richiesto dall’UNIONE EUROPEA.

La direttiva dell’Unione Europea, alla quale il “Legislatore Illuminato” rimanda la responsabilità dell’introduzione della detta procedura, se si legge bene fa riferimento esclusivamente alle liti trans-frontaliere (ossia quelle che vedono protagonisti parti appartenenti a Paesi diversi dell’Unione).

Per onor di cronaca premetto che, fortunatamente, pende presso la Corte Costituzionale un giudizio in ordine costituzionalità o meno quanto meno della gratuità collegata alla obbligatorietà della mediazione.

Ad ogni buon conto, i primi furbetti del quartiere si stanno affacciando nel “mercato giudiziario”.

Per gentile concessione di un caro collega di Aosta Vi racconto l’accaduto che dimostra perché tali Organismi facciano esclusivamente il loro interesse in danno dei cittadini.

Un terreno in Calabria è stato oggetto di usucapione da parte di una persona fisica. Il terreno si compone di tre particelle catastali. Queste tre particelle a loro volta sono intestate a 36 persone fisiche per averle ricevute in proprietà in virtù di successioni ereditarie.

In poche parole 36 persone hanno ricevuto in eredità tre particelle catastali che formano un unico appezzamento di terreno, supponiamo di mq. 5.000.

Ora colui che vanta il possesso, libero pacifico ed incondizionato per oltre un ventennio, ha presentato, correttamente, domanda di mediazione obbligatoria nei confronti delle persone fisiche che risultato proprietarie intestatarie delle relative particelle; ovviamente ognuna pro-quota, cioè supponiamo: per un trentaseiesimo ciascuno.

Colui che ha richiesto la mediazione obbligatoria ha dichiarato che l’intera proprietà ha un valore catastale complessivo di 50mila euro… Fin qui tutto normale.

Ma… gli Organismi di Mediazione hanno una tabella, adottata con regolamento interno, che stabilisce le tariffe in base alle quali calcolano i costi della mediazione.

Questi costi sono preliminari rispetto ai costi dell’attivazione giudiziaria… cioè della causa vera e propria!! In pratica, vanno pagati indipendentemente dal fatto che si proceda poi ad un successivo giudizio.

L’Organismo di Mediazione incassa generalmente 40 euro, più Iva al 21%, da parte del richiedente la procedura di mediazione.

All’esito dell’incontro fissato le parti possono:
a) Non raggiungere alcun accordo;
b) Raggiungere un accordo;
c) Disertare l’incontro;
d) Il Conciliatore si esprime e formula una proposta conciliativa.

Nelle quattro diverse ipotesi gli importi da corrispondere quale corrispettivo per la mediazione, corrispondenti ai diritti di segreteria dell’Organismo di Mediazione ed all’onorario del Conciliatore, variano e nel caso dei punti b) e c) sono rapportati al valore indicato nella domanda.

Il richiedente la mediazione è generalmente la cosiddetta “parte”, dove per “parte” da un punto di vista giuridico – e lo sanno anche i “bambini universitari” – si intende, coincide, con il centro d’imputazione degli interessi relativi alla questione posta.
In poche parole ed in buona sostanza, una parte in senso processuale può essere composta da molte persone fisiche ovvero, contemporaneamente da una o più persone fisiche e persone giuridiche insieme, ovvero ancora soltanto da una persona fisica, ovvero soltanto una persona giuridica.

Nel caso che vi ho appena raccontato le “parti”, in senso giuridico, quindi in senso civilistico, quindi anche in senso processual-civilistico, in realtà sono soltanto quattro. La prima è la persona fisica che avanza la pretesa di usucapione, la seconda, la terza e la quarta sono i comproprietari delle tre particelle catastali che comprendono l’intero terreno in base alle risultanze catastali e della conservatoria dei registri immobiliari.
Insomma, le parti in senso fisico sono tante ma in senso giuridico sono rappresentate da un insieme di persone che hanno lo stesso interesse giuridico, ossia contrastare la pretesa di chi ha richiesto la conciliazione (nel caso specifico, del signore che vanta l’usucapione sul terreno e quindi sulle tre particelle che lo compongono).

Cosa hanno fatto i furbetti del quartiere in questione?

Semplice: hanno invitato le 36 persone fisiche alla procedura di conciliazione obbligatoria, cosa doverosa, richiedendo però a tutti i 36 proprietari (ognuno dei quali è naturalmente proprietario solo della sua quota, ossia di un trentaseiesimo) il pagamento del corrispettivo di mediazione dovuto all’Organismo calcolato sulla base dell’intera domanda del richiedente.

In buona sostanza anziché dividere l’importo del valore del terreno tra tutti i proprietari “persone fisiche” e calcolare il costo della mediazione in base alla quota di ciascuno, hanno calcolato il costo per ognuno come se ciascuna quota valesse 50mila euro. Hanno, cioè, moltiplicato invece di dividere.

Totale a pagare pro-quota? In base alle indicazioni fornitemi dal collega di Aosta, euro 857,00 a “cranio” che moltiplicato 36 proprietari fa un corrispettivo complessivo di euro 30.852,00, che lo ribadisco, non sono dovuti.

In questo caso le alternative sono due:
1) il costo complessivo dovuto all’organismo, in base alla domanda dell’istante, si divide per 36 quote ed al più si invita al pagamento della somma in via solidale;
2) si calcola la quota di comproprietà di ognuno e si ricalcola il corrispettivo dovuto del costo di mediazione direttamente proporzionato alla rispettiva quota. Cosa che a mio giudizio è molto più corretto.

In caso contrario, a mio giudizio si di fronte a un mero raggiro e/o artifizio di cui all’art. 640 c.p. (truffa), stante il fatto che un Organismo di Mediazione non può non conoscere il significato della parola “parte” in senso giuridico.

Alla luce del fatto appena narrato, invito tutti i lettori a prestare la massima attenzione a queste lettere di invito alla mediazione obbligatoria e dei relativi costi, denunciando eventuali illegittimità e/o situazioni poco chiare, alla redazione di Goleminformazione che provvederà, valutati i documenti pervenuti, ad informare gli uffici competenti del Ministero della Giustizia delle irregolarità che verranno riscontrate.

Alla prossima settimana.

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