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L’opera da quattro soldi

12 Luglio 2013 di 
L’opera da quattro soldi
Sheffield, Inghilterra. Andrew Vickers è uno scultore che ha venduto qualche nano di gesso ad alcune celebrità e che ora tenta il grande salto.

Nell’arte è necessario stupire e scandalizzare e il grande maestro ci prova con un’opera da primo premio alla Banale di Venezia: una figura umana in cartapesta. Già visto, diranno in molti, ma la vera innovazione sta nella scelta del materiale usato come rivestimento, cioè pagine di fumetti. Un lavoro trasgressivo, sconvolgente, con richiami “pop” e un sottotesto di critica ai linguaggi di comunicazione di massa, Duchamp e Warhol escono dalla tomba per partecipare al vernissage dell’esposizione, i critici urlano all’unisono: “geniale!”.

Ma c’è qualcosa che non convince proprio colui che ha commissionato la scultura, l’esperto di fumetti Steve Eyre, che ha rischiato un infarto alla vista del risultato. Non tanto per l’estetica da fermacarte costoso, quanto per l’amara scoperta della copertina del primo numero di “Avengers” e di altri fumetti Marvel degli anni ’60 distrutti e incollati sulla sagoma. Dopo essere rinvenuto, Eyre ha calcolato che nelle loro condizioni originali quei “giornaletti” avrebbero avuto un valore di mercato di più di 20 mila dollari. La reazione dell’autore è stata un’improvvisa martellata sulle balle, non aveva infatti idea di quanto potessero valere quei fumetti trovati per caso e spera di poter vendere il suo “Paperboy” a Nicholas Cage. Di certo questa è la prima, vera figura di merda d’artista.
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