Il leghista Oscar Danilo Lancini è stato sindaco di Adro (Brescia) e verrà ricordato per le sue imprese contro la decenza umana. Candidarsi al Senato con la Lega al grido di “Roma ladrona” è già un buon inizio, ma alle ultime elezioni il carroccio ha sbandato alla prima curva e si è sfracellato insieme al sogno della poltrona milionaria.

Ancora prima, il Lancini ha ottenuto una medaglia al demerito per aver tappezzato le istituzioni del suo paese con i simboli leghisti. Il primo cittadino ha poi confessato di essersi dovuto liberare di uno stock di adesivi in esubero dalle precedenti disfatte e, come un novello Banksy della pianura padana, ha optato per una performance situazionista che ha suscitato l’invidia degli “sticker-artist” della East Coast. Il gesto creativo non è stato capito da quei simpaticoni della Corte dei Conti, che lo hanno condannato a pagare più di 10mila euro. Per farsi perdonare dai goblin del suo partito, ha poi negato l’accesso alla mensa della scuola elementare ai bambini non in regola con i pagamenti, tenendo in ostaggio i dessert fino alla data di scadenza. La peggior figura di Lega mai fatta è stata coronata dal saldo delle rate in sospeso, effettuato da un suo quasi omonimo Silvano Lancini, che ha infine liberato i dessert dalla dura prigionia.

Proprio oggi Oscar Danilo è stato arrestato per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso in atto pubblico, insomma ha barato a tombola facendo vincere ai suoi amici appalti pubblici per un milione di euro. Secondo le ultime notizie è attualmente ai domiciliari e vaga per la sua casa senza vestiti e completamente ricoperto da adesivi con il sole delle alpi, urlando “all’Adro! All’Adro!”.

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