Un richiamo all’Europa, alle sue responsabilità nel mondo globalizzato; e una dichiarazione di impegno di responsabilità sociale degli avvocati a esercitare pressioni perché le istituzioni e autorità responsabili applichino le leggi che ci sono e non sono osservate e perché le rendano più coerenti ai principi della Carta dei diritti; perché si denuncino le violazioni dei diritti umani e dello Stato di diritto.
Così si è chiusa venerdì 14 gennaio la IV Conferenza Europa “Migranti, accoglienza e diritti umani- La responsabilità dell’avvocato europeo”, che ha raccolto a Roma per iniziativa del CNF e della sua fondazione Scuola superiore dell’Avvocatura i rappresentanti delle avvocatura europee.

“Certamente quello della migrazione è un tema difficile e complesso, molto scomodo. Ma occorre superare l’odio di prossimità che anche in Italia sembra imporsi”, ha sottolineato il vicepresidente CNF Carlo Vermiglio aprendo la seconda giornata di lavori.

“Con il progetto Lampedusa- task force di avvocati che hanno sull’isola- CNF e Scuola superiore dell’Avvocatura hanno compiuto un’azione concreta, nell’ambito delle competenze proprie dell’avvocatura: quelle di individuare risposte alle pressanti esigenze di tutela dei migranti applicando nel modo più coerente  con la massima protezione dei diritti umani le norme esistenti. Ebbene, ci siamo scontrati con tante contraddizioni e confusioni per cui è difficile tracciare una linea di orientamento. E occorre far conoscere i diritti, altrimenti si perdono”, ha sottolineato Alarico Mariani Marini, vicepresidente della Scuola e promotore della Conferenza

Mariani Marini ha ricordato che da gennaio a settembre ci sono stati 142.707 arrivi in Italia su 207.00 in tutta Europa.
Tuttavia i dati ufficiali relativi agli immigrati residenti disegnano un fenomeno contenuto: gli immigrati che vivono e lavorano in Italia sono il 7% della popolazione, di cui 150 mila rifugiati.
Nel 2013 i dati Caritas hanno certificato il saldo negativi tra arrivi e partenze.

Nella giornata di apertura hanno preso parte il presidente del CCbe Aldo Bulgarelli, l’onorevole componente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Khalid Chaouki, Giorgio Santacroce, presidente della Corte di Cassazione, Felicio Angrisano, ammiraglio comandante generale delle capitaneria di porto.
Il presidente del CNF Guido Alpa ha chiesto di rendere più chiaro il quadro normativo. “ Il complesso di norme sull’immigrazione e sulla richiesta di protezione internazionale è così articolato che non aiuta a individuare orientamenti sicuri e risposte efficaci sotto il profilo della tutela effettiva dei diritti dei migranti, e le istituzioni in questo non ci aiutano. Il presidente ha anche espresso perplessità sul

programma Triton dell’agenzia Frontex: “Mi pare un arretramento rispetto a Mare Nostrum. Che l’Unione europea non abbia preso nella corretta considerazione la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti”.

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