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Il vino che piaceva a re Umberto di Savoia, Luigi Veronelli e Mario Soldati

Il Grignolino del Piemonte

12 Ottobre 2012 di  Valentina Vercelli

Dopo un periodo lontano dalla ribalta, questo rosso piemontese torna a essere apprezzato, grazie al buon lavoro di alcuni produttori, per le sue caratteristiche di leggerezza e versatilità.

Il Grignolino del Piemonte

Il Grignolino è un vitigno autoctono italiano a bacca rossa, coltivato soprattutto nelle zone di Asti e del Monferrato Casalese.

Era noto già nel Medioevo, con il nome di Barbesino, e apprezzato nel Cinquecento, quando andavano di moda i vini chiaretti; le prime notizie scritte si hanno a fine Settecento, mentre è a fine Ottocento che il Grignolino raggiunge l’apice della sua fama, tanto da essere elogiato dal re Umberto I di Savoia durante la Fiera dei vini nazionali di Asti. Essendo però un vitigno piuttosto delicato, l’epidemia di fillossera, che distrusse i vigneti di tutta Europa nel Novecento, ne decimò le piante e i contadini preferirono poi sostituirlo con varietà maggiormente produttive. Alcuni personaggi autorevoli del mondo del vino ne elogiarono le qualità intorno agli anni Sessanta, incoraggiando la ripresa della produzione: Luigi Veronelli definiva il Grignolino “anarchico e individualista” e lo scrittore Mario Soldati lo considerava il più delicato di tutti i vini piemontesi, incapace di adattarsi “alla brutalità del consumismo”. Il Grignolino di Asti è tutelato con la Doc dal 1973 e quello prodotto nel Monferrato Casalese a partire dal 1974.

 

Il nome deriva quasi certamente da “grignole” che, in dialetto piemontese, indica i vinaccioli, nel Grignolino molto più numerosi rispetto ad altre varietà; per altri, l’etimologia potrebbe invece ricondurre a “grignè”, altro termine dialettale locale che significa “ridere”.

Il Grignolino è di colore rubino un po’ scarico, tendente all’aranciato se invecchiato, con un profumo delicato e persistente di ciliegia, con note floreali e speziate; in bocca, è asciutto, leggermente tannico, un poco aspro con un caratteristico finale amarognolo. Grazie alla grande presenza di polifenoli, ha proprietà antiossidanti e aiuta a prevenire le malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Il Grignolino è un vino da bere giovane, adatto al consumo quotidiano per i prezzi contenuti, il grado alcolico non elevato, che si attesta sugli 11, 12°, e la sua grande versatilità in tavola. Può essere servito fresco come aperitivo, in accompagnamento a torte di verdura, salumi e formaggi di media stagionatura, o a tavola, anche con il pesce. A una temperatura di servizio di 18°, si sposa molto bene a primi piatti, soprattutto di pasta ripiena, come i ravioli o i tortellini in brodo, e secondi a base di carne bianca; accompagna bene anche cibi grassi, grazie alla sua caratteristica di astringenza, in grado di ripulire la bocca, ed è perfetto con quella delizia gastronomica che è il gran fritto misto alla piemontese.

 

I produttori consigliati
Azienda Agricola Accornero
Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2011, venduto in loco a 8,50 euro.
Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2007, venduto in loco a 30 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Cascina Ca’ Cima, Vignale Monferrato (AL), tel. 0142.933317, www.accornerovini.it

  Castello di Uviglie
Grignolino del Monferrato Casalese San Bastiano, venduto in loco a 6,70 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Via Castello d’Uviglie 73, Rosignano Monferrato (AL), tel. 0142.488132, www.castellodiuviglie.com  

Luigi Spertino
Grignolino d’Asti Doc, venduto in loco a 12,50 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Strada Lea 505, Mombercelli (AT), tel. 0141.959098.
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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