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Il Timorasso del Piemonte

18 Maggio 2012 di  Valentina Vercelli

Autoctono dei Colli Tortonesi, come Fausto Coppi, il Timorasso è il migliore vino bianco del Piemonte, capace di imporsi all’attenzione del mondo in pochi lustri. Merito dei vignaioli che lo producono e delle sue caratteristiche eccellenti.

Il Timorasso del Piemonte
La natura spesso sfida gli uomini. Per esempio, creando pendenze come quelle dei Colli Tortonesi, che hanno forgiato i muscoli e lo spirito del grande campione Fausto Coppi. Oppure dando vita a un vitigno a bacca bianca come il timorasso, che dà un grande vino, ma solo a patto di saperlo lavorare in vigna; un vitigno che ha bisogno di molte attenzioni e richiede uno sforzo, anche economico, molto superiore a quello di cui hanno bisogno altre varietà per prosperare.

Il timorasso è presente sui Colli Tortonesi almeno dal Medioevo e viene citato nella prima enciclopedia agraria redatta dal bolognese Pier De Crescenzi nel XIV secolo; ma dopo la fillossera, che decimò le vigne all’inizio del Novecento, e la Seconda Guerra Mondiale fu abbandonato in nome di varietà più redditizie e più di moda. Sopravvisse giusto in qualche filare per consumo domestico e sarebbe stato un altro vitigno autoctono italiano destinato a sparire se non fosse stato per Walter Massa, che ha provato a diventare un campione come Fausto Coppi –al volante, nei rally, e non pigiando sui pedali– ma non c’è riuscito e, allora, si è messo a lavorare nelle vigne di famiglia, imbottigliando per primo, nel 1988, il “raro vitigno timorasso”. Walter è una di quelle persone che è difficile descrivere a parole, sarebbe meglio incontrarlo per capire come la sua testardaggine e la sua profonda onestà, la sua lungimiranza e il suo gusto della sfida l’abbiano portato a indirizzare una squadra di vignaioli verso il timorasso e a farne un grande vino, richiesto dai mercati asiatici e statunitensi, principale bandiera dei colli tortonesi, zona vinicola da sempre offuscata in una regione di vini blasonati, da quelli di Langa a quelli di Roero, da quelli del Monferrato a quelli dell’albese.

Oggi il timorasso è prodotto su una sessantina di ettari totali, in provincia di Alessandria, nella valli Curone, Grue, Ossona e Borbera. La pianta ha foglia tri o pentalobata non molto grande e il grappolo è medio grande, di forma
piramidale, compatto e allungato, con acini sferici, di media grandezza, con buccia pruinosa, spessa e resistente.

Il disciplinare di produzione prevede un periodo di invecchiamento minimo di 13 mesi, necessario perché il timorasso esprima al meglio le sue doti. Quelle di un bianco asciutto, di un bel colore giallo paglierino, minerale, corposo e alcolico, adatto anche all’invecchiamento, tanto che una bottiglia di Derthona 2000 di Claudio Mariotto, stappata e bevuta subito, si è distinta per la complessità aromatica e per l’acidità e la freschezza ancora sostenute. Al naso il timorasso si presenta con delicati sentori fruttati e floreali, in bocca è franco, sapido, equilibrato, con buon corpo e buona persistenza.

Si può bere come aperitivo, da solo o in abbinamento alla focaccia di Recco e a torte di verdure, mentre a tavola si sposa a meraviglia con antipasti caldi e freddi a base di verdure e pesce, salumi freschi e formaggi a pasta molle; va
bene anche con primi piatti sapidi e secondi a base di carni bianche o con carne cruda battuta al coltello, mentre, invecchiato, regge ottimamente l’abbinamento con i formaggi stagionati. Se volete abbinarlo a prodotti del territorio,
provatelo con il formaggio Montebore o con i tajarin al tartufo bianco.

Chiudiamo dicendo che tutti i produttori di timorasso sono di buon livello, forse perché hanno scelto di fare squadra, piuttosto che farsi la guerra, come di solito capita in Italia. Noi vi segnaliamo Walter Massa, perché è il papà di questo
vitigno, Claudio Mariotto, che si distingue anche per le sue eccellenti barbera, e Francesco Bellocchio di Vigne Marina Coppi, giovane produttore, nipote del grande campione Fausto, che ha la cantina in una zona meravigliosa, che da sola vale il viaggio.

I produttori consigliati
Vigneti Massa

Derthona, Timorasso 100%, venduto in loco a 14 euro.
Vigna Sterpi, Timorasso 100%, venduto in loco a 27 euro.
Costa del Vento, Timorasso 100%, venduto in loco a 27 euro.
Piazza Casponi 10, Monleale Alto (AL), tel. 0131.80302

Claudio Mariotto

Derthona, Timorasso 100%, venduto in enoteca a circa 20 euro.
Pitasso, Timorasso 100%, venduto in enoteca a circa 28 euro.
Cavallina, Timorasso 100%, venduto in enoteca a circa 20 euro.
Chi va a trovare il produttore per l’acquisto in loco avrà un trattamento particolare a livello di accoglienza e di prezzo.
Strada per Sarezzano 29, Tortona (AL), tel. 0131.868500, www.claudiomariotto.it

Vigne Marina Coppi

Fausto, Timorasso 100%, venduto in loco a 30 euro.
Via Sant’Andrea 5, Castellania (AL), tel. 338.5360111, 333.4924595,
www.vignemarinacoppi.com
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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