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Italia: il semi-Paese

06 Aprile 2011 di 

Una volta per tutte ce la faremo ad uscire dall’ambiguità e diventare un Grande Stato democratico?

Italia: il semi-Paese
Partiamo dalla doverosa (di fronte alla Storia) premessa che l’Italia, quantomeno come Entità geografica e culturale, ha dato al Mondo geni della scienza, della letteratura e dell’arte.



Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Giotto, Caravaggio, Galilei, Machiavelli, Dante, Petrarca, Volta, Marconi, e chi più ne ha più ne metta, poi, che cosa è successo? Perché ora dobbiamo stare nelle retrovie, senza avere voce in capitolo se non in minimissima parte? Ci siamo rincoglioniti tutti?
Recenti episodi sembrerebbero confermare questa amara conclusione.
Accidenti! Non si fa in tempo ad intavolare un discorso, che già gli eventi ti scavalcano; ormai i fatti in concreto hanno una velocità che supera di gran lunga il racconto di essi. Palma della vittoria odierna al titolo del Riformista “Tie’! Nel deserto” a proposito del flop di Berlusconi e Maroni in Tunisia (e grazie! quello si porta appresso il Ministro del partito del fora d’i ball’ ai profughi, che si aspettava? Glielo avrà messo alle calcagna Bossi per evitare eccessi di generosità prevedibili – tanto paga Pantalone – a scopi elettorali. E ‘mo ce lo rimanda pure. Picchieranno ancora a denaro? Boh! Si picchia sempre a soldi quando si tratta dell’Italia, è notorio.).
Ad ogni modo, giusto per intenderci:
quale potrebbe essere stato, con un po’ di immaginazione, il colloquio tra i 4 Grandi che si stanno spartendo l’influenza in Libia per il dopo Gheddafi, prima della “famosa” videoconferenza?
OBAMA: Decidete voi se invitare o meno il Premier italiano, la questione interessa soprattutto l’Europa.
CAMERON: Credo sia inutile, non farebbe che complicarci le cose. Che significativo contributo potrebbe dare alle nostre decisioni che, comunque, dobbiamo prendere indipendentemente da quella che sarà la sua opinione?
MERKEL: Sono d’accordo. Oltretutto verrebbero successivamente fuori indiscrezioni che non hanno la nostra approvazione, e messaggi sbagliati. Questo, come tutti gli italiani, è un gran chiacchierone.
SARKOZY: A questo punto, il mio parere è inutile, sarei comunque in minoranza; ad ogni modo concordo per l’esclusione. Il suo Governo ha messo in difficoltà l’operazione fin dall’inizio, schierandosi contro l’iniziativa francese, e poi ci sarebbe un “conflitto d’interessi”. Tutti sanno che è molto amico di Gheddafi.
Qualcuno, infine, si papperà alla grande il petrolio libico alla faccia dell’economia italiana che ci aveva investito qualcosina, e dell’amico Colonnello, va be’, però, diciamocela tutta, ci sarebbe voluto un bel coraggio a invita’ il nostro Premier alla video- conferenza, più che altro perché sarebbe andata come gli altri non volevano, una specie di “tarallucci e vino”, con il gavettone a Cameron, lo schiaffo del soldato a Sarkozy, il tiro della sedia da sotto la Merkel, lo scherzo del K.K.K. ad Obama, frizzi, lazzi e via sbeffeggiando, però, ‘mo non esageriamo.
Guardiamo in faccia la pura, chiara e netta realtà.
La colpa non è di Berlusconi (pure se è ‘nu poco spurcacciùn, non rileva più di tanto), nemmeno di Frattini (a parte l’idea domenicale di un gioco di ruoli tra amici dove c’è uno che fa il Ministro degli Esteri, un’altra che fa la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, e così via), e neanche di La Russa (sì, è nu poco ‘ncazzuso, ma niente di insuperabile).
Questi so’ problemi, sì, per noi Italiani, qui in Italia, ma nei confronti del resto del Mondo, ‘o problema vero è un altro ed è di fondo.
Obama, Cameron, Markel, Sarko’ (ma vale per qualsiasi altro interlocutore su questioni internazionali gravi e decisive) avevano bisogno della partecipazione di un rappresentante di un Paese dotato di sovranità piena, mentre il nostro Paese non lo è e non lo è mai stato, se non nei primissimi tempi, forse, dell’Unità d’Italia.
Il nostro, ahimé, è un Paese SEMIsovrano.
Sì, Berlusconi, prima di prendere qualsiasi impegno deve sentire Bossi (che magari non gli dica (proprio a lui): fora d’i ball’), deve tenere d’occhio il Quirinale (che magari non controfirma per “spirito umanitario”), la Consulta (che magari non annulli tutto per incostituzionalità), Pannella (che semmai ci mette sopra un mega-mediatico sciopero della fame), ma tutto questo è niente, fuffa, quisquilie, pinzillacchere (caro Principe De Curtis, scusami se ti saccheggio sempre, ma tu si’ troppo forte); la condizione necessaria e sufficiente, in mancanza della quale tutto il resto non conta, è che deve avere l’O.K. di Bagnasco, Bertone, Fisichella, Tettamanzi e forse pure Sepe, il placet della C.E.I., la Sacra Romana Rota, l’Inquisizione e il Sant’Uffizio, l’autorizzazione dei cielleini, la Compagnia delle Opere, Formigoni, Radio Maria, Famiglia Cristiana e, in ultima analisi, il procedamus di Ratzinger e del Collegio dei Cardinali del Vaticano.
Questo è il nocciolo della questione, e qui il punto focale dell’intera faccenda si sposta di brutto.
Il problema “rapporti con la Chiesa Cattolica” è sempre stato il totem, l’indice di riferimento, il simulacro dell’essenza del Potere in Italia.
Lo stesso Mussolini, prima di ogni cosa, sentì urgente il bisogno dei Patti Lateranensi, 55 anni dopo, significativamente riaffermati e potenziati. I’ po’ nun capisco, ‘nu dittatore comm’a quello, è “Uomo della Provvidenza”, e ‘o disastro ambientale e umanitario del Giappone è “Punizione divina per i nostri peccati”! (Vabbuo’ allora Radio Maria nun esisteva, ma sempe Vaticano è.) Boh! Si vede che ‘sti prelati, stando a diretto contatto… ne sanno di più.
Ma più di ogni altra cosa, quello che non capisco (e avimima cerca’ ‘e capi’, pecché ‘a stragrande maggioranza del popolo italiano è cattolica, più o meno osservante, e a quello che dicono i preti, ci crede ciecamente) è: come fanno? E noi come facciamo ad abboccare all’amo? Su quali argomenti fanno leva, l’intero apparato ecclesiastico, le organizzazioni, i partiti, le arciconfraternite per convincerci, per tenerci buoni e asserviti? Avete presente quale “al di là” ci descrivono (o, per meglio dire, ci ammoccano e noi ci caschiamo senza accorgercene) per tenere ben salde in mano le redini della situazione? Un Paradiso pieno, affollato, stracolmo di vecchietti italiani parrocchiali, timorati, votati ai miracoli, frequentatori di Lourdes, Fatima ecc., occasionalmente peccatori anche, ma mondati dalla confessione e dall’osservanza elettorale (anche se la vita civile va a ramengo, la ricerca scientifica a zonzo, l’etica sociale, appunto a puttane – oggi escort – i mammasantissima dando l’obolo ottengono a loro volta l’assoluzione, i pedofili e stupratori, soprattutto se di prelatizio imprimatur vengono pastoralmente perdonati – ma tanto… la vera vita è altrove, nell’ ”al di là”), seguaci delle feste comandate, dei sermoni e dei dettati episcopali; un Purgatorio di scarso indice demografico (sì, qualcuno pure ci andrà, ancorché mondato, che so, io penso che un Bunga Bunga pur mondato e buono dovrà transitare da quelle parti prima di sedere alla (estrema) destra del Padre); e tutto il resto del Mondo? Tutti quelli delle altre Religioni, i Protestanti, i non battezzati, i divorziati, i conviventi more uxorio, i gay, gli Indiani, gli Islandesi, gli Eschimesi, gli Australiani, interi Continenti e Sub-continenti? TUTTI ALL’INFERNO?
Gesù! Ma quello po’ il Padreterno questo voleva? Un piccolo Staterello con un POTERE politico ed economico che non teme il confronto con quello delle Grandi Nazioni del Pianeta ed una logica ferrea e machiavellica nell’amministrarlo che dà punti alla spregiudicatezza dei Capi di Stato, operatori finanziari, banchieri, faccendieri più incalliti e privi di scrupoli dell’Universo? Uno Staterello munito di un potere mediatico, di cui la potente Radio Maria, tanto da spaccare i timpani ad adulti e bambini dei dintorni, e provocare tumori, nel nome del Signore, non è che una briciola? Così come Famiglia Cristiana, il settimanale italiano più venduto, attraverso la capillare distribuzione delle Parrocchie, la longa manus dell’induzione all’osservanza, all’obbedienza, all’indirizzo politico, ma, soprattutto, del controllo totale sulle famiglie, intese come “cellule” indispensabilmente e anacronisticamente composte dal Padre (pater familias) detentore della potestas, del nomen, della conductio, dalla moglie (casalinga anche se manager aziendale), i figli educati al più disarmante conformismo. Un apparato dei Sacramenti da grandi business? E ci sono i battesimi, le comunioni, le estreme unzioni e i funerali (anche solenni), e c’è la “mano morta”, i conventi e monasteri coi lasciti delle Grandi Famiglie attese nel Regno dei Cieli, con poveri preti, frati, monache, allocazione oggi refugium di molti extracomunitari, condannati al celibato e nubilato.
La Charitas? Non uguaglianza e fraternità dei popoli, ma carità, miseria consolidata da una parte e ricchezza più o meno caritatevole e pelosa da un’altra? (Dove aiuti umanitari spesso e volentieri sono business, penetrazione politica, smaltimento di scorte (quasi) andate a male) Tutti lo capiscono, quelli destinati all’Inferno, ma anche i nostri cugini Francesi, Spagnoli e Portoghesi, alcuni dei quali pure incontrerà in Paradiso, chi ci andrà. Solo noi Italiani non lo capiamo? Possibile? Non è che i nostri Maestri (Gelmini a parte) sono stati incaricati di non farcelo capire? Di farci studiare PIU’ catechismo e MENO scienza e letteratura, come i recenti licenziamenti di insegnanti di materie “profane”, per la crisi in atto, e l’assunzione di professori di Religione in sovrabbondanza, e come i tagli alla scuola pubblica con contestuale potenziamento della privata (v. istituti diretti da religiosi e suore) sembrerebbero attestare? Boh!
Per non parlare poi delle Missioni. Non mi dilungo oltre rimando al film “The Mission” del regista franco-inglese Roland Joffé (Palma d’oro a Cannes e 7 nomination all’Oscar), a parte la caccia alle streghe, le torture, gli intrighi e quant’altro.
Questo è il messaggio? Per tutto questo Gesù Cristo è morto sulla croce?
Io NON CREDO PROPRIO.
Non traggano in inganno le “folle oceaniche” che si radunano ad ogni visita o pellegrinaggio papale! A parte il fatto che pure ai concerti di Zucchero e Madonna ci sono folle oceaniche (e quelli pagano pure il biglietto), anche i raduni per gli Dei pagani dovevano essere caratterizzati da folle oceaniche, come attestano i numerosi Templi che si vedono in giro; qui è dell’atavico Potere Sacerdotale che si tratta. ‘Mo po’ sta in allestimento ‘sta super kermesse per la beatificazione di Papa Wojtyla, di cui l’anima benedetta stessa, credo non avesse affatto bisogno (ma padre Federico Lombardi sì). E bisogna darci un taglio anche alla solita menata dei “comunisti” ostili antagonisti mangiapreti, assertori delle “Religioni oppio dei popoli”.
I Protestanti di ogni estrazione e derivazione, gli Indiani che si immergono nel Gange, sono forse Atei rispetto ai Cattolici?
Tornando a noi, fin quando l’Italia avrà SEMIsovranità nazionale, SEMIlibertà di stampa, SEMIequità di Giustizia, ma in quale video-conferenza volete che sia invitata?
E chi scomodiamo mò?
Joris-Karl Huysmans, e andiamo a rifugiarci, stanchi e sfiduciati, nella nostra Fontenay mentale?
Anche qui NON CREDO PROPRIO.
Perché non provare qualcos’altro? E se cominciassimo col cambiare slogan? Non più “Libera Chiesa IN Libero Stato” ormai superato dai tempi.
Di eccelso valore quando fu coniato, era fatale che, prima o poi si trasformasse in “Libera Chiesa (più forte) in Asservito Stato”, e questo nuoce gravemente tanto alla Democrazia, quanto alla (vera) Fede, lo dico da Cattolico (abbastanza) osservante.
Ora, siamo a 150 anni dalla creazione dell’Italia come Entità Politica, oltre che culturale e geografica (preferisco questa identificazione a quella di “Unità” d’Italia), lo slogan di grandezza e di libertà, dovrebbe essere “Libero Stato E Libera Chiesa” (libera religiosità individuale e collettiva nel rispetto dell’ordine pubblico).
Forse non riusciamo neanche ad immaginare quali sarebbero gli enormi benefici che a tutti i cittadini (e dico tutti, in primis la maggioranza di essi, e cioè proprio i cattolici) deriverebbero da un effettivo recupero, da parte dello Stato Italiano, della sua irrinunziabile LAICITA’.
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