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Il potere dei Boldi

17 Luglio 2015 di 
Il potere dei Boldi
Per dare credibilità alla politica scende in campo Massimo Boldi. Visto che ogni natale gira per il mondo, forse aspira al ministero degli esteri, tuttavia il suo grande sogno è quello di diventare sindaco di Milano.

Lo schieramento non importa, è lo stesso Boldi a dichiarare che tra Grillo il comico e Renzi il cabarettista si troverebbe a suo agio nel rendersi ridicolo a spese delle istituzioni. E poi non sarebbe la prima volta che si candida, ci provò nel 1992 con il suo carissimo amico Craxi e venne trombato nella circoscrizione Como-Sondrio-Varese, fine della carriera politica.

Rialzatosi dopo più di 20 anni, Boldi torna all’attacco con un programma rigoroso ed essenziale, primo punto: “affiancare Sant’Antonio alla Madonnina, da sola non ce la fa più”, secondo punto: afferma di aver investito male i suoi soldi, ora è pronto ad amministrare quelli pubblici.  Alla vigilia dei suoi settant’anni il comico ci tiene a ribadire la sua grande amicizia con Berlusconi, con il quale condivide la passione per il Milan, i mocassini col tacco e le casse dello stato. Le premesse ci sono tutte, Boldi possiede un volto popolare, un breve passato in un partito di ladri e vaneggia sulla religione (“ho parlato con mia moglie nell’aldilà”), chi non lo vorrebbe come presidente del consiglio?
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