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I tempi supplementari

10 Febbraio 2012 di 

Le vie del signore sono finite ma possiamo comprare la Fontana di Trevi e prima di pagarla rivenderla al comune con una maggiorazione del 20 per cento rispetto al prezzo che avremmo dovuto pagare e che paghiamo soltanto dopo averla rivenduta.

I tempi supplementari
Le vie del Signore sono finite, direbbe Massimo Troisi, e ora? Non ci resta che piangere.
Ma questo è sempre Massimo Troisi. Io voglio dire un’altra cosa.
“E ora?” E’ la domanda.
Risposta: ora siamo ai tempi supplementari.

Beh è già qualcosa esserci arrivati ai tempi supplementari, per carità; inutile addottorarsi su golden goal o silver goal, quel che è certo è che qua si decide tutto; o meglio, o si decide tutto, oppure ai calci di rigore, come chi segue il nostro sport nazionale sa, può succedere di tutto. In ogni caso, siamo ad un passo dal baratro o ad un passo dal podio, come andrà a finire?
Dal canto mio ho salutato tutti, o quasi; ho mandato un salutino anche ad Andreotti (o quel che resta di lui) su Facebook. Era doveroso, le storie di oggi sono “di oggi”, ma provengono da lontano e, idealmente (nonché fisicamente), lui rappresenta il “lontano”; sono pronto, mi sento pronto a… tutto, direi.

La successiva domanda sorge spontanea, come si suol dire:
E… che cosa troviamo nei tempi supplementari?

Secondo me troviamo… sempre i tempi d’oggi, le cose che poi dimentichiamo, con una facilità incredibile, ma fin quando sono fresche…almeno: lasciamo perdere una volta tanto il comandante dell’”inchino”, la Compagnia di navigazione Costa, l’ICI che la Chiesa non paga, lo IOR che “lo Stato Italiano gli fa un baffo”, Scilipoti che va alle favelas e scrive un libro, Vespa che alle favelas non ci va, ma di libri ne scrive (o “sottoscrive”) tanti, il bunga bunga, la nipotina di Mubarak, che porta pure sfiga, e ci stanno i trans per i Governatori, le Olgettine per i Presidenti (con buona pace dell’amministratore del condominio di via Olgettina, quella è una dependance di Palazzo Chigi),   la “porcellum”, i “nominati” che si rivolgono “al buon cuore di chi li ascolta”, e quelli che si avventurano in definizioni dello “spread”, del “pil” e delle “agenzie di rating” (che, a proposito, non esitano a declassarci di tanto in tanto), un 3/4 (siamo generosi!) del Parlamento Italiano capitanato dai Cosentino, Milanese e Papi, e quanto del Consiglio Regionale della Lombardia? Capitanato da… “chi sapete” (dove però, in compenso, c’è una trota che va a scuola. PROPRIO COSI’, non con molto profitto, ma ci va. E sfido chiunque a presentarmi una trota-studente), gli “affaristi” Bisignani, Tarantino & company, la RAI che perde Michele, Serena ed altri pezzi (ma ora si rinnova tutto, e si mette solo il palinsesto che piace a Castelli. Boh!), la Mediaset che “non” perde Emilio, ed anzi ingaggia altri “pezzi di…di… di…” di che? I 7500 scovati (1% del totale?) evasori totali, il 400% in più di fatturato un tal giorno a Cortina d’Ampezzo, il 33% di esercenti che non battono scontrini un altro tal giorno a Milano, gli eserciti di lavoratori “in nero”, i “non meno” falsi invalidi, il 36% di disoccupazione giovanile, e la potente criminalità organizzata, la Pubblica Istruzione gelminata, e la Giustizia che al posto di fare giustizia fa acqua (visto? ‘Mo pure lo stupro di gruppo è praticamente una ragazzata. Se lo dicono i Giudici della Cassazione, notoriamente giovanottoni figli dei fiori…), l’annessa situazione carceraria poi… so’ scrosci, fulmini e saette, e la Stampa che al posto di fare informazione fa pubblicità e condizionamenti… psichedelici, e quello che hanno combinato i “vertici” del San Raffaele (e che avranno, poi, combinato a loro?), e l’inchiesta Enav – Finmeccanica (è di un paio di mesi fa, ve la ricordavate?) dove si scoprì che c’era un unico onesto (su 10.000?) Fausto Simoni, dirigente incorruttibile, le case al Colosseo, gli “affitti in nero” tra VIP, giustificati perché “sono cose tra privati”, l’evasione fiscale e la corruzione, record da Olimpiadi (ecco perché sarebbe un grande riconoscimento quello di Roma città delle Olimpiadi 2020), che ne parlammo a ffa’? E i militari italiani morti ammazzati (inutilmente) in giro per il Mondo, e le vittime dei disastri (più o meno naturali), vedi i nubifragi del 2011: Le Cinque Terre e Genova (dove i genitori andarono “stupidamente” e “maldestramente” a riprendersi i figli a scuola); vedi i bambini morti a seguito del crollo della scuola, durante il terremoto del 2002 (qui i genitori non ebbero il tempo di fare come quelli di Genova, né le Autorità il tempo di fare qualcosa; avevano già fatto “qualcosa” permettendo di funzionare a quella scuola) a San Giuliano di Puglia; vedi il deragliamento del treno carico di materiale esplosivo, nella stazione di Viareggio (2009); pure di tutto questo che ne parliamo a ffa’? Allora che facciamo? Fermiamoci qua, va’! Va be’ci fermiamo qua, ma è già tanto! Non lo credevo quando ho iniziato a scrivere, giuro.

Lasciamo perdere, dicevo; consideriamo tutto questo i “tempi regolamentari” e ora, nei “tempi supplementari” concentriamoci stretto stretto solo sulle notizie flash di oggi, ma proprio di oggi 2 febbraio 2012.
Quelle riguardanti il nostro Mondo, tipo i 70 morti al Cairo dopo una partita di calcio, quello che accade in Siria (se ne parla sempre di più), o in Grecia (se ne parla poco), in Iran (se ne parla sporadicamente) o in Giappone (non se ne parla più) ecc… non è cosa mettere altra carne a cuocere ‘mo. Per questo rimando ad altri articoli (v. “Espansione e recessione, sviluppo e decadenza” su GOLEM della scorsa settimana, un articolo che sarebbe bello fosse di pura fantascienza e invece riguarda drammaticamente, la nostra cruda realtà quotidiana); parlo, qui, di quelle notizie riguardanti, specificamente, il nostro Paese (certo di carne a cuocere ce n’è!).

Ne prendo a caso (ma poi non è proprio a caso) QUATTRO:

1) In questo bel Paese di Santi, Poeti, Navigatori, Parentopoli varie (non c’entra solo Alemanno; pensiamo agli Ospedali, al Governo della Sicilia ecc.), Casalesi e Concubine, aggrappato ai “tecnici” e alla “Conferenza Episcopale”, dove per sottrarre un computer al controllo della Guardia di Finanza, basta portarselo via, ma devi essere “qualcuno” (almeno un Laboccetta), dove ci ritroviamo “appesi ad un filo”, ue’ se si rompe l’asse “Bossi-Maroni” so’ c…! Ecco che un po’ di neve fa sì che ben DUE TRENI a lunga percorrenza si blocchino, lasciando i passeggeri in mezzo alla campagna per lunghissime ore, senza assistenza e senza notizie o con pochissima assistenza e notizie contraddittorie, poi appena la neve aumenta, aumentano i treni soppressi, persino il “trionfante” Frecciarossa a 4 classi divise da porte di ferro sprangate – standard – premium – executive – business – ua…! Va in tilt; però lì gli aiuti sono migliori (super-migliori in “executive” e “business”?) .*
Si commenta da sé.
In Germania e in Svezia i treni sono sempre fermi?

[* Flash-forward - i tempi supplementari sempre due sono, tra l’uno e l’altro: SITUAZIONE al 7.2.12 – I paesini delle Marche, del Molise, dell’Abruzzo e dell’Alto Lazio abbandonati, persone, animali e cose, senza approvvigionamenti, luce, acqua e gas, sotto una massiccia coltre nefasta di metri e metri di neve (che un Sant’uomo definisce “BELLA”, forse perché è “che Dio la manda”, o forse… è solo questione di scirocco), molti morti (più di 40 in un paio di settimane), qualcuno davanti alle porte sprangate di luoghi sacri, che non hanno, certo, brillato per accoglienza, Roma come uscita da un bombardamento, peggioramenti in vista nei giorni successivi, anche in Campania, Puglia e Basilicata.
Le TV di Stato e Mediaset, i cui telegiornali non parlano d’altro che del maltempo, tanto meno fanno cenno ai golden boys degli ultimi minuti Longo e Ghedini (quasi che tutto il “gravame” del quale si è fatto, sopra, un rapido excursus, fosse aria fritta) consolatorie ci fanno notare che, a ben guardare, ad essere sottili e pignoli, e lente d’ingrandimento alla mano, anche in Francia e Germania, qualche problemino c’è.]

2) L’assassino Cesare Battisti dal Brasile, tronfio e gongolante per la mancata estradizione, oltraggia il Presidente Giorgio Napolitano, ed ha pure ragione dal suo punto di vista.
Proprio ieri ho rivisto in TV il film documentario “Non vi ho dimenticato” sul “cacciatore” di criminali di guerra Simon Wiesenthal, che, tra le altre sue notevoli imprese (ricordiamo la cattura di Adolf Eichmann e persino un’estradizione ottenuta da Pinochet), con articolata ed attenta strategia, riuscì, nel 1967, a far estradare in Germania Ovest, proprio dal Brasile, il criminale nazista Franz Stangl, responsabile della morte di oltre 900.000 persone.
D’accordo un “crimine di guerra” è qualcosa di più della guerra, anzi di diverso.
Molte volte mi sono soffermato su questo concetto, in altri miei scritti, essendo io personalmente, vittima, non della guerra, ma di un crimine di guerra.
Un criminale di guerra, quindi, è qualcosa di diverso da un combattente, anche se molte vittime dovessero gravare sulla coscienza di quest’ultimo.
Ma anche un terrorista pluriomicida è qualcosa di diverso rispetto ad un “militante” che, in una manifestazione di piazza, provochi tafferugli o scontri con la polizia, per quanto questi siano esecrabili. Non v’è chi non lo veda.
Allora che concludere? Beh le conclusioni le tragga il lettore, c’è solo da dire che nel “caso Stangl” le trattative erano svolte da un certo Wiesenthal, appoggiato dal Mossad; nel caso Battisti, invece, chi avevamo? Un certo Frattini (sì, proprio lui, il ragazzo del bar), appoggiato dal Servizio Segreto Italiano (ennesima denominazione: Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica), i cui vertici, grazie al Governo Prodi e alla sua riforma del 2007, erano nominati da chi? Un Premier dell’epoca (vintage) che risponde al nome di Silvio (il cognome già lo sapete). Che cosa ci potevamo aspettare? Ora lui (l’estradando) sfotte pure perché si burla della nostra incapacità e insipienza.

E veniamo ora alle mie notizie preferite, di malapolitica, ma non per questo “preferite”; bensì perché mi danno il destro per richiamare in causa il mai dimenticato Massimo Troisi:

3) Il tesoriere della Margherita si appropria di 13 milioni di € (soldi tirati fuori dalle tasche degli elettori) e nessuno se ne accorge, li porta all’estero, li fa rientrare con lo “scudo”, li investe in case, casette e casarelle, un po’ in Italia, un po’ in Canada e finalmente qualcuno se ne accorge. Ma soprattutto, nessuno sapeva niente. C’erano ben 4 REVISORI, loro dovevano accorgersene, “non potevano non accorgersene”, anche se si volesse sostenere che i dirigenti della Margherita P.D. potevano “non” sapere, ma sono fortunati, anzi STRAFORTUNATI perché… c’è da stentare a crederci…nessuno, e dico nessuno, si ricorda i loro nomi. Li avevano appena balbettati al telefono da qualche parte, in fondo parliamo di spiccioli qui. Come potevano ricordarsene?
(Poi qualcuno si è ricordato di qualcosa, ma intanto è passato un po’ di tempo, e, come si si sa, il tempo aggiusta tutto).
C’è un Rutelli, all’epoca “capo”, che balbetta… “ma io ho forse solo messo uno scarabocchio sotto qualche pezzo di carta… che ne potevo sapere…” il che ci ricorda tanto, ma dico proprio tanto, un certo Bettino che disse “c’è un “mariuolo” che rubacchia… come potevamo saperlo…” rivolgendosi ad un tale Mario Chiesa, che diede il “la” ad una certa Tangentopoli (fu il primo arrestato. Tutti pregavano che tacesse).
Ora sono più attrezzati, non accadrà, ma il senso è quello. C’è poco da fare, la peggiore Italia (una fetta considerevole dell’Italia in generale) si è rafforzata e l’Italia in generale, naturalmente, è uscita peggiorata da quel bagno di carcerazioni sfumate nel nulla.
Per i posteri e per i coraggiosi e duri di stomaco, spettatori di Porta a Porta (lui, di sicuro, ci tiene) il nome del suddetto cassiere è Luigi Lusi che se la sta giocando alla grande. Ora mira ad un bel patteggiamento con pena sospesa (la non menzione sul certificato penale è automatica), previa restituzione di ben 5 MILIONI di € del maltolto (e se non li vogliono, manco quelli avranno!).*

Nell’occasione è venuto fuori (già si sapeva, ma in Italia si tende a dimenticare facile) che i partiti prendono soldi anche se formati da due gatti (inutile arrivare a 4, poi ne soffre la spartizione), e prendono soldi i giornali (giornaletti) dei partiti e partitini (vi chiedevate perché ce ne sono tanti? Di giornali, giornaletti, partiti e partitini.) anche se non entrano in Parlamento, ma addirittura (bisogna, ovviamente, trovare le strade giuste) anche se non partecipano alle tornate elettorali.
Tutti soldi che volano, ma dove vanno? Come anime del Purgatorio trasmigrano dalle tasche dei contribuenti alle tasche paradisiache di quelli che se li sanno godere.

[* Flash-forward anche qui (è un “rigore”, ma quando ci vuole ci vuole!): l’ineffabile mister 13 Milioni, espulso dal P.D. (per “incompatibilità” non per “indegnità” attenzione! Meditate gente… meditate.) minaccia di rivolgersi alla Magistratura per ATTIVITA’ DISCRIMINATORIA nei suoi confronti. Incredibile (ma poi non più di tanto alla luce di quanto sopra) ma vero!]

4) Il senatore PdL Riccardo Conti riesce in un sol giorno a guadagnare 18 milioni di €,   acquistando, la mattina, un palazzo al centro di Roma, per 26 milioni e ½ di € e rivendendolo il pomeriggio per 44 milioni e ½ all’Ordine degli Psicologi (che non ci fanno una bella figura), la matematica non è un’opinione.
Intervistato su tale incredibile operazione, dice: “beh! Che c’è di strano? Da quando in qua è illecito guadagnare col proprio lavoro? Sono stato bravo; tutto qui. E allora? E poi che so’… stiamo parlando di milioni, mica di miliardi, eh!”
Pare che Obama, Merkel e Sarkozy gli abbiano telefonato per ingaggiarlo e contenderselo con le unghie e con i denti per averlo come ministro dell’economia dei rispettivi Paesi.
Chi si è accorto della incredibile performance del Conti? Il Tg La7 di Enrico Mentana, tanto per cambiare (gli altri erano “focalizzati” sul maltempo; neanche della sparizione del “tesoretto” di 26 milioni di € dalle casse di Alleanza Nazionale, si sono accorti, sempre denaro pubblico eh! Del resto, qualche anno, fa sparì un altro “tesoretto”, questa volta dal Ministero dell’Economia, e nessuno se ne accorse. Rigorosamente denaro pubblico, per carità! Sono dei metodici questi ladri pubblici. Una volta si diceva “adda arriva’ baffone!” e ‘mo che si dice?).
E i colleghi di Partito del predetto “mago” delle compravendite immobiliari? Beh fanno come hanno fatto i Parlamentari di sinistra quando hanno scoperto che i Leghisti e i Berlusconiani votavano insieme (o che Bossi e Berlusconi si vedono per cene a lume di candela), cascano dal pero.

Mò, se i colleghi di Luigi Lusi cascano dal pero e quelli di Riccardo Conti pure, vuol dire che cascano tutti dal pero. Allora anziché perdere tempo per andare a raccoglierli, è giunto il momento di chiamare in causa Massimo Troisi, il suo spirito (mò ci vuole) non ci ha mai abbandonato. E qua ci sta bene pure un Lello Arena.


SI APRE IL SIPARIO
Bar della Stazione Centrale di Milano, prima mattina, cappuccino e brioches, sottocchio due giornali gratuiti presi in metropolitana.
Luci soffuse.
Ambedue bofonchiano sottovoce “ Ma che ce facimmo… cca’ a Milano?”
Luci piene.

M.T. – Ma tu he capito? Uno s’arrobba ‘na confezione ‘e caramelle ‘o supermercato, subito l’arrestano e acchiappa 2 anni ‘e carcere. Chisto s’ha purtato 13 milioni all’estero e ‘mo ‘o corrono appriesso pe’ se ne fa restituì ‘na parte, e isso ‘i snobba pure!
L.A. – E certo! Se tu rubi al supermercato violi la pubblica fede. E’ nu fatto gravissimo. Chisto ‘i soldi ce li aveva in mano, ce l’ha ditto proprio “guardate che io me li porto… guardate che m’he porto veramente…” e loro “ma che dici! Giocherellone, ma va là!” e giocherellone qua, giocherellone llà chillo veramente se l’ha purtati…
M.T. – Eh ma ieri ‘a televisione aggio sentito Rutelli, nero! Te dico nero! Ha ditto “restituisci i soldi! Cazzo!” Po’ ha parlato dei boy scout, Babbo Natale, nun aggio capito buono.
L.A. – No, no… l’aggio sentito pure io, “cazzo” nun l’ha ditto. E quella, ‘a “fan” d’a Befana e Babbo Natale, non è lui, è chell’ata lla’… chella ca zompa e vola… comme se chiamma? Ah… Palombelli! ‘A mugliera. Che he capito tu? Ma le tieni ‘e rrecchie o no? Se po’ sape’?
M.T. – E vabbuo’, ma allora io mi propongo. Voglio fa’ ‘o giocherellone pure io. Voglio essere tesoriere di qualcosa, ‘nu partito, n’associazione…
L.A. – E già! Ma a te chi ti piglia? Ci vuole fiducia…
M.T. – Pecché io nun ispiro fiducia? Che tiene ‘a dicere?
L.A. – Ma che fiducia! A te si vede subito ca nun si’ capace ‘e fa’ ‘sti ccose e po’, a te, appena ti acchiappano, tu subito canti comme a ‘nu cardellino. Qua ci vuole serietà! Altro che canta’. E po’ ci vogliono le conoscenze. Tu chi conosci?
M.T. – Beh… io uno pure ‘o conosco ‘o Comune ‘e Roma…
L.A. – Sì, ‘o purtiere… lassammo perdere và!
M.T. – E vabbuo’ lassamme perdere… però ‘nu partito ‘o putessimo pure fonda’…
L.A. – Ma chi?
M.T. – Chi… chi… io e te e po’ vedimmo… basta ca ci facimmo vota’ dagli amici d’o quartiere, acchiappammo soldi a palate…
L.A. – Ma comme… nun ce steva nu referendum?
M.T. – Eh…‘o referendum… e che è… robba che se magna? E po’ facimmo pure nu giurnale, ‘o chiammammo… “Gli amici dell’Onestà” e acchiappammo ‘ati soldi!
L.A. – Eh… gli amici dell’Onestà! Gli amici d’a sfiga!
M.T. - Embè? Ma pecché d’a sfiga, scusa eh!
L.A. - Pecché? qualcuno di noi s’è laureato primm’ di 28 anni? Simmo sfigati!
M.T. – Ah… beh io nun me so laureato proprio…nun saccio tu, ma nun credo.
L.A. – Aaaah! Lassamme perdere va’, nun è robba pe’ nuje!
M.T. – E va be’! Pure tu però… semp’ no, semp’ no, e che è? Nu poco di ottimismo! Va buo’ và, m’è venuta ‘n’ idea!
L.A. – Un’altra…
M.T. – Stamme a senti’. Io mi compro dal Comune di Roma, Fontana di Trevi, dicimmo pe’ 30 milioni, ma nun ‘a pago!
L.A. – Ah… nun ‘a paghi!
M.T. – E certo che nun pago! I soldi chi m’e ddà? ‘A piglio a credito.
L.A. – Ma se po’ fa’?
M.T. – Se po’ fa’ sì! L’amico mio ‘o Comune ‘e Roma che ‘o tengo a fa’? Lui certifica “tutto a posto”. Po’ certo, proprio un inchino no, ma ‘na carezza gliela ‘amma fa’. In fondo ce fa fa’ nu grande affare.
L.A. – Continua va’, fa vede’ stu grande affare!
M.T. – E non mi interrompere continuamente. Po’ faccio vede’ che ‘a ‘sto pe’ vendere agli psicologi pe’ 40 milioni. Allora ‘o Comune ‘e Roma ce pensa ‘a coppa e capisce che nun ne po’ proprio fa’ a meno ‘e Fontana di Trevi… e qua pure l’amico mio ci azzuppa ‘o pane. Allora mi chiede d’a riacquista’. Ma io già l’ho promessa agli psicologi, comme se fa? Aumenta il prezzo.
E qua io m’a rivendo al Comune di Roma, facciamo pe’ 48 milioni, meno 30 che l’aveva da’ io a loro, ne danno 18 a me e stammo a posto. L’è custato 18 milioni, ma la Municipalità romana se tene Fontana di Trevi che è semp’ Fontana di Trevi. Va tutto a posto. Manco se ne accorgono, t’o dico io, e nuje da qua all’eternità, solo mare, sdraio e ‘na bella bibita ghiacciata in mano. Che ne dici?
L.A. – E gli psicologi?
M.T. – Ah… e quelli so’ psicologi, hann’ ‘a penza’ ‘a psicologia, mica ‘e denari!
L.A. – Uhmmm! Nun me convince. Tu po’ cu’ tutti chilli denari che fai? Sa’ comme t’annoi tutta ‘a jurnata sempe ‘o Sole, semp’ fisso ‘ncoppa a ‘na sdraio, senza fa’ niente? ‘Na monotoniiia!
M.T. – Uhmmm! Forse hai ragione, lasciamm’ perdere pure chest’, nun è pe’ nuje. Anzi sa’ che c’è? Lassamm’ perdere tutte cose e jammuncenne a truva’ zia Cettina a Forlì e zia Rosaria a Taranto, che gliel’abbiamo promesso da tanto tempo.
L.A. – Ma tutte e duje i viaggi insieme nun ‘e putimmo fa’.
M.T. – Comme no! Cu’ ‘sta neve ! Pigliammo ‘o treno pe’ Taranto, quello all’altezza di Forlì se ferma pecché se scassa. Nuje scennimmo e jammo a truva’ Cettina, passamm’ ‘na bella mezza giornata co’ lei, pranzammo e po’ turnammo a piglia’ ‘o stesso treno che, nel frattempo, l’avranno accunciato. Certo semp’ ha da riparti’. ‘O juorno doppo, arrivammo a Taranto, giusto giusto pe’ fa’ colazione co’ zia Rosaria.
L.A. – Ah! ‘Mo sì che hai avuto ‘na bella idea ‘o vvi’!

L’ALTOPARLANTE ANNUNZIA IL TRENO IN PARTENZA PER TARANTO, scusandosi per il leggero ritardo.
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