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Nucleare: sulle verità Battaglia perde la guerra

06 Maggio 2011 di  Obbie

Le singolari certezze sulla sicurezza delle centrali che il professore Francesco Battaglia ha elencato in tv ad Annozero

Nucleare: sulle verità Battaglia perde la guerra
Il 28 aprile scorso ad Annozero abbiamo sentito delle affermazioni del professor Francesco Battaglia, ordinario di chimica fisica dei materiali alla Facoltà di ingegneria dell’Università di Modena, che ci hanno lasciato a dir poco stupefatti.
 


Erano molto lontane dal sentire comune, dunque fino ad allora avevamo sentito solo chiacchiere ed ora finalmente sentivamo uno scienziato vero? Il professore ospite della puntata ha effettivamente validi titoli accademici (anche se solo parzialmente attinenti con l'argomento nucleare, relativi soprattutto a radiazioni ed effetti delle stesse), ma era sicuramente in grado di interpretare studi sull'argomento meglio di noi. 
Abbiamo provato allora a confrontare le sue affermazioni più inverosimili con i dati di organismi autorevoli ed indipendenti.
Battaglia: Il fotovoltaico e l'eolico sono una colossale frode!
I motivi non li spiega però, dice che li dirà dopo, ma inizia invece ad elencare alcuni modi in cui si può produrre energia.
Battaglia: L'energia si può produrre solo in quattro modi: con l'idroelettrico, bruciando carbone, bruciando gas e con la fissione nucleare. Non ce ne sono altri!
Non ce ne sono altri? Ovviamente tutti sanno che ce ne sono altri, dunque ha detto, alla lettera, una falsità evidentissima (in realtà esistono anche eolico, fotovoltatico, solare a concentrazione, geotermico, energia tratta dal moto ondoso e dalle maree e ce ne sono allo studio altri). Ma passiamogli che volesse intendere 'principalmente', volendo surrettiziamente far passare l'idea che gli altri modi siano marginali, che quelli veri siano solo quelli elencati da lui. Se intendeva questo, ha detto comunque una falsità, perché attualmente in Italia il nucleare non c'è e dunque non andava messo in quell'elenco, se vogliamo considerare l'utilizzo in altri paesi abbiamo consumi percentuali molto diverse in base alle possibilità ed alle scelte fatte da ogni paese. In alcuni stati il nucleare è importante, in altri meno, in molti è assente. In ogni caso, se vogliamo ragionare a livello planetario, stiamo confrontando il nucleare, le cui percentuali vanno diminuendo nel mondo (unica fonte di energia che diminuisce anche in valore assoluto, tra l'altro), con le rinnovabili che sono solo all'inizio (a parte l'idroelettrico che ne è, per ora la componente maggiore) e che si svilupperanno se ci si punterà. Ragionando nella sua maniera, dunque, non si dovrebbero mai sviluppare nuove tecnologie, valutanto che nessuno le utilizza ancora?
Più avanti cerca anche di suggerire che il solare c'è da 40 anni e non si è sviluppato, in verità il solare era effettivamente troppo costoso, ma i suoi costi continuano a diminuire, mentre quelli del nucleare ad aumentare, tanto che era uscito uno studio secondo il quale il sorpasso ci sarebbe già stato nel 2010, poi pare che sia stato in parte smentito, in ogni caso se i costi di una tecnologia continuano a scendere e quelli di un'altra continuano a salire, è solo questione di tempo per il sorpasso. Tanto più che il nucleare ha dei costi nascosti (i danni ambientali, il deposito definitivo delle scorie a decadimento più lungo, la dismissione delle centrali stesse) che quando vengono conteggiati lo rendono già oggi improponibile proprio per i costi.
Battaglia: Sarebbe possibile sostituire uno solo dei 30 Gw di cui abbiamo bisogno con 10, 100, 1000 Gw prodotti con il fotovoltaico? No! Perché perche il sole non brilla 24 ore su 24!
Se parliamo solo della produzione con fotovoltatico potrebbe anche essere vero, effettivamente quando il sole non c'è, non si può produrre con il fotovoltaico, però questa produzione avviene proprio quando ce n'è più bisogno, cioè di giorno e quando è più caldo (infatti gli unici black out che abbiamo avuto si sono verificati in piena estate, quando l'uso dei condizionatori ha fatto salire eccessivamente il consumo), inoltre esistono sistemi di immagazzinamento dell'energia (anche se c'è perdita) quali accumulatori e trasformazione in altri tipi di energia. Ma sopratutto nessuno parla di utilizzare SOLO il fotovoltaico, tanto più che, per rimanere nel solare, con il solare termico (quello proposto da Rubbia) non c'è questo problema della mancanza di continuità, perché si continua a generare energia anche di notte, grazie al calore accumulato di giorno. 
Battaglia: Possiamo sostituire uno solo dei 60 Gw dei momenti di picco con 10, 100, 1000 Gw prodotti con il fotovoltaico? No! Perché perché dobbiamo avere la certezza di avere questa energia proprio quando ci serve.
Direi che valgono le stesse risposte di sopra. I picchi si hanno proprio quando c'è più sole, dunque è proprio l'energia giusta per coprire i picchi. Ma, se ci fossero in altri momenti abbiamo sempre l'immagazzinamento e soprattutto le fonti DEVONO essere diverse, nessuno parla di utilizzare SOLO il solare, né tantomeno solo il fotovoltaico. Il nucleare poi è quanto di meno adatto ci sia per i picchi, dato che produce costantemente la stessa quantità di energia, le variazioni sono molto lente e, per questo motivo, si fa ampio uso di accumulatori per immagazzinare l'energia prodotta in eccesso di notte ed utilizzarla di giorno.
Siamo arrivati alle affermazioni che hanno colpito di più, quelle sulla sicurezza.
L’esordio non avrebbe neanche bisogno di smentita.
Battaglia: I fatti di Chernobyl e Fukushima dimostrano che il nucleare è la fonte di energia più sicura.
Quando abbiamo sentito questa, non potevamo credere che si potesse arrivare a tanto, ma in seguito, andandoci ad informare sul personaggio, abbiamo scoperto che scrive regolarmente su 'Il Giornale' ed allora ci è risultato tutto più chiaro. Sa che lì le può sparare grosse quanto vuole, che tanto i suoi lettori se le bevono sempre, sa anche che a forza di ripeterle (ed hanno i mezzi per ripeterle molto), anche le falsità più incredibili diventano verità, dunque si tratta solo di farsi coraggio all'inizio, poi piano piano passeranno...
Immaginiamo che sia un'affermazione degna di ascolto.
Non ci risulta che sia mai morto nessuno a causa del solare o dell'eolico e già ne abbiamo trovate due più sicure, proprio le prime che ci sono venute in mente. Sarebbe lungo verificare in dettaglio le altre riguardo ai disastri avvenuti, anche perché andrebbero ponderati con l'energia prodotta. Comunque, per quanto riguarda il nucleare, come si fa ad affermare che è la più sicura? Per prima cosa abbiamo un numero enorme di incidenti (anche se i danni accertati sono questi sempre stati di lieve entità, a parte quei due casi famosi), ma soprattutto va considerato che le radiazioni si protraggono nel tempo e gli effetti si vedono a distanza di anni. È solo con studi epidemiologici che vadano a confrontare l'incidenza di alcune malattie nei pressi di siti che hanno subito perdite, rispetto ad altre che si possono scoprire le conseguenze. 
Uno studio tedesco (KIKK) ha confrontato l'incidenza di tumori in bambini di età inferiore a 5 anni che vivono nei pressi di centrali con bambini della popolazione trovando una differenza significativa. Questo in centrali che funzionavano normalmente, SENZA incidenti.
Battaglia: L'incidente di Chernobyl, negli anni successivi, le eccessive radiazioni[...], cosa ha causato? Bene, nel rapporto dell'UNSCEAR, si può leggere testualmente:' non si è osservata aumento di incidenza di alcuna radiopatologia'.
Il rapporto dell'UNSCEAR è quello che tende maggiormente a minimizzare, ma non dice esattamente quello che afferma Battaglia. Ci abbiamo dato una scorsa veloce e ad un certo punto si afferma che a parte 'il drammatico aumento del cancro alla tiroide' tra coloro che sono stati esposti in giovane età ed escludendo l'aumento di leucemie tra i lavoratori non è stato dimostrato con chiarezza un'incremento di leucemie e tumori solidi nella popolazione esposta. "Apart from the dramatic increase in thyroid cancer incidence among those exposed at a young age, and some indication of an increased leukaemia and cataract incidence among the workers, there is no clearly demonstrated increase in the incidence of solid cancers or leukaemia due to radiation in the exposed populations."
Dunque a parte il DRAMMATICO AUMENTO del cancro alla tiroide! Come si fa a trasformare questa affermazione in quello che dice Battaglia? E cioè che non si è osservato l'aumento di alcuna radiopatologia?
Più avanti dice che c'è una tendenza ad attribuire incrementi nelle aliquote di tutti i tipi di cancro nel tempo, come se fossero dovuti all'inciedente di Chernobyl, ma si dovrebbe notare che questi incrementi c'erano stati anche prima in quelle aree. Perdipiù si osserva un generale aumento della mortalità in varie aree dell'ex Unione Sovietica e di questo si dovrebbe tener conto quando si interpretano questi risultati. “There is a tendency to attribute increases in the rates of all cancers over time to the Chernobyl accident, but it should be noted that increases were also observed before the accident in the affected areas. Moreover, a general increase in mortality has been reported in recent decades in most areas of the former Soviet Union, and this must be taken into account when interpreting the results of the accident-related studies”.
A noi pare che un po' si rispondano da soli, cercando di camuffare incrementi nell'incidenza che risultano evidenti, col fatto che c'erano stati anche prima dell'incidente. Dunque poiché i danni c'erano anche con le radiazione dovute al funzionamento normale allora i danni causati dall'incidente non sono significativi! Affermano poi che si deve tener conto dell'aumento di mortalità rilevato in varie zone dell'ex Unione Sovietica. Dunque danni più gravi e generalizzati vengono utilizzati per dimostrare il contrario!
Il rapporto ufficiale ONU che mette insieme al rapporto UNCEAR, OMS, e IAEA parla invece di una stima di morti presunti di 4.000
Ma queste sono le stime più prudenti, quella di Greenpeace parla di 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro! 
Ci sentiamo di credere maggiormente a Greenpeace, conoscendo gli ideali da cui sono mossi ed avendo la certezza che a finanziarli siano solo comuni cittadini. 
Di Battaglia sappiamo poco, se non il suo curriculum (di tutto rispetto) ed il fatto che ha pubblicato libri con prefazione di Silvio Berlusconi e che scrive regolarmente su 'Il Giornale'.
In generale vorremmo ricordare che ci sono stati scienziati che hanno negato e nascosto (finché hanno potuto) i danni del fumo, dell'amianto, l'esistenza del buco nell'ozono e le cause antropiche del riscaldamento terrestre e che in molti casi si è dimostrato che le multinazionali che finanziavano studi tranquillizzanti SAPEVANO come stavano realmente le cose.
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