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Il Franciacorta della Lombardia

13 Luglio 2012 di  Valentina Vercelli

Non chiamatele bollicine. O, almeno, così vorrebbero i produttori della zona, che da anni investono soldi ed energie per creare un mito, come quello dello Champagne.

Il Franciacorta della Lombardia

Si chiama Franciacorta. E non spumante, ché fa un po’ cheap, né bollicine, troppo confidenziale. Almeno questo è quanto dicono i produttori locali, rifacendosi al fatto che per tutto il mondo lo Champagne è Champagne e basta. E Oltralpe guardano ormai da decenni, cercando di prendere il meglio, come i rigidi disciplinari di produzione, che assicurano livelli qualitativi di eccellenza, e una comunione d’intenti che troppo spesso manca in Italia. Comunque, con buona pace dei produttori franciacortini, di bollicine e di spumanti stiamo parlando, e precisamente di quelli prodotti con Metodo Classico, cioè con la seconda fermentazione che avviene in bottiglia (il Metodo Charmat o Martinotti, con cui si produce, per esempio, il Prosecco, prevede invece la rifermentazione in autoclave).

Gli spumanti di Franciacorta nascono ufficialmente nel 1961, presso le cantine Berlucchi e grazie all’enologo Franco Ziliani, che realizza le prime 3.000 bottiglie con la tecnica del Metodo Classico, su modello dello Champagne. L’esperimento si rivelò un successo, tanto che l’anno dopo, sempre per Berlucchi, Ziliani creò Max Rosè, il primo Metodo Classico rosato d’Italia. Per celebrare i 50 anni dell’invenzione, Poste Italiane nel 2011 ha emesso addirittura un francobollo celebrativo dedicato a Guido Berlucchi.

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano realizzato con Metodo Classico ad ottenere la Docg, nel 1995; in etichetta si può indicare solo il termine “Franciacorta”, senza ulteriori specifiche, per indicare sia il tipo di vino, sia il territorio di provenienza, in provincia di Brescia e sotto i 496 metri di altitudine, sia il metodo di lavorazione (in Italia, è possibile anche solo per “Asti” e “Marsala”).

Le uve impiegate per tutti gli spumanti di Franciacorta sono Chardonnay, Pino Nero e Pinot Bianco, che può concorrere fino a un massimo del 50%.

Le tipologie previste dal disciplinare sono Rosé (che deve avere un minimo del 15% di Pinot Nero), Satèn, un tempo detto Crémant, che prevede una minore presenza di anidride carbonica e quindi una sensazione in bocca più vellutata, Millesimato, con uve dello stesso anno di vendemmia e Riserva, con un affinamento sui lieviti di almeno 60 mesi.

A seconda degli zuccheri aggiunti, sono previste inoltre le versioni Brut (con zuccheri inferiori a 15g/l), Extra Brut (con zuccheri inferiori a 6 g/l), Dosaggio Zero (senza aggiunta di zuccheri nel liquer d’expédition).

L’affinamento sui lieviti deve durare un minimo di 18 mesi; 24 mesi per le versioni Rosè e Saten e 30 mesi per i millesimati.

Gli spumanti di Franciacorta (rosati esclusi) hanno un colore giallo paglierino più o meno intenso, con bouquet tipico della fermentazione in bottiglia, che dà sentori di crosta di pane e pasticceria, e un sapore sapido, fresco, fine e armonico.

I grandi nomi della Franciacorta, con milioni di bottiglie prodotte ogni anno, sono stati i fautori della fortuna delle bollicine italiane nel mondo: quelle di Berlucchi, Bellavista e Ca’ del Bosco sono etichette con cui tutti hanno brindato almeno una volta nella vita; tuttavia, esistono piccoli produttori meno conosciuti che realizzano poche decine di migliaia di bottiglie all’anno e che si distinguono però per l’ottima qualità e la cura artigianale del prodotto, unite a un incredibile rapporto qualità-prezzo. Spesso non sono bottiglie facili da trovare in giro, ma vale assolutamente la pena fare una gita in Franciacorta per procurarsele e magari anche per visitare le splendide cantine della zona.

I produttori consigliati

Faccoli
Franciacorta Rosé Brut Docg, 60% Chardonnay, 10% Pinot Bianco; 30% Pinot Nero, venduto in loco a 13 euro.
Franciacorta Brut Docg, 70% Chardonnay, 25% Pinot Bianco; 5% Pinot Nero, venduto in loco a 12,50 euro.
Franciacorta Extra Brut Docg, 70% Chardonnay, 25% Pinot Bianco; 5% Pinot Nero, venduto in loco a 13 euro.
Franciacorta Dosage Zero Docg, 70% Chardonnay, 25% Pinot Bianco; 5% Pinot Nero, venduto in loco a 19 euro.
Franciacorta Millesimato 10 Anni Docg, 70% Chardonnay, 25% Pinot Bianco; 5% Pinot Nero, venduto in loco a 37,50 euro.
Su appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Via Cava 7, Coccaglio (BS), tel. 030.7722761, www.faccolifranciacorta.it

La Fiorita
Franciacorta Brut Docg, Chardonnay e Pinot Nero, venduto in loco a circa 11 euro.
Franciacorta Extra Brut Millesimato Docg, 100% Chardonnay, venduto in loco a circa 18 euro.
Franciacorta Dosaggio Zero Docg, Chardonnay e Pinot Nero, venduto in loco a circa 12 euro.
Franciacorta Satèn Docg, 100% Chardonnay, venduto in loco a circa 14 euro.
Franciacorta Rosé Docg, 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero, venduto in loco a circa 13 euro.
Eurosia, Franciacorta Extra Brut Riserva Docg, 100% Chardonnay, venduto in loco a circa 27 euro.
Su appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina.
Per chi si vuole fermare a dormire c’è un agriturismo con ristorante. La camera doppia con colazione costa 65 euro.
Via Maglio 10, Ome (BS), tel. 030.652279, www.lafioritafranciacorta.com

Tenuta Ambrosini
Franciacorta Brut Docg, 70% Chardonnay, 20% Pinot Nero, 10% Pinot Bianco, venduto in loco a circa 15 euro.
Franciacorta Rosé Docg, Pinot Nero 55%, Chardonnay 45%, venduto in loco a circa 20 euro.
Franciacorta Millesimato Docg, 100% Chardonnay, venduto in loco a circa 30 euro.
Franciacorta Satèn Docg, 100% Chardonnay, venduto in loco a circa 25 euro.
Franciacorta Extra Brut Santa Caterina Docg, 85% Chardonnay, 15% Pinot Nero, venduto in loco a circa 18 euro.
Su appuntamento è possibile fare visite e degustazioni in cantina. Molto consigliato il ristorante dell’azienda agricola con menù da 40 euro, vino compreso.
Via della Pace 60, Cazzago San Martino (BS), tel. 030.7254850, www.tenutambrosini.it
 
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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