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Kenneth Krabat

Rosso.Niente.

20 Febbraio 2017 di  Michela Zanarella

La vita, la morte e l’amore raccontati in poesia da uno degli autori più vivaci dell’underground di Copenaghen.

Rosso.Niente.
E’ un libro davvero particolare e denso di vitalità ‘Rosso.Niente.’ di Kenneth Krabat, particolare come la scrittura del poeta danese che in questa raccolta edita da Kipple Officina Libraria, tradotta in italiano dall'inglese da Giovanni Agnoloni per la collana “Versi Guasti”, curata da Alex Tonelli, rivela l’intenzione di una continua esplorazione delle espressioni linguistiche.

C’è una contaminazione tra stili diversi, anche le scelte metriche seguono un movimento che si espande nella cura dei versi, fino alla creazione di immagini insolite, come le stesse sonorità che cambiano direzione, sospese tra il reale ed il surreale. Parla di vita, di morte e di amore Krabat e lo fa con la consapevolezza che ogni sua parola ha una pienezza di significato, sia essa in prosa o in poesia o altra forma ancora. Non importa il genere affrontato, quello che preme a chi scrive è di afferrare l’attimo, di viverlo dentro, fuori e oltre, quasi in maniera estrema, ma vera, senza riserve. E’ una scrittura moderna, contemporanea, mai scontata che fa affiorare una ricerca costante, la volontà di scendere in profondità nelle cose.

Racconti, poesie e testi tra loro diversi, lasciano intuire la necessità di sentire e percepire l’esistenza, assorbendone totalmente luci ed ombre. Ogni singolo momento racchiude in sé qualcosa di importante, nel bene e nel male: “il momento in cui ricorderai che sei nato/e che morirai/e che hai un numero infinito di ore/o quasi”. La poesia arriva come consolazione, prodotta dall’istintività creativa, dall’alternarsi di rumori e silenzi, da un andare per le strade dell’anima e dei luoghi, ed è un fluire che manifesta variazioni, contrasti, sfumature. Nello scorrere del tempo, tra il passato ed il nuovo che avanza, si trasformano anche le parole, come le cose, ed ogni volta nulla è mai lo stesso. Kenneth Krabat riesce a restituire alla poesia un’attualità senza risultare mai banale, non fa altro che riconsegnare al lettore una contemporaneità autentica, fatta di situazioni spesso al limite della ragione, corse frenetiche impostate ad un allineamento collettivo.

Il poeta esprime il suo dissenso verso un sistema che porta l’uomo all’alienazione, alla solitudine, all’accumulo ossessivo: “Il denaro, l’influenza, il potere sono gli ultimi a patire la fame”. E la sua lotta è una resistenza attiva per non cadere nelle fragilità, tra paure ed ossessioni. La morte come la vita diventano materia di riflessione, di comprensione ed incomprensione, di dolore e gioia, anche se non troviamo risposte certe o soluzioni. Tutta l’opera riconduce a questa doppia dimensione, tra ciò che è l’io ed il mondo nella sua frammentazione, tra il singolo e gli altri. Alcune volte i versi sono brevi ed essenziali, in altre molto più lunghi, comunque dentro ai testi tutto è vibrazione, emozione che si fa scintilla e quell’ “io sono” spesso ripetuto racchiude quell’essere di passaggio tra la dimensione terrena e ultraterrena. Nutrirsi di cibo e sentimenti, nutrire lo spirito e la mente, alla ricerca di un equilibrio, di una collocazione all’interno della società e del mondo? No, solo masticare la vita così com’è.  L’autore offre tanti spunti per pensare alla propria identità, all’essere uomo tra i non-sense del cosmo. E’ vero che l’esistenza è spesso sotto i riflettori di chi scrive, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad una sperimentazione lessicale, ad una poesia dinamica che si tramuta in realtà concreta, sfiorando il sogno, incarnando una moltitudine di tematiche.

Nella poesia ‘Quando dovrò andare’ la chiusa interrogativa “ci sarà qualcuno che si stenderà accanto a me/ per un po’?” appare come una supplica e se nei testi precedenti la morte viene affrontata con una sorta di distacco, qui invece il tono è diverso. Krabat è un poeta che vive la vita nella sue contraddizioni, e se l’amore sembra l’unico mezzo per alleviare sofferenze e recuperare leggermente, poi alla fine non è così. Anche l’amore non ha senso, o lo ha fino ad un certo punto. Sono continui i ribaltamenti, continue le precipitazioni emozionali e psichiche. E la poesia muta, come muta la gente, come la natura ed il tempo. Metamorfosi espressive e sonore ci proiettano in un’opera paradigmatica, carica di intenzioni potenti e disarmanti, nella libertà più assoluta.
Michela Zanarella
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Michela Zanarella
Michela Zanarella
Informazioni sull'autore
Inizia a scrivere poesie nel 2004. Pubblica una  prima raccolta di Poesie dal titolo “Credo” con l’associazione culturale MeEdusa. Pubblica il terzo libro “Vita, infinito, paradisi” ed. Stravagario nel giugno 2009. A dicembre del 2009 le Edizioni GDS pubblicano la prima raccolta di racconti dal titolo “Convivendo con le nuvole” che ottiene un’ampia diffusione sul web. Ottiene il terzo posto nella categoria “poesia edita” al premio “Memorial Gennaro Sparagna 2009”. E’nella Commissione di Giuria dei premi letterari organizzati dall’ Associazione Culturale GueCi di Anna Laura Cittadino. Prima classificata al Premio “Pubblica con noi 2011” della Fara Edizioni con la silloge “Una farfalla in volo”. Cura la prefazione di “Le sette favole per imparare a sorridere” di Tiziana Mignosa, ediz. Miele, la silloge poetica “Il volo del gabbiano” di Franco Pucci, ediz. Narrativa & Poesia, il libro “Clepsamia” di Valerio D’ Amato, edito da IlmioLibro.it , “Quelli che a Monteverde…” di Valerio D’ Amato, edito da IlmioLibro.it, “Mollo tutto” di Valerio D’Amato, edito da IlmioLibro.it. A gennaio 2011 viene pubblicata dalla Sangel Edizioni la silloge “Sensualità”. Il Teatro Argot Studio, a Roma, il 18 marzo 2011, organizza Risveglio di primavera in poesia, “Michela Zanarella in recital” con la sponsorizzazione della Provincia di Roma. Quattro sue poesie sono pubblicate nel sito ufficiale di Pier Paolo Pasolini ed altrettante all’interno del sito ufficiale di Alda Merini. Prima classificata al Secondo Premio di Poesia “Paola Albanese”.  Prima classificata nel Concorso Nazionale “L’abbraccio” Ed. Farnedi. Nella trasmissione radiofonica di Maurizio Costanzo viene letta “Quotidiano rifiorire”. riceve il Premio Speciale “Poeti per la Repubblica” nella 23^ Edizione Premio Nazionale di Poesia “Rosario Piccolo” 2012. Riceve Targa di merito per il premio “Alda Merini”.  Finalista nella XXV Edizione del Premio Nazionale G.G. Belli. Menzione di merito al Premio Internazionale di Poesia Don Luigi Di Liegro 2013. Vincitrice del premio letterario “Il Vulcano 2013″. Responsabile di redazione e ufficio stampa di Radio Sputnyk, conduce “Poetry for Sputnyk” ogni venerdì dalle 18 alle 19 e da giugno 2014 “Summer Time” dalle 17 alle 18, ogni sabato. A Marzo 2014 per la rassegna “Scena Sensibile” ho realizzato lo spettacolo teatrale “L’Estetica dell’Oltre tra poesia e teatro” al Teatro Argot Studio. Menzione d’onore al Premio Letterario “Il 21 a primavera”, tributo ad Alda Merini, prima classificata al Premio Letterario Nazionale “Illusioni Poetiche”.Sono la referente della collana poesia di Castalide Edizioni. Collabora alla VII Edizione del Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno. 
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