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Il Pignoletto bolognese

13 Aprile 2012 di  Valentina Vercelli

Questo bianco, definito il Re dei Coli Bolognesi, è un vino di facile beva che va benissimo per tutto pasto. Prodotto in versione frizzante, ferma, brut e passito, va sempre servito fresco e consumato giovane.

Il Pignoletto bolognese

Il Pignoletto è un vitigno a bacca bianca diffuso soprattutto nei Colli Bolognesi, dove raggiunge la sua migliore espressione, ma presente anche nelle province di Modena, Imola e di Rimini, dove è conosciuto con il nome di Rebola.

Non ci sono giunte molte notizie a riguardo del vitigno, ma fu citato da Plinio il Vecchio, nella sua monumentale Naturalis Historia del I secolo d.C.; nell’opera si parla, infatti, di un vino Pino Lieto, “non abbastanza dolce per essere buono” (i Romani amavano i vini dolcissimi). Per avere altre, confuse notizie bisogna aspettare fino al Seicento e solo ultimamente alcuni studi hanno messo in luce che i caratteri genetici del Pignoletto sono molto simili al Grechetto di Todi e non al Pinot Bianco o al Riesling italico, come si è per lungo tempo pensato.

Il vitigno ha ottenuto la Doc Colli Bolognesi nel 1985, con un disciplinare di produzione che ne prevede le versioni frizzante, ideale anche come aperitivo, classico (fermo), brut e passito. A partire dalla vendemmia 2010, e solo per la versione classica, si può fregiare della Docg.

La pianta, che predilige i terreni collinari di composizione calcarea e argillosa, è caratterizzata da foglie verde cupo, pentagonali e trilobate, il grappolo è di grandezza media, compatto o un poco spargolo, allungato e con acini medi, anch’essi di forma piuttosto allungata. La vendemmia avviene intorno alla prima decade di ottobre.

Il colore è giallo paglierino scarico, con riflessi verdolini, profumo delicato, di fiori e frutti a polpa bianca con note di mandorla, e gusto secco, armonico, asciutto con finale persistente e buona acidità.

Il Pignoletto è uno di quei vini che viene voglia di bere con i primi caldi, durante un pranzo all’aperto con gli amici. E’ un vino poco impegnativo che va servito fresco, consumato entro un paio d’anni dalla vendemmia, tranne rari casi, e che si sposa bene con una grande quantità di piatti e prodotti, dalla mortadella ai formaggi freschi, dalle verdure ripiene alla pasta fresca, dalle uova ai secondi di carne bianca e pesce con condimenti delicati, come il polipo con le patate. Va benissimo anche con l’insalata di riso, con i tortellini in brodo o con i testaroli al pesto.

Infine, una curiosità: al Pignoletto è dedicato un evento automobilistico che vede competere ogni anno splendide auto d’epoca sulle colline a Ovest di Bologna. La prossima gara è prevista il 24 giugno 2012.

I produttori consigliati

Manaresi
Pignoletto frizzante Colli Bolognesi Doc, venduto in loco a 6 euro.
Classico Pignoletto Colli Bolognesi Docg (fermo), venduto in loco a 6,50 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite, degustazioni e acquisti in azienda.
Via Bertoloni 14-16, Zola Predosa (BO), tel. 051.751491,
www.manaresi.net

Azienda Agricola Gaggioli Maria Letizia
Pignoletto Frizzante Doc Colli Bolognesi, venduto in loco a circa 5 euro.
Pignoletto Superiore Doc Colli Bolognesi, venduto in loco a circa 5,70 euro.
Il Francia Classico Pignoletto Docg Colli Bolognesi, venduto in loco a 7,50 euro.
Il Francia Brut Pignoletto Spumante Doc, venduto in loco a 7,50 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite, degustazioni e acquisti in azienda.
Via Raibolini il Francia 55, Zola Predosa (BO), tel. 051.750534, www.gaggiolivini.it

La Mancina
Pignoletto Frizzante Doc, venduto in loco a 5,30 euro.
Pignoletto Terre di Montebudello Doc, venduto in loco a 6,20 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite, degustazioni e acquisti in azienda.
Via Motta 8, Montebudello, Monteveglio (BO), tel. 051.832691
www.lamancina.it
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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