È ufficiale: anche il Veneto, come l’Emilia, ha stabilito che l’uso della catena per la detenzione dei cani è fuorilegge. La legge è pubblicata il 19 giugno sul Bollettino Ufficiale [http://bit.ly/1q7VmyI]. Con tale disposizione anche la Regione Veneto dovrà emanare un Regolamento attuativo volto a definire le dimensioni minime dei recinti per la custodia alternativa dei cani. (fonte: ESSERE ANIMALI https://www.facebook.com/essereAnimali).

Di pochi giorni fa è la notizia che un cane è stato trovato legato all’ANTENNA PARABOLICA piazzata sul tetto della casa del suo proprietario. Legato con pochi centimetri di catena, sotto le intemperie, senza riparo. Sono sempre del parere che a persone che fanno questo al loro cane occorrerebbe vietare di detenere cani, gatti, criceti, uccelli, pesci, serpenti, iguane e tartarughe. Sono favorevole a una rieducazione obbligatoria molto seria per tali individui. Nei casi ribelli, sosterrei anche la sterilizzazione coatta di questi soggetti, perché esseri simili non dovrebbero accedere al privilegio di riprodursi, non ne sono degni. Se lo facessero, genererebbero con alta probabilità piccoli serial killer.

Chi lega a una catena un’altra creatura che tipo di animale è? Come si può pensare di lasciare un altro vivente INCATENATO, il proprio cane, e vivere sereni? I cani sono come i lupi: maratoneti altamente sociali. I cani sono in grado di percorrere decine, centinaia di chilometri in breve tempo, per procacciarsi la sussistenza o per quella che per loro è la Ragione Suprema: essere accanto a noi. Per vivere bene hanno bisogno di un minimo spazio, ma soprattutto di TEMPO per stare con noi.

Se i miei cani sono in giardino ed io in casa, mi volto verso la porta-finestra e li trovo tutti là come anime in pena, seduti con lo sguardo speranzoso, ad aspettarmi. Hanno il giardino a disposizione, sono in branco, ma per loro non significa niente! Non giocano, non rincorrono le lucertole, non brucano l’erba, non prendono il sole: non senza di me. Aspettano me per gioire della vita. Fuori o dentro, è con me che vogliono stare. Il tempo della vita trascorso senza il suo umano, per un cane è tempo perduto. Il Cane per la legge è una res, una cosa. Noi possiamo venderlo, comprarlo, sterilizzarlo, ne siamo detentori e custodi.

Mi rendo perfettamente conto che per certi versi non tutto questo è male, io stessa allevo cani, li custodisco nei recinti, li trasferisco presso famiglie amorevoli, ma il Cane, in quanto animale senziente, non è per niente una cosa, è una creatura titolare di diritti! Un recente studio condotto da Gregory Berns, neuro-scienziato della Emory University di Atlanta, Georgia, Stati Uniti, dimostra, attraverso la risonanza magnetica, che il cervello del Cane quando vede il suo Umano attiva le stesse aree che si accendono nel cervello dell’Uomo quando egli anticipa lo stato emozionale relativo all’amore (il nucleo caudato). La ricerca afferma con il suggello della scienza una verità nota da sempre: ogni persona che vive col suo cane lo sa perfettamente. Innamorato è chi vede solo il meglio di te, chi, ebbro del suo amore, ti perdona tutto, chi ti cerca fisicamente e vuole coccole e contatto, chi ti guarda con gli occhi brillanti che traboccano adorazione, chi ti accoglie ogni giorno al tuo rientro dal lavoro con l’enfasi ansiosa e con la gioia di rivederti di uno che temeva tu fossi emigrato in Patagonia e che non ti avrebbe riabbracciato mai più: il tuo cane. Puoi essere la persona più mediocre e insignificante del mondo, ma per il tuo cane sei very cool! Ecco spiegato il perdurante successo della specie Canina.

Eppure noi umani ci comportiamo troppo spesso col Cane come se fosse uno schiavo. Come fosse uno schiavo, ignoriamo i suoi sentimenti. Come fosse uno schiavo, lo priviamo della libertà, come uno schiavo lo teniamo a catena e lo condanniamo a un’innaturale solitudine. Verrà il giorno che tutto questo sarà considerato una barbarie, come lo schiavismo umano. L’unica tenace catena che dovrebbe legare a noi il nostro cane è quella incorruttibile dell’amore. 
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