Un libro non è solo fatto di pagine e parole, dentro c’è l’anima di chi scrive, il colore degli attimi, dei sentimenti, dentro c’è tanta vita. Prima di entrare nel contenuto di ‘Blu’ di Serena Maffia, edito da Marco Saya Edizioni, diventa necessario soffermarsi sull’immagine di copertina, uno splendido scatto fotografico di Elena Seno.

Emerge quel blu, che nella simbologia rappresenta la calma, la tranquillità, l’equilibrio. Un colore che richiama ad una estrema sensibilità e Serena Maffiapredisposizione alla serenità e non poteva che essere così anche per l’autrice, che attraverso una scrittura fluida, precisa, curata, riesce a farci conoscere parte della sua esistenza e quelle emozioni che la accompagnano nella quotidianità. Serena Maffia si affida alla poesia con naturalezza e le sue intuizioni in versi racchiudono significati densi e profondi, il blu avvolge di sincerità espressiva ogni lirica, che diventa un tassello autentico di purezza.

Claudio Damiani che ha curato la prefazione del volume ci guida perfettamente verso quell’amore a tutto tondo che si avverte da subito. Serena Maffia è mamma, ma accanto alla figlia diventa bimba con penne e pennarelli colorati. Ed è costante il canto di affetto per la figlia: “Tanto grano ti voglio/bambina mia che mi cerchi nel letto per sentirti sicura”, quel sentirsi madre e allo stesso tempo ancora fortemente bambina: “mi ritrovo donna/forte del mio frutto, madre nell’esistere”. L’autrice compie un viaggio dentro se stessa, riscopre un vissuto fatto di sensazioni e percezioni, confronta il suo percorso di donna nel tempo, non dimenticando ferite e cicatrici, tutto diventa spunto di riflessione per ripercorrere momenti indelebili, per riaffacciarsi matura a quelle scelte che l’hanno portata ad essere giovane madre. E nel rivivere i ricordi, capitano giornate in cui chi scrive si sente bella “quando gli occhi si bagnano di figlia”. Anche gli elementi della natura assorbono il blu di Serena Maffia, tanto che “le nuvole sgrigiano/le auto accelerano fino al balcone/e la palma si ferma”. 

Questo libro è un inno all’amore, un invito alla gioia, e l’autrice si mette in gioco definendo un vero e proprio credo: “Credo nell’amore…credo nella poesia”, la poesia è viva, ha radici forti in Serena, che la rende linfa sempre nuova, la riscopre e la reinventa ogni giorno, come se fosse ossigeno per l’esistenza. Si apre con versi di autentica bellezza la poesia ‘Ritrovare i gabbiani”, versi semplici ma notevoli in ciò che riescono ad esprimere: “Ritrovare i gabbiani/negli occhi di mia madre/questa è poesia”, e non si può non rimanere affascinati dallo stile, da quella schiettezza che riaffora potente. La maturità poetica è evidente e bastano ventuno poesie per farci comprendere che ci troviamo di fronte ad una penna abile, pulita, in continua evoluzione. A rendere il volume ancora più interessante è il costante riferimento alle città, in particolare è forte il legame con la Calabria, terra che ha generato la poetessa, terra che è madre generosa e di grande bellezza.

Serena Maffia è docente di comunicazione efficace, metodologia della progettazione, storytelling allo IED di Roma. Giornalista, è stata addetto stampa in Campidoglio del Presidente del Consiglio Comunale e di maggioranza, inviata per Rai3, Rai Educational con la trasmissione GAP, su Italia1 con il programma Voglia, sceneggiatrice e script analyst per la Medusa-RTI Mediaset. Regista e autrice di numerose opere per il teatro. Tra le sue pubblicazioni poetiche “Il ragazzo di vetro” (Lucca, 2005), “Sradicherei l’albero intero” (Roma, 2006), (Premio Cultura Donna in Campidoglio – Premio Approdi d’autore – Premio Giuseppe Sunseri – da cui il Film-corto omonimo Regia Fabrizio Portalupi interprete Elisabetta Coraini), “Le carte volano” (Firenze 2011, -Premio Mons Aureus), “Blu” (Milano, 2016).

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