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Il Tocai friulano

29 Giugno 2012 di  Valentina Vercelli

Una legge dell’Unione Europea l’ha privato del nome, ma non della sua identità, che è quella di un grande vino bianco, il più rappresentativo del Friuli Venezia Giulia.

Il Tocai friulano

C’era una volta il Tocai, il vino bianco più rappresentativo della regione e il più bevuto dai friulani, che non perdono occasione per fare un salto in osteria e ordinare al banco un “tajut”. Il vitigno autoctono è coltivato in Friuli da secoli, come dimostra anche il contratto matrimoniale di Aurora Formentini, che andò in sposa al conte ungherese Adam Batthyany nel 1632, portando in dote, tra i vari beni, anche “300 vitti di Toccai”.

 

Poi, a partire dal 2007, l’Unione Europea ha vietato all’Italia di chiamare il vino “Tocai”, per evitare rischi di confusione con l’ungherese “Tokaji”, che non prende nome dal vitigno con cui è prodotto, ma dalla zona di coltivazione, una regione a Nordest di Budapest, non lontana dal confine con la Slovacchia. A nulla sono valse le obiezioni di chi ha detto che i due nomi si scrivono in modo diverso; tantomeno, quelle di chi sostiene che si tratta di due vini completamente differenti, originati da vitigni che nulla hanno a che vedere fra loro. Da qualche anno a questa parte, il nostro Tocai è diventato Friulano, con un po’ di confusione nei consumatori, ma senza nulla togliere alla qualità che si ritrova dentro le bottiglie.

Il vitigno, di buona vigoria, ha foglia medio-grande, orbicolare, tri o pentalobata, grappolo di media grandezza e di forma tronco-piramidale, alato e abbastanza compatto, con acini di colore verde-giallo, tondeggianti, di media grandezza e buccia pruinosa.

Il vino ha un colore luminoso, giallo paglierino con tenui riflessi verdognoli, profumo aromatico e persistente, con un bouquet ampio di fiori di tiglio e acacia, fieno e camomilla, pera, polpa di mela e di pesca bianca, erbe aromatiche e altri sentori che molto dipendono anche dalla zona di produzione e dal grado di invecchiamento. In bocca, il Friulano è un vino fresco e sapido, con una buona acidità, caratterizzato da un tipico finale amarognolo.

Tutelato con la Doc, è prodotto in sette diverse zone del Friuli Venezia Giulia; le più rinomate sono i Colli Orientali, il Collio, l’Isonzo e il Grave.

Perfetto come aperitivo, è un vino ideale a tutto pasto, poiché si abbina a moltissime ricette, che spaziano dalle frittate, ai primi piatti con sughi di verdure e di pesce, dai fritti di verdure a crostacei e frutti di mare, dalle carni bianche al salmone. L’abbinamento ideale resta però quello più semplice: la piadina con prosciutto crudo San Daniele.

 

 

I produttori consigliati

Toros Franco
Collio Doc Friulano, Friulano 100%, venduto in loco a 14 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Località Novali 12, Cormons (GO), tel. 0481.61327, www.vinitoros.com

Doro Princic
Collio Doc Friulano, Friulano 100%, venduto in loco a 12 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Località Pradis 5, Cormons (GO), tel. 0481.60723.

Borgo San Daniele
Friulano Isonzo Doc Friulano 2009, Friulano 100%, venduto in loco a 14 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina. Per chi vuole fermarsi a dormire sono a disposizione tre camere in formula B&B a 95 euro per notte.
Via San Daniele 38, Cormons (GO), tel. 0481.60552, cell. 339.7430413, www.borgosandaniele.it
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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