Sul finire degli anni’70, in molti si chiedevano chi fosse il Grande Burattinaio, il manovratore occulto di quella lunga stagione di sangue. Un giornale satirico, “Il Male”, in una delle sue solite false prime pagine, pubblicò l’altrettanto falso titolo: ARRESTATO UGO TOGNAZZI – E’ IL CAPO DELLE BR.

E per qualche ora qualcuno davvero ha creduto o finto di credere, che il popolare attore fosse il cervello dell’organizzazione terroristica responsabile, tra le altre cose, del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro.  Naturalmente Tognazzi non aveva nulla a che fare con le BR e si era prestato volentieri allo scherzo ideato da quelli del “Male”. Certo è che il terrorismo, le stragi, le esecuzioni sommarie di politici, giornalisti e perfino sindacalisti, furono funzionali a diversi poteri, nemmeno tanto occulti. Tant’è che si parlò di un innominabile patto tra eversione e servizi segreti, un po’ come quello di cui si dibatte oggi  nel processo sulla trattativa Stato-Mafia negli anni ’90.

Insomma, l’dea del Grande Vecchio, in quegli anni identificato prevalentemente con “Il Divo” Andreotti, è sempre piaciuta a molti. Se c’è un capro espiatorio, un unico responsabile, tutti gli altri sono innocenti. E allora, proseguendo il gioco di quasi 40 anni fa, chi è il capo delle BR oggi? A chi fa comodo il patto Berlusconi – Renzi? Escluderemmo Toni Servillo, ha vinto l’Oscar ed è contento così. Anche Massimo Ghini sembrerebbe innocente. Il padre era un militante del PCI ed un partigiano. Lui è stato presidente del PDS romano e quindi appartiene vecchia guardia. Così come non destano sospetti Michele Placido e Giancarlo Giannini. Entrambi attori drammatici, mentre la tradizione della satira vuole che a capo delle BR vi sia un comico.

Ma quale attore comico potrebbe trarre vantaggio dal patto Berlusconi-Renzi? Nel 1974, con il rapimento del PM Mario Sossi le BR fanno il primo tentativo di “organizzare militarmente il proletariato”. Nel 1976 il giudice Francesco Coco è la vittima del primo omicidio programmato delle BR. E nel 1979 viene ucciso l’operaio sindacalista Guido Rossa. Tutti e tre questi episodi avvengono a Genova. Quindi il capo delle BR non può che essere un comico di quella città. A questo punto avrete capito che il vero capo delle BR è senza dubbio BEPPE GRILLO! Non c’è dubbio, infatti, che la paura del suo successo elettorale, abbia spinto il vecchio caimano e il giovane boy scout a questa mostruosa intesa di amorosi sensi. Così come non c’è dubbio che l’astuto comico ligure aspetti il passaggio dei loro cadaveri, placidamente seduto sulle sponde del Bisagno, il fiume che attraversa il quartiere Marassi di Genova. Dove c’è lo stadio, teatro di tante espulsioni. Come il M5S. Presto, ARRESTATE BEPPE GRILLO! NE’ CON LO STADIO, NE’ CON LE BR!

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