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Energia: risparmi record in Unione Europea

16 Febbraio 2015

Secondo i dati Eurostat il consumo di energia nel 2013 si è attestato sugli stessi volumi del 1995. In Italia vola il fotovoltaico

Energia: risparmi record in Unione Europea
Energia e risparmio, due temi che si legano in maniera sempre più stretta negli ultimi anni, fra questioni ambientali e caro-bolletta, attenzione alla sostenibilità e desiderio di ridimensionare i costi. Per un motivo o per un altro, la popolazione mondiale dimostra una rinnovata sensibilità verso i temi energetici che si traduce in un abbattimento significativo degli sprechi. I consumatori valutano, si informano, pongono Illumia e le sue tariffe a confronto con quelle di Enel, Eni e di tutti gli altri operatori, dimostrano un approccio più consapevole verso la questione.
Dati Eurostat: in UE consumi di energia sui valori del ‘95

Era dal 1995 che i dati relativi al consumo di energia non si attestavano sui valori al ribasso segnati nel 2013. A rivelarlo è uno studio condotto da Eurostat, uno dei più rilevanti centri di statistica sul mercato europeo. Secondo il rapporto, in UE il consumo interno lordo di energia si attesta sui 1.666 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (Mtep), con una contrazione del 9,1% rispetto al 2006, anno in cui i consumi hanno toccato la vetta più alta.

Dal 1995, la quantità di energia consumata dall’Europa ha registrato una crescita costante, un trend che si è interrotto soltanto a partire dal 2006 e che ha assunto valori in contrazione, anche grazie all’apertura di un nuovocorso energetico, più attento all’ottimizzazione delle risorse e all’impatto sull’ecosistema.

Il nucleare resta la risorsa principale

La maggior quantità di energia è stata prodotta dal nucleare che, da solo, rappresenta il 29% del totale; le energie rinnovabili hanno assorbito, nel 2013, circa un quarto della produzione, pari al 24%. Seguono i combustibili fossili (20%), il gas (17%), il petrolio (9%) e i rifiuti non rinnovabili (1%).

Nonostante i significativi investimenti, l’UE dipende ancora strettamente dalle importazioni: il 53% delle risorse energetiche consumate in UE proviene da Paesi esteri. In Italia il dato assume valori ancora più significativi se si considera che ben il 76% dell’energia consumata proviene dall’estero. Per dare un’idea, tale valore è pari al 46,4% in Gran Bretagna, al 47,9% in Francia e persino all’11,9% in Estonia, nazione più autonoma del circuito europeo.

Il consumo energetico in Italia

In Italia, in tutto il 2013, sono state consumate circa 160 milioni di tonnellate di Mtep, dato in crescita rispetto a quello dei primi anni ’90, quando l’energia impiegata era stata pari a 153,5 Mtep, seppur inferiore al 2006, anno in cui furono utilizzate 185,3 tonnellate di petrolio equivalente. Il Belpaese segna però importanti risultati in ambito rinnovabile, fonte che ha prodotto ben il 63,7% dei consumi totali. Le altre risorse impiegate sono così distribuite: gas (17,2%), petrolio (15,9%), rifiuti non rinnovabili (3,1%), combustibili solidi (0,1%).

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