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L’assessore stonato

07 Ottobre 2012 di  Filippo Senatore

Raffaele Cattaneo, amministratore regionale della Lombardia, piange miseria sul web nonostante stipendio e indennità.

Raffaele Cattaneo, assessore Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, assessore Regione Lombardia
Il lamento dell’assessore regionale lombardo, Raffaele Cattaneo suona come una nota stonata dopo il monito del capo dello Stato. Il presidente Napolitano richiama la classe politica a uno slancio morale e civile. Cattaneo parla via web come un qualunque privato ignorando che occupa una carica di “civil servant”; piange miseria di fronte a un pingue stipendio infarcito di indennità e rimborsi senza controllo.

Vale la pena ricordare il valore costituzionale delle cariche pubbliche onorarie nella capitale morale. A Milano il volontariato nobilita la città. Molte persone prestano gratuitamente servizi essenziali di assistenza di ogni genere senza chiedere nulla in cambio. Non sono cariche elettive, ma guadagnate sul campo. I cittadini lo sanno e ammirano la loro dedizione al prossimo. La Costituzione prevede non solo funzioni di amministrazione locale, ma anche di ruolo giurisdizionale onorario. Pensiamo ai giudici di tribunale anche dei Minori, ai giudici di pace di Milano.

Queste cariche non elettive prevedono una rigorosa selezione di donne e uomini culturalmente preparati e senza macchia. Basta un minimo sospetto del Casellario e le dimissioni sono automatiche. Non si aspetta il terzo grado. Mantenere la carica non è facile. Ci sono controlli incrociati di Consigli giudiziari locali e del Csm. Ci sono relazioni di valutazione di magistrati togati e il controllo della Corte di appello. Inoltre c’è il giudizio quotidiano degli utenti e dei cittadini. Quanto ai compensi colpisce la sobrietà degli indennizzi. Molti magistrati onorari guadagnano a tempo pieno meno di 1200 euro al mese, ma la media è intorno a 300 euro, senza ferie e indennità previdenziali. Perché non usare lo stesso metro per la politica.

Pochi magistrati onorari si lamentano soprattutto per le funzioni limitate che potrebbero essere estese al fine di migliorare l’efficienza e la celerità della giustizia soprattutto civile. Di fronte alla crisi finanziaria del Paese il modello per Napolitano immaginiamo non sia il politico lagnoso ma il volontario della Croce Rossa o della Caritas ambrosiana. La selezione della nuova classe politica dovrebbe partire dalle file degli uomini di buona volontà. E Milano è un buon punto di partenza.
Filippo Senatore
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