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Un bianco di classe

Dieci Pinot Grigio da non perdere

27 Settembre 2013 di  Valentina Vercelli

Si abbina bene con il pesce ma anche con i piatti tipici dell'autunno: questo è il momento migliore per assaggiare il vino che piace tanto agli americani

Dieci Pinot Grigio da non perdere
Tanto amato all’estero quanto vituperato in patria, il Pinot Grigio è un vino bianco che in Italia andava di moda qualche tempo fa, poi si è assistito a un’inarrestabile declino e oggi ricomincia ad essere apprezzato dai consumatori, seppure con tutte le riserve destinate a chi un tempo ha avuto successo e poi è caduto in disgrazia.
Il vitigno deriva da una mutazione genetica del nobile Pinot Nero ed è originario di una zona a lungo contesa tra Francia e Germania; fuori dai nostri confini, è oggi prodotto con un certo successo in Alsazia, Oregon e California (gli americani vanno pazzi per il Pinot Grigio e acquistano anche la maggior parte di quello prodotto in Italia).
Il nome del vitigno deriva dal colore caratteristico degli acini, grigio con sfumature di rosa e, quando vinificato a contatto con le bucce, il Pinot Grigio dà origine a un vino dall’inconfondibile colore ramato.
Nel nostro Paese è sempre stato coltivato nella zona del Triveneto, con punte di eccellenza raggiunte in Friuli Venezia Giulia e Alto Adige, anche se in origine pare sia stato importato dal generale Sambuy che recuperò alcune barbatelle in Borgogna e le impiantò nelle sue tenute in provincia di Como.
A seconda delle condizioni climatiche, del terroir e dello stile dei produttori i Pinot Grigi prodotti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Alto Adige possono essere molto diversi tra loro; in linea di massima si può dire che in Veneto, dove è coltivato principalmente nella zona di Lison Pramaggiore, il Pinot Grigio è affinato in botte e dà vita a un vino di buona struttura; in Friuli Venezia Giulia si trova in Collio, nei Colli Orientali e nella zona dell’Isonzo; i viticoltori cercano basse rese per ettaro e spesso lo vinificano a contatto con le bucce producendo così un vino molto interessante dal punto di vista organolettico, equilibrato e capace di lungo invecchiamento. In Alto Adige, infine, prevalgono Pinot Grigi di media struttura, molto profumati e fruttati e con una grande acidità.
Al naso il Pinot Grigio presenta profumi intensi di miele, pera matura e frutta esotica. In bocca è un vino piacevolissimo, sapido, con un buon equilibrio tra acidità e morbidezza.
A tavola va servito freddo ed è ottimo come aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce, sia di lago sia di mare, frutti di mare crudi, gamberoni alla griglia, fritto misto di pesce e verdure, carni bianche condite con sughi delicati e pietanze della cucina cinese, come i ravioli di pesce al vapore e le preparazioni in agrodolce. In autunno provatelo con i ravioli di zucca e con i funghi porcini trifolati.

Ecco la nostra selezione dei migliori Pinot Grigi di Friuli, Alto Adige e Veneto:

Isonzo del Friuli Pinot Grigio Gris - Lis Neris, 100% Pinot Grigio venduto in enoteca a circa 18 euro.
Isonzo del Friuli Pinot Grigio - Ferlat, 100% Pinot Grigio venduto in enoteca a circa 13 euro.
Isonzo del Friuli Pinot Grigio Sot lis Rivis - Ronco del Gelso, 100% Pinot Grigio venduto in enoteca a circa 16 euro.
Pinot Grigio - Jermann, 100% Pinot Grigio, venduto in enoteca a circa 15 euro
Alto Adige Pinot Grigio 15 - Castelfeder, 100% Pinot Grigio, venduto in enoteca a circa 14 euro
Alto Adige Pinot Grigio Grauer - Erste + Neue, 100% Pinot Grigio, venduto in enoteca a circa 12 euro
Alto Adige Valle Isarco Pinot Grigio - Köfererhof, 100% Pinot Grigio, venduto in enoteca a circa 15 euro
Alto Adige Pinot Grigio - Sanct Valentin San Michele Appiano, 100% pinot grigio, venduto in enoteca a circa 18 euro
Alto Adige Pinot Grigio Anger - San Michele Appiano, 100% pinot grigio, venduto in enoteca a circa 10 euro
Pinot Grigio - Bosco del Merlo, 100% pinot grigio, venduto in enoteca a circa 15 euro
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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