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Vino bianco raro ed estremo

Il Vitovska del Carso

08 Marzo 2013 di  Valentina Vercelli

Viene coltivato in una terra di confine, siccitosa e battuta dalla bora. Il Vitovska, da vino di nicchia, sta diventando più conosciuto, apprezzato e richiesto.

Il Vitovska del Carso

E’ una terra di confine quella del Carso, con i vigneti protetti dall’arco alpino che guardano il mare e una cultura che da secoli respira aria d’occidente e d’oriente. E’ anche una terra dura, difficile da coltivare, con inverni gelidi e i campi spazzati dalla bora ed estate torride e siccitose.

Eppure è una terra generosa per il vino, non in termini di quantità ma di qualità eccelsa. I vitigni autoctoni locali sono due, il Terrano, a bacca rossa, e la Vitovska, a bacca bianca. Quest’ultima cresce in quella che prima della Seconda guerra mondiale era la provincia di Trieste, territorio oggi diviso tra Italia e Slovenia. La zona di elezione, entro i nostri confini nazionali, è quella che parte dai comuni di Duino Aurisina e Sgonico e costeggiando la Slovenia raggiunge la costa fino all’Istria.

Il nome, di origine slovena, potrebbe derivare dalla località di Vitolje o, secondo altri studiosi, dal termine vitez, cioè “vino del cavaliere”. La particolarità di questo vitigno è che cresce solo in questa piccola porzione di territorio e non si conoscono varietà simili in tutto il Mediterraneo.

Il vitigno, particolarmente resistente alla bora e alla siccità del Carso, ha epoche di germogliamento, fioritura e invaiatura medio-precoci. Il grappolo è piramidale, alato, mediamente lungo e compatto, con acini sferici, di colore verde, e polpa succosa, incolore e di sapore neutro.

Storicamente il Vitovska è sempre stato usato in uvaggio con altre varietà locali, come la Malvasia istriana, ma negli ultimi anni un pugno di produttori ha cominciato a vinificarla in purezza, con risultati davvero notevoli, ottenendo in molti casi un vino longevo e con caratteristiche che lo avvicinano ai grandi Riesling tedeschi. In tutti i casi, stiamo parlando di una produzione estremamente limitata, che si attesta su un totale di circa 25.000 bottiglie.

Il vino ha colore giallo paglierino, tendente al dorato quando i produttori scelgono la macerazione delle uve in legno; può non essere limpido poiché molti produttori, tra cui il pioniere Edi Kante, imbottigliano senza effettuare chiarifiche e filtrazioni; al naso è fruttato, minerale, con nota di frutta cotta, fiori di campo, prugna, fieno e salsedine; in bocca è fine, sapido, acidulo e rinfrescante, con sentori di pera William, salvia e con retrogusto di mandorla.

A tavola, il Vitovska va servito a una temperatura di 15° e si abbina con antipasti freddi leggeri, secondi a base di carne bianca, crudi di pesce, sushi, ricette a base di uova, verdure alla griglia e formaggi freschi. Grazie alla sua bassa gradazione alcolica può anche essere servito come aperitivo.

I produttori consigliati

Kante Azienda Agricola
Vitovska 2009, 100% Vitovska, venduta in loco a 15 euro.
Vitovska Selezione 2004 (bottiglia da un litro), 100% Vitovska, venduta in loco a 45 euro.
Non si effettuano visite e degustazioni in cantina.
Loc. Prepotto 1/A, Duino Aurisina (TS), tel. 040.200255, www.kante.it

Zidarich
Vitovska 2010, 100% Vitovska, venduta in loco a 20 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Loc. Prepotto 23, Duino Aurisina (TS), tel. 040.201223, www.zidarich.it

Lupinc
Vitovska 2009, 100% Vitovska, venduta in loco a circa 10 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Loc. Prepotto 11/B, Duino Aurisina (TS), tel. 040.200848, www.lupinc.it
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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