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Il Lagrein dell'Alto Adige

09 Novembre 2012 di  Valentina Vercelli

Grande vino rosso dell’Alto Adige, che nelle versioni riserva si presta a un lungo invecchiamento, il Lagrein è il vino ideale per i mesi autunnali più freddi. Ma la versione rosata può accompagnare pietanze più leggere a tutto pasto.

Il Lagrein dell'Alto Adige

Il Lagrein è un vitigno autoctono a bacca rossa dell’Alto Adige, coltivato soprattutto nelle zone della Conca di Bolzano, in Bassa Atesina, in Oltradige e nella Valle dell’Adige, su una superficie di circa 385 ettari. Grazie alle sue interessanti caratteristiche negli ultimi anni è stato oggetto di coltivazioni sperimentali anche all’estero, soprattutto in Australia, dove oggi è prodotto in purezza da una quindicina di aziende vinicole, e negli Usa (Oregon e California) dove viene vinificato in blend con altre uve.

In Alto Adige, dove è vinificato soprattutto in purezza, dà origine a un rosato o Kretzer e al più famoso e rinomato rosso o Dunkel; si trova però anche in blend ad alcune varietà internazionali, come il Merlot o il Cabernet Sauvignon, e compare nelle Doc Santa Maddalena, Casteller e Lago di Caldaro.

Le prime notizie sul Lagrein risalgono a più di 600 anni fa, quando l’imperatore Carlo IV lo citava nei suoi ordinamenti come uno dei migliori vini di Bolzano. Pare che l’origine del nome sia da ricondurre a Lagara, una colonia della Magna Grecia particolarmente famosa per la bontà dei suoi vini; secondo una tesi meno accreditata, invece, potrebbe fare riferimento alla Val Lagarina, a sud di Trento.

Recenti studi (2004) hanno messo in luce la parentela tra Lagrein e Teroldego e Marzemino, due uve storicamente presenti in Trentino; inoltre, una variante di Lagrein, il Durezza, avrebbe affinità con il vitigno francese Syrah.

La pianta, che predilige terreni ben soleggiati, ghiaiosi e argillosi, ha foglia media, pentagonale e trilobata, con grappolo medio-piccolo, un po’ corto e tozzo, tendente alla forma piramidale, abbastanza compatto, con acini ovoidali dalla buccia spessa e pruinosa, di colore blu-nero; la vendemmia avviene di solito a metà ottobre.

Il Lagrein rosso ha colore granato intenso tendente al violaceo; al naso è intenso con sentori di frutti di bosco, viola, chiodi di garofano e cioccolato; in bocca è elegante, corposo, strutturato, vellutato e concentrato, con finale leggermente ammandorlato. A tavola si serve a una temperatura di 17, 18° per accompagnare arrosti di carne rossa, selvaggina, grigliate di carne, formaggi stagionati e piccanti. Il Lagrein riserva, conservato in modo opportuno, si presta all’invecchiamento per una decina d’anni. Il Lagrein rosso d’annata può essere servito a un paio di gradi in meno per accompagnare portate un poco meno strutturate, mentre la versione rosè va servita a 12, 14°, in abbinamento ad antipasti sostanziosi, pesce affumicato, intingoli di verdure e carni bianche.

I produttori consigliati

Tenuta Waldgries
Lagrein dell’Alto Adige Doc, 100% Lagrein, venduto in loco a 10,60 euro.
Lagrein Riserva dell’Alto Adige Doc, 100% Lagrein, venduto in loco a 17 euro.
Lagrein dell’Alto Adige Doc Mirell, 100% Lagrein, venduto in loco a 28 euro.
Su prenotazione è possibile visitare la cantina e degustare i vini. C’è anche un piccolo museo con vecchie attrezzature per la coltivazione e la vendemmia.
S. Giustina 2, Bolzano, tel. 0471.323603, www.waldgries.it

Muri Gries
Lagrein dell’Alto Adige Doc, 100% Lagrein, venduto in loco a 7,90 euro.
Lagrein Riserva dell’Alto Adige Doc Abtei Muri, 100% Lagrein, venduto in loco a 18 euro.
Presso il punto vendita dell’azienda si possono degustare e acquistare i vini da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18.
Piazza Gries 21, Bolzano, tel. 0471.282287, www.muri-gries.com
 
Nusserhof
Lagrein Riserva dell’Alto Adige, 100% Lagrein, venduto in loco a 18 euro.
Su prenotazione è possibile visitare la cantina e degustare i vini.
Via Josef-Mayr-Nusser 72, Bolzano, tel. 0471.978388.
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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