Diffusa in gran parte dell’Europa, l’Altea (Althaea officinalis) cresce in luoghi umidi e paludosi. Vero e proprio antinfiammatorio naturale, le proprietà curative dell’altea erano note già nella medicina umorale di Ippocrate, ma troviamo riferimenti circa le sue virtù anche in Orazio, Marziale, Virgilio, Plinio e Dioscoride.

È citata in uno dei Capitolari di Carlo Magno e fu ampiamente coltivata per tutto il Medio Evo quando se  ne sfruttavano le qualità lenitive ed emollienti per curare piaghe infette. Ildegarda di Bingen la somministrava per curare febbri, tosse, infreddature, congestioni delle vie respiratorie e mal di testa.  Appartenente allo stesso genere della malva è infatti conosciuta dagli inglesi col nome Marsh Mallow (letteralmente “malva delle paludi”) e anticamente con le sue radici si faceva il dolce omonimo. Presso i Romani un piatto a base di radici di altea era considerato una delicatezza, mentre in Giappone tre foglie di altea stilizzate inscritte in un cerchio erano il blasone (in giapponese mon) della nobile famiglia Tokugawa (shogun dal 1603 al 1868).

Secondo la leggenda greca Altea era il nome di una famosa guaritrice nonché madre di Meleagro. A lei le Parche predissero che la vita del figlio sarebbe terminata quando il ceppo nel focolare si fosse consumato. Altea corse quindi a levarlo mezzo bruciacchiato e lo conservò gelosamente. Divenuto adulto, Meleagro, durante una battuta di caccia con i fratelli della madre, uccise il cinghiale di Calidone e ne donò la pelle ad Atalanta di cui si era invaghito. Ne nacque così una disputa con gli zii che non reputavano giusto donare un premio simile a una donna. Meleagro, offeso, li uccise tutti a colpi di lancia. La madre in un eccesso d’ira prese il tizzone che custodiva con cura e lo rigettò nel fuoco determinando così la morte improvvisa del figlio. Poi, presa da rimorso, si suicidò.

In fitoterapia l’altea è un ottimo antisettico e antinfiammatorio, utile in caso di gengivite, faringite, stomatite, tosse, esofagite, gastrite e colite spastica. La grande presenza di mucillagini conferiscono all’altea un azione emolliente e difensiva delle mucose, utile in caso di problemi gastrici, colon irritabile e diarrea. Le stesse proprietà antinfiammatorie e lenitive sono sfruttate anche in cosmesi attraverso l’applicazione locale di creme a base di altea in caso di pelli irritate e arrossate, eritemi, scottature, e in generale in presenza di pelli secche e sensibili. Utilizzata come decotto l’altea è un buon colluttorio ma anche, effettuando dei gargarismi, un eccellente antinfiammatorio in caso di mal di gola e tonsillite. Ha, inoltre, una buona capacità ipocolesterolizzante e contrasta efficacemente infezioni urinarie come la cistite. 

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