Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Marce pericolose

21 Maggio 2011 di  Dalila Liguoro

Slutwalk: fino a che punto è giusto provocare per ottenere il rispetto dei propri diritti?

Marce pericolose
La “marcia delle puttane”, questo nuovo movimento non può che far riflettere.
Per cosa è nato? Dichiaratamente, e provocatoriamente, per difendere il diritto della donna a potersi “spogliare” liberamente senza dover rischiare di subire uno stupro.

Lottare per i propri diritti è una cosa giusta. Senza però decontestualizzarli dal mondo in cui, ci piaccia o no, viviamo. Non siamo nel paese di Alice, né in quello sognato da Tommaso Campanella. Siamo sicuri che sia davvero giusto rivendicare il proprio diritto di non essere aggredite andando in giro mezze nude?
Mi chiedo allora come mai non nasca anche un movimento popolare di protesta per coloro che vogliono riempirsi di preziosi anche nei quartieri più malfamati. Mi vengono in mente i quartieri spagnoli di Napoli, notoriamente pericolosi soprattutto per chi ostenta determinati… gadget.
Capita invece che il pavone di turno derubato del suo orologio d'oro venga criticato dall'opinione pubblica per essersi azzardato a fare bella mostra dei suoi averi in un luogo notoriamente sconsigliato per questa esibizione.
Una critica che, naturalmente, non vuole certo giustificare lo scippatore o il borseggiatore (anche se, di fatto, può sembrare che sia così). In verità, ci si chiede come sia possibile che ci siano ancora persone che tentano la fortuna o peggio abbiano un cuore talmente frivolo e superficiale.
Allora propongo il movimento dei “riccastri tontoloni”, o degli “stupidi ma preziosi”: marciate per le strade e dichiarate il vostro diritto di riempirvi d'oro dalla testa ai piedi e di camminare ovunque vogliate. Chissà, forse riuscirete là dove la polizia non è riuscita: convincere i delinquenti a rispettare il vostro diritto di sfoggiare i vostri averi.
E così forse anche questa slutwalk ovvero “marcia delle puttane”, come loro stesse si definiscono, potrà convincere i vari “delinquenti del sesso” a rispettarle nonostante, anzi, grazie al loro mettersi in mostra.
Intendiamoci: non si vuole affatto dire che i ladri di Rolex o i rapinatori di corpi meritino un'attenuante, niente può giustificarli; e niente può giustificare i magistrati che una volta dicono che la minigonna è istigatrice e la volta dopo che il “jeans” è mentitore.
Si vuole solo riflettere se sia il caso, in questo mondo, di invitare le ragazzine ad andare in giro mezze nude per far valere i loro diritti.
Insomma, per rivendicare il proprio diritto a non essere aggredite, e trattate appunto come prostitute, è davvero giusto provocare? La verità è che in una società complessa, come quella moderna, non bisognerebbe mai perdere di vista il cosiddetto bilanciamento delle necessità.
E' vero che tutti noi abbiamo il diritto che la legge venga rispettata ad ogni condizione. Ma questo diritto non cancella i tanti… rovesci. Non consiglieremmo mai ad una giovane madre di lasciare il proprio figlio da solo al parco mentre si occupa di altre cose, eppure avrebbe anche lei ragione a pretendere “giù le mani da mio figlio con chiunque esso sia o non sia!” E ovviamente non vi sarebbe giudice a dare attenuanti a un pedofilo.
E allora proprio come alla giovane madre non viene consigliato di lasciare suo figlio alla mercé di tutti, anzi viene fortemente criticata nel caso lo faccia, allo stesso modo bisognerebbe considerare incosciente lasciare il proprio corpo alla mercé di tutti.
Oltretutto vogliamo veramente paragonare potenziali violentatori a uomini intelligenti che possano comprendere questo provocatorio messaggio nel modo giusto? Assolutamente no, questi possono essere considerati più come degli individui malati socialmente (anche se qui non entrerò nel merito della questione fino in fondo), come dei virus. E avete mai sentito combattere i virus esponendosi ai rischi del contagio?
In realtà proprio come ci si copre per non prendere l'influenza, ci si dovrebbe coprire un pochino per non essere contagiati dall'altro virus, quello più micidiale, quello dello stupro. E' vero l'influenza ce la si può prendere lo stesso anche se non ci si scopre, così come anche in jeans si può subire uno stupro, in barba a quei magistrati che hanno sostenuto l'inverso, ma perché aumentare il rischio.
Certo, sarebbe bello poter vivere in un mondo senza influenza, e senza virus. Ma dobbiamo rassegnarci. E lavorare con altri metodi per raggiungere il sacrosanto obiettivo, che è anzitutto culturale, della dignità e del rispetto.
E’ logico che ognuno debba essere libero di vestirsi come vuole, ma attenzione alle conseguenze; se la polizia non riesce a tenere a bada gli stupratori, non credo proprio ci possa riuscire un movimento di donne mezze nude.
Questi movimenti potranno anche trovare la cosa divertente, ma il mondo reale è questo: esistono raffreddori e influenze. Ai tempi della peste si stava attenti ad evitare il contatto con gli appestati, e adesso per le nostre pestilenze cosa facciamo? Ci esponiamo?
Mi chiedo in realtà questo movimento cosa speri di ottenere oltre al divertimento di andare in giro a farsi un po' guardare e speriamo non da virus.
Io temo che l'unica cosa che queste manifestanti riusciranno ad ottenere, non sarà di certo convincere gli uomini a non stuprare le donne svestite, ma sarà quello di giustificare ancora di più la voglia delle ragazzine, di alcune ragazzine, di esibire il loro corpo nel falso slogan “guardare ma non toccare, ma soprattutto guardare!”
Del resto, si tratta di ragazze in erba che stanno scoprendo, in tutti i sensi, la loro sessualità e stanno testando quello che riescono a provocare negli uomini, sperimentando anche fin dove sia possibile arrivare, spesso a loro spese.
Fin da piccoli ci hanno insegnato a coprirci per non prendere il raffreddore o a conservare i nostri preziosi in cassaforte così che non ce li portino via, e per dirla in una frase, fin da piccoli ci hanno insegnato a non giocare con il fuoco.
Dalila Liguoro
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Dalila Liguoro
Dalila Liguoro
Informazioni sull'autore

Nata a Milano nel 1977, vive e lavora tra Milano e Lainate dove ha aperto due studi di Psicologia e Grafologia. Di matrice interattivo-cognitiva, ha sviluppato la teoria del Ruolo e del Personaggio della quale si serve nei suoi corsi sull'autostima e di geragogia. 
Pioniera delle consulenze online, dedicate a coloro che non possono raggiungere gli studi facilmente.
Specializzata in criminologia; organizza gruppi d'aiuto per chi subisce violenza o convivenze difficili, ed è consulente di studi legali per perizie psicologiche e criminologiche.
Specializzata in grafodiagnosi e successivamente in perizia grafotecnica. Svolge corsi di Grafologia sia per privati che per aziende. Collabora con diversi avvocati e con il tribunale di Milano per il quale è consulente di ufficio.
Collabora con centri culturali e università dedicate agli adulti e alla terza età
Esperta psicologa in ambito sportivo, collabora con diverse palestre, circuiti, organizzazioni sportive e riviste dedicate allo sport.
E' stata presentatrice e autrice di rubriche dedicate alla psicologia e alla grafologia per TeleNBC e Tele Cuore.

http://www.facebook.com/spaziopsichico

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni