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Soave del Veneto

24 Maggio 2012 di  Valentina Vercelli

Il vino bianco italiano più conosciuto all’estero è frutto di un grande territorio di origine vulcanica, che produttori e consorzio di tutela hanno saputo valorizzare al meglio. Versatile a tavola e di facile beva, il Soave ha anche un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Con una produzione di circa 60 milioni di bottiglie l’anno, il Soave è uno dei vini bianchi più famosi d’Italia e riscuote un notevole successo anche all’estero, esportato com’è in quasi 70 Paesi. Merito anche del Consorzio Tutela Vino Soave e Recioto di Soave, uno dei pochi in Italia che ha fatto un lavoro serio sul territorio, realizzando studi e zonazione a disposizione dei viticoltori. La zona è molto variegata dal punto di vista geologico, con terreni calcarei e basaltici di origine vulcanica, che assicurano al vino mineralità e sapidità.
L’origine del nome Soave sembra risalire all’epoca degli Svevi, i Suaves, che arrivarono in Italia al seguito del re longobardo Alboino e si stabilirono nell’attuale zona di produzione, in provincia di Verona, che era già coltivata dai Romani. Cassiodoro, nel VI secolo, cita il vino bianco veronese descrivendolo come “soavissimo e corposo, capace di esprimere chiara purità, gioviale candidezza e soavità incredibile”.
Nel 1931, il Soave, primo tra i vini italiani insieme al Chianti, ha ottenuto un decreto di limitazione della zona di produzione e l’etichetta di “vino tipico e pregiato”, mentre il conferimento della Doc risale al 1968; l’attuale disciplinare di produzione prevede l’utilizzo di uva Garganega in purezza o in uvaggio, con massimo il 30% di Trebbiano di Soave, Chardonnay e Pinot Bianco, cui possono essere aggiunti un massimo del 5% di altre uve a bacca bianca non aromatiche, autorizzate nella provincia di Verona: la maggior parte dei produttori preferisce comunque vinificarlo in purezza o ricorrendo al solo Trebbiano di Soave, altra uva storicamente locale. Nel 1998 al Recioto di Soave è stata concessa la Docg, assegnata nel 2001 anche al Soave Superiore.
Il colore del Soave è un bel giallo paglierino con note verdognole; al naso il bouquet è fresco ed elegante, con sentori di pesca bianca, agrumi e mandorle. Si abbina ottimamente a salumi e formaggi, anche stagionati, primi piatti a base di pasta e risotti conditi con verdure, secondi piatti di carne bianca e di pesce, bollito misto. Provatelo anche con il minestrone, con uova e asparagi, con le lumache e con piatti di cucina etnica.

I produttori consigliati
Le Battistelle
Soave Classico Doc Montesei, Garganega 100%, venduto in loco a 6 euro.
Soave Classico Doc Battistelle, Garganega 100%, venduto in loco a 8 euro.
Soave Classico Doc Roccolo del Durlo, Garganega 100%, venduto in loco a 10 euro.
Previo appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Via Sambuco 110, Brognoligo (VR), tel. 045.6175621, cell. 349.8753499, www.lebattistelle.it

Azienda Agricola Gini Sandro e Claudio
Soave Classico Doc, Garganega 100%, venduto in loco a 8 euro.
Soave Classico Doc La Froscà, Garganega 100%, venduto in loco a 11,30 euro.
Soave Classico Doc Contrada Salvarenza, Garganega 90%, Trebbiano 10%, venduto in loco a 15,30 euro.
Previo appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Via Matteotti 42, Monteforte d’Alpone (VR), tel. 045.7611908, www.ginivini.com

I Campi
Soave Classico Doc Campo Vulcano Garganega 85% Trebbiano 15%, venduto in enoteca a circa 12-15 euro.
Il produttore non effettua vendita diretta, ma il vino si trova nelle enoteche di Soave. Non sono previste visite e degustazioni in cantina.
Via Sarmazza 29/A, Monteforte d’Alpone (VR), tel. 045.6175915, cell. 349.8310599, www.icampi.it

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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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