Riprendo l’articolo di Oreste Saccone già pubblicato sul Goleminformazione il 27 gennaio scorso per rimarcare l’inchiappettamento che stiamo subendo!

L’Illuminato Legislatore che ha rassegnato le dimissioni nel Novembre del 2011 ha lasciato il posto ad un altrettanto Illuminato Legislatore, per di più Tecnocrate che, purtroppo, “come al solito” raschia il fondo delle tasche degli italiani.

In Italia, nel pianeta “InGiustizia”, vi è un contenzioso abnorme! Questo è un dato di fatto!

A questa abnormità non sfugge il contenzioso tributario.

Con la manovra del Luglio 2011, il precedente “Illuminato Legislatore”, ha adottato una misura per comporre bonariamente le liti pendenti ed in tal modo deflazionare il contenzioso in materia tributaria e creare CASSA.

Il “Legislatore Illuminato Tecnocrate” che è subentrato al precedente Legislatore, con il decreto mille proroghe, ha ampliato i termini di decadenza per l’utilizzo dello strumento di composizione bonaria prorogando il relativo termine ed ampliando il numero delle liti da comporre.

Udite!! Udite!!

Possono comporre bonariamente le liti pendenti già definite in primo grado, ovvero per le quali pende il termine per proporre appello, ovvero pende giudizio in grado di appello tutti i contribuenti sempreché:
a) la lite insorta riguardi un tributo per la somma complessiva nel massimo di € 20.000,00;
b) la lite sia insorta nei confronti dell’Agenzia delle Entrate;
c) le somme contestate non siano state iscritte al ruolo.

Le misure del condono prevedono:

1) nel caso di sentenza favorevole per il contribuente, questi può pagare l’importo del 10% ovvero un minimo di € 150,00 e l’Agenzia non farà appello, o se proposto rinuncia all’appello;
2) nel caso di sentenza parzialmente favorevole per il contribuente, questi può pagare l’importo del 30% e l’Agenzia non farà appello, o se proposto rinuncia all’appello;
3) nel caso di soccombenza del contribuente, questi può pagare l’importo del 50% e l’Agenzia non farà appello, o se proposto rinuncia all’appello.

Francamente io che sono un operaio del diritto (e me ne vanto) mi chiedo: ma quando io vinco una causa in primo grado, non vado pagare niente alla controparte per evitare l’appello della sentenza. Io ho vinto!!! Non devo pagare niente, anzi devo incassare (le spese di lite) e mi devono rimborsare quanto ho pagato!!

La rinuncia all’appello, se l’intento è quello di deflazionare il contenzioso, dovrebbe avvenire tout court¸ in base alla valutazione dell’Ufficio, il quale con onestà intellettuale dovrebbe ammettere l’errata interpretazione normativa, avere rispetto per il giudizio espresso in primo grado e rinunciare all’appello, ciò proprio per salvaguardare l’esigenza di non gravare l’amministrazione finanziaria di ulteriori oneri e costi (la condanna in appello per le ulteriori spese di lite, con la possibile lite temeraria, ed il costo del personale per la lavorazione della pratica).

L’Ufficio Tributario deve ispirare la sua azione ai principi costituzionali dell’imparzialità, legalità, e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Principi applicabili a tutte le P.A., anche in materia tributaria. Allo scrivente non sembra che richiedere, ai cittadini che hanno vinto una causa contro l’amministrazione finanziaria, il pagamento anche del solo 10%, sia ispirato ai detti principi costituzionali.

Inoltre, colui il quale ha perso la causa alla fine viene premiato con uno sconto del 50% rispetto a ciò che dovrebbe pagare!

Come vedete l’”Illuminato Legislatore Tecnocrate” tutto fa tranne che perseguire il supremo ed unico interesse che deve perseguire, ovvero l’interesse pubblico che non è quello di incassare soldi!!!

Viva l’Italia… presa a tradimento!!! Cantava Francesco De Gregori in una canzona circa 30 anni fa!!!

Se volete maggiori informazioni sul ricorso condono vi suggerisco la lettura dell’articolo del Prof. Saccone (che trovate anche allegato a questo, qui a lato), del 27 gennaio 2012 che in modo esemplare spiega, lui si!!!, tecnicamente come fare per…

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