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Il Gattinara del Piemonte

08 Novembre 2013 di  Valentina Vercelli

Oggi rimangono una decina di produttori sul territorio, per una produzione totale di 500.000 bottiglie, di questo straordinario vino capace di lungo invecchiamento. 

Il Gattinara del Piemonte
Tutelato con la Doc dal 1967 e con la Docg dal 1990, il Gattinara è un vino prodotto nel nord del Piemonte, che può vantare antichissime origini.
Si pensa, infatti, che qui la vite sia stata impiantata già al tempo dei Romani, mentre si trovano tracce di citazioni del Gattinara in documenti risalenti al XIII secolo.
Il Cardinale Mercurio Arborio, potente cancelliere di Carlo V, fu un grande estimatore di questo vino che non mancava mai sulla sua tavola e si adoperò molto per promuoverne la diffusione.
La storia più recente è però stata meno favorevole al Gattinara: se, infatti, negli anni Sessanta e Settanta era molto venduto soprattutto sulla piazza della vicina Milano, tra gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, a causa della moda imperante dei vitigni internazionali, ha conosciuto un periodo di totale oblio e oggi rimangono soltanto una decina di vignaioli che, tutti insieme, coltivano una superficie che non arriva ai 100 ettari, per una produzione totale di circa 500.000 bottiglie. Il principale produttore della zona è Travaglini, che da solo realizza circa la metà delle bottiglie della denominazione e che, tra i pochi in Italia, si è inventato una bottiglia molto particolare per il suo Gattinara, diventata un po’ il simbolo di questo vino.
Il Gattinara è un vino a base di Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, capace di invecchiare anche per 30, 40 anni: non ha molto da invidiare ai ben più blasonati cugini langaroli, Barolo e Barbaresco, e considerata anche la differenza di prezzo tra le denominazioni potrebbe essere un grande affare metterne in cantina qualche cassa.
Il Nebbiolo, che dà vini di straordinaria ricchezza e longevità, ricchi di tannino e di alcol, a Gattinara trova una zona collinare di origine morenica, con suoli dotati di una componente acida e ferrosa particolarmente rilevante, capaci di donare ai vini note minerali e sapide. I terreni ben drenati, le buone escursioni termiche, l’altitudine sui 300 metri e l’esposizione sud-sudovest completano il quadro del territorio e garantiscono le condizioni migliori per la maturazione del Nebbiolo, che a Gattinara viene raccolto intorno alla prima settimana di ottobre.
Tradizionalmente il vino è affinato in botti grandi, ma non manca chi negli ultimi tempi si è dedicato ad esperimenti con le barrique, raggiungendo buoni risultati e dando vita a un vino di più immediata beva. Per il Gattinara base sarebbe bene aspettare una decina d’anni dalla vendemmia prima di stappare la bottiglia, mentre il riserva raggiunge il proprio apice dopo 20, 25 anni. A tavola va servito a una temperatura di 18, 20° in calici ampi e si accompagna egregiamente a secondi piatti di carne con sughi robusti, a selvaggina e a formaggi stagionati.

I produttori consigliati
Antoniolo
Gattinara Osso San Grato, venduto in loco a circa 39 euro.
Gattinara San Francesco, venduto in loco a circa 30 euro.
Corso Valsesia 272, Gattinara (VC), tel. 0163.833612

Nervi
Gattinara, venduto in loco a circa 14 euro
Gattinara Molsino, venduto in loco a circa 30 euro
Corso Vercelli 117, Gattinara (VC), tel. 0163.833228, www.nervicantine.it

Travaglini
Gattinara, venduto in loco a circa 15 euro
Gattinara Riserva, venduto in loco a circa 23 euro
Gattinara Tre Vigne, venduto in loco a circa 23 euro
Via delle Vigne 36, Gattinara (VC), tel. 0163.833588, www.travaglinigattinara.it
Valentina Vercelli
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Valentina Vercelli
Valentina Vercelli
Informazioni sull'autore

Milanese, 37 anni, dopo il liceo classico e una laurea in lettere moderne con indirizzo comunicazione, si è chiesta che cosa le sarebbe piaciuto fare nella vita. E si è risposta: “scrivere e viaggiare”. Le sono sembrate due attività ben poco remunerative e, quindi, ci ha bevuto su per dimenticare. Così si è appassionata anche di vino.

Fortunatamente, nonostante le premesse, tutto è andato quasi per il meglio: è diventata giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni delle più importanti testate di turismo e continua a interessarsi di vitigni poco conosciuti e viticoltori eroici. Ma nella prossima vita ha già deciso che farà il cardiochirurgo a Berlino.

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