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Tengo famiglia

24 Marzo 2011 di 
Il ministro della Difesa si dimette! Tranquilli, non parliamo di La Russa ma del tedesco Guttemberg. Barone rampante di 39 anni, zu Guttemberg, sposato Von Bismarck, è stato pizzicato a copiare la tesi di laurea. Gesto sicuramente scorretto, forse illegale, che gli vale il pubblico ludibrio e l’attacco della stampa. Tanto basta, in una moderna e civile democrazia occidentale, perché un politico dia le dimissioni dalle cariche che ricopre. Guttemberg non ha attaccato i giornali, né dato dei comunisti ai giudici, né chiesto di cambiare leggi e costituzione, né se l’è presa con il presidente. Ha chiesto scusa, fatto fagotto e tolto il disturbo. Gheddafi, invece, resiste. Dice di non avere alcun potere, ma che il potere è nelle mani del popolo. Accusa Bin Laden di fomentare la rivolta contro di lui e attacca il nostro Paese: “abbiamo costretto l’Italia a inchinarsi, deve scusarsi per il regime coloniale, ci pentiamo del rapporto che abbiamo avuto con loro, l’Italia dovrà pagare!”. Intanto fa bombardare il suo popolo, impiega mezzi pesanti e mercenari per soffocare nel sangue la rivolta. Insomma, l’amico Gheddafi a dimettersi non ci pensa per niente. Bondi, invece, alle dimissioni ci pensa. Non le dà, ma ci pensa, attraverso una lettera a “Il Giornale” della famiglia Berlusconi: “la decisione di dimettermi – scrive – è innanzitutto una piena e consapevole scelta di vita maturata in secondo luogo dalle difficoltà incontrate”. Insomma, Tremonti non gli dà i soldi, il “mille proroghe” penalizza la cultura e lui ci fa una figura di merda. E poi, prosegue Bondi “voglio avere più tempo da dedicare alla mia famiglia”. Ma non glielo aveva già dedicato, da ministro, questo tempo? Non è Bondi che ha assunto nel proprio ministero il figlio e l’ex marito della propria compagna? Forse è per questo che in Italia nessuno si dimette. Perché tengono tutti famiglia e proprio attraverso le cariche e gli incarichi che ricoprono ci pensano a questa famiglia. E ci pensano anche organizzando dei fantastici “family day” e tuonando, all’unisono con la chiesa cattolica, contro l’aborto e le coppie gay. Salvo poi tagliare mostruosamente la spesa sociale, i fondi per la scuola e prelevare dai soldi destinati ai malati oncologici il denaro per le quote latte, che tanti voti portano alla Lega. Sicuramente, a parole, sono tutti per la famiglia, salvo poi, nei fatti, impedirne la formazione e la sopravvivenza. Sarà per questo che molte famiglie pensano di essere governate da dei figli di mignotta?
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