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Palazzo Vecchio fa buon brodo

La mi porti un troione a Firenze

21 Giugno 2013 di 

I vizi (non tanto) segreti del Belpaese.

La mi porti un troione a Firenze
“Cari Paolo e Francesca, scrivo a voi come rappresentanti di classe perché vi facciate portavoce presso i compagni. Verosimilmente siete a conoscenza di quello che intendo scrivervi – e dell'abbigliamento abbiamo accennato una volta in classe negli ultimi giorni - ma preferisco ripetere che omettere informazioni.

Abbiamo detto di vestirvi in modo sobrio, fresco e leggero perché fa caldo, ma sobrio. Per le ragazze, quindi, niente canottiere, minigonne, shorts o pantaloni a vita così bassa da far vedere la biancheria intima; per i ragazzi idem per la biancheria intima e niente pantaloni corti. Vanno bene, quindi, camicie, magliette, gonne, pantaloni (ho anche visto camicette aperte su canottiere: vanno bene).” Sapreste indovinare l’anno in cui, in occasione degli esami di maturità, un solerte insegnante ha scritto questa missiva ai propri studenti? 1890 – 1929 – 1951 – 2013? Ma ovviamente quest’anno. Siamo un Paese che ci tiene al decoro e alla moralità dei propri ragazzi e, soprattutto, delle proprie ragazze.

“Cara ragazza, Niccolò Machiavelli aveva la  Riccia, favorita tra le cortigiane, Filippo Lippi era un frate e aveva avuto Filippino da una monaca, per cui siamo nel solco della tradizione… va così da che mondo è  mondo…” Queste, stando all’articolo di Concita De Gregorio su “La Repubblica” del 20 giugno 2013, più o meno le parole di un professore dell’Università di Firenze, che accoglie una studentessa in biblioteca. Parole confermate, nello stesso articolo da quelle di un’altra studentessa. “Lo sappiamo benissimo tutti, te lo insegnano appena arrivi da matricola, che se c’è una difficoltà a pagare l’affitto o se ti servono i soldi per un viaggio un modo è quello (fare la escort ndr.) e si sa da chi andare a bussare…”  Ma i protagonisti di quello che si preannuncia uno degli scandali più pruriginosi degli ultimi anni, non sono solo professori e studentesse, ma anche politici, commercianti e alti funzionari comunali. La location di Palazzo Vecchio, poi, fornisce al tutto il sapore inimitabile della provincia segreta italiana, immortalata nei film di Germi e Fellini, ma che credevamo scomparsa per sempre.

Allora la domanda è questa: le attuali maturande, costrette a vestirsi come nell’800, saranno in grado, una volta all’Università, di diventare delle brave puttane? E’ proprio vero: oggi, la scuola media superiore, non prepara alla vita come una volta!
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