Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Il Manzoni bianco del Veneto

08 Marzo 2012 di  Valentina Vercelli

E’ conosciuto anche con la sigla I.M. 6-0-13, ma non è un vino venuto dallo spazio. Fu “inventato” negli anni Trenta dall’enologo Luigi Manzoni e oggi si distingue per la sua eleganza e l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il Manzoni bianco del Veneto
Il Manzoni Bianco, conosciuto anche con la sigla I.M. 6-0-13, ha una storia affascinante. A cavallo tra Ottocento e Novecento, alcuni enologi eseguirono parecchi studi per il miglioramento genetico dei vitigni, dopo che la fillossera, terribile malattia della vite, aveva quasi messo in ginocchio la produzione vinicola europea. L’intento era quello di creare varietali resistenti, con notevoli capacità di adattamento, anche in climi e terreni molto diversi.

Il più famoso di questi incroci è il Müller Thurgau, creato a fine Ottocento dall’enologo svizzero Hermann Müller e ottenuto incrociando Riesling Renano e Madeleine Royale. In Italia, simili studi furono condotti dal professor Luigi Manzoni, preside della scuola enologica di Conegliano Veneto.
L’esperimento più riuscito dello studioso è stato proprio il Manzoni Bianco, ottenuto incrociando Pinot Bianco e Riesling; il vitigno è oggi abbastanza diffuso in Veneto, soprattutto in provincia di Treviso, e un poco anche in Friuli e in Trentino.

Esistono anche altri incroci realizzati dal professor Manzoni e tutt’oggi prodotti in piccole quantità, anche se meno conosciuti, come il Manzoni Rosso, ottenuto da Glera (l’uva con cui si fa il Prosecco) e Cabernet Sauvignon; il Manzoni Moscato, da uve Raboso del Piave e Moscato d’Amburgo, e il Manzoni Rosa, incrocio di Trebbiano e Traminer Aromatico.

La pianta del Manzoni Bianco è caratterizzata da una foglia piccola, pentagonale e pentalobata; il grappolo è piccolo, di forma conica-cilindrica, abbastanza compatto; l’acino è medio-piccolo, di colre giallo-verde, con buccia consistente, di medio spessore, molto pruinosa. Il vitigno si adatta bene a ogni tipo di terreno, ma predilige quelli collinari, non compatti, freschi e fertili.
Il Manzoni Bianco compare in uvaggio nei disciplinari di produzione della DOC Bianco dei Colli di Conegliano, Breganze Bianco e Trentino Bianco, ma grazie alle sue doti di eleganza e finezza, acidità e buona gradazione alcolica, viene vinificato anche in purezza. Il vino ottenuto ha buon corpo e buon equilibrio, presenta gradazione zuccherine elevate, colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato, che ricorda il Pinot Bianco, e aroma finissimo, tipico del Riesling Renano. Grazie a queste sue caratteristiche e all’ottimo rapporto qualità-prezzo, è un vitigno di grandi potenzialità che, tra l’altro ben si abbina a molti piatti della tradizione italiana, come risotti a base di pesce o verdure, frittate, molluschi e crudi di mare, grigliate di pesce, carni bianche e formaggi molli. Provatelo anche con i ravioli di borragine e con uova e asparagi. Servito ben freddo, va benissimo anche come aperitivo.


I produttori consigliati
Azienda Agricola Sandre SS
Manzoni Bianco, venduto in loco a 5,40 euro.
Su richiesta, è possibile prenotare visite e degustazioni, come anche acquistare i vini prodotti.
Via Risorgimento 16, Campodipietra (TV), tel. 0422.804135, www.sandre.it

Azienda Agricola Ca’ Corner
Manzoni Bianco IGT Veneto, venduto in loco a circa 4 euro.
Previo appuntamento sono organizzate visite in azienda, degustazioni ed è possibile acquistare i vini in azienda.
Via Ca’ Corner Sud 55, Meolo (TV), tel. 0421.61191, www.vinicacorner.com

Villa di Maser
Manzoni Bianco, IGT Colli Trevisani, venduto in loco a 9,60 euro.
Su prenotazione, si possono fare visite alla splendida villa palladiana, degustazioni e acquistare il vino in azienda.
Via Cornuda 1, Maser (TV), tel. 0423.923004, www.villadimaser.it
Valentina Vercelli
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni