“Le casse di previdenza dei professionisti vantano un patrimonio di oltre 60 miliardi di euro, una ricchezza che noi abbiamo il dovere di tutelare attraverso una gestione finanziaria prudente e che lo Stato deve salvaguardare rivedendo l’iniqua politica di tassazione nei nostri confronti. In gioco non c’è solo la sostenibilità del sistema previdenziale privato ma soprattutto l’adeguatezza delle pensioni dei professionisti”.
Così Nunzio Luciano, presidente della Cassa forense, introduce il convegno organizzato nell’ultima giornata della Giornata Nazionale della Previdenza in corso a Milano sul tema degli investimenti delle casse previdenziali dei professionisti.

Anticipando la nuova normativa che con molta probabilità estenderà anche alle casse dei professionisti le nuove regole per la gestione finanziaria contenute nel decreto ministeriale 703 rivolto alla previdenza complementare, Cassa forense sta avviando una riorganizzazione del proprio ufficio finanziario mirata a ottimizzare il processo degli investimenti nell’ottica della diversificazione, della prudenza e della trasparenza gli iscritti.
“A prescindere dal tipo di investimenti che andremo a privilegiare, e in questo dovremo attenerci alle regole ministeriali, dobbiamo rendere la nostra gestione finanziaria il più efficiente possibile separando, per esempio, l’area che si occupa della scelta degli investimenti da quella che ne valuta i rischi e implementando la comunicazione con gli organismi di controllo”, ha spiegato Luciano.

“Tutto ciò che stiamo facendo lo facciamo con l’obiettivo di incrementare il nostro patrimonio salvaguardandolo dai rischi fisiologici della finanza – prosegue il Presidente della Cassa – la finalità è sempre la stessa: garantire la sostenibilità finanziaria del sistema senza sacrificare quella sociale, ovvero l’adeguatezza delle future prestazioni previdenziali dei professionisti. Ma tutti gli sforzi che facciamo rischiano di essere vanificati dalle scelte di un Governo che sembra non rendersi conto dell’importanza delle casse per il Sistema Paese, come abbiamo dimostrato aprendo per esempio agli investimenti in mini-bond delle piccole e medie imprese”.

“Mi riferisco alla doppia tassazione che colpisce sia le rendite dei nostri investimenti sia le prestazioni previdenziali erogate – conclude Luciano – vorrei ricordare al Governo che le casse dei professionisti non sono fondi speculativi ma svolgono un ruolo sociale di assistenza passiva e attiva sollevando lo Stato da un onere di cui oggi non riuscirebbe a farsi carico. Per questo spero che le ultime notizie, che sembrano scongiurare l’ipotesi di un innalzamento della tassazione delle rendite finanziare delle casse al 26 per cento e che addirittura parlano di un’equiparazione a quella della previdenza complementare, non siano solo dichiarazioni di facciata ma la prova che il Governo è finalmente pronto a riconoscere l’importanza del nostro operato”.

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