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La Cosa dagli anni Ottanta

06 Giugno 2011 di 
Per la serie “credevamo di essercene liberati e invece… no… oddio… l’orrore!” eccoli qui, nel palasport più vicino a casa tua. I Bee-Hive.
 Il disastroso rigurgito di un mostro venuto dagli anni 80, armato di Calippo Fizz e compilation Fivelandia in vinile colorato. Non fingete di non ricordare e volgete la memoria a “Love Me Licia”, serie tv italiana ispirata al cartone giapponese “Kiss Me Licia”, che in origine affrontava l’educazione sessuale attraverso una storia d’amore tormentata. Nella traduzione italiana il significato dell’anime venne sbudellato a colpi di machete dalla censura dei canali “serial killer” (cioè assassini di serial tv) della Fininvest.

Sopracciglia a sciabola
Nel telefilm invece, una Cristina D’Avena dalle sopracciglia a sciabola si aggirava per le desolate scenografie cantando motivetti urticanti e flirtando con il ciuffo bigusto di Pasquale Finicelli, interprete di Mirko. Il leader del primo gruppo cosplay della storia era dotato dell’espressività di un Playmobil e dell’ugola di Freddy Krueger, si limitava infatti ad un playback rigorosamente fuori sincrono. Così, dopo i Righeira e gli Europe anche i Bee-Hive ritornano come un Frankestein fatto di paninari estinti e stavolta non c'è scampo, perché a cantare sarà proprio Finicelli e non la vera voce Enzo Draghi, che si aggirerà tra le quinte degli show mascherato da Gargamella in cerca di vendetta.
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