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Il bivio della civiltà

La Corona inglese

18 Aprile 2014 di 

Posto che “il capitalismo dal volto umano” è una bufala e fa un po’ ridere (avete mai visto un bambino dividere convinto e volentieri i propri giocattoli con un altro bambino?), bisogna certo trovare qualcos’altro, ma come?

La Corona inglese
Quando sarà finita la Corona Inglese (prima o poi tutto finisce), l’Umanità (sgravata da cambi della guardia, principini vincenti sugli aborti e principesse perdenti sulle sbandate musulmane), comincerà, finalmente a riflettere sul serio sul proprio futuro, che la vede divisa tra due poli contrapposti:

da una parte (come si legge in alcuni libri, o si vede in una parte dei film di fantascienza) la distruzione, l’annientamento globale, la fine della vita umana, come convenzionalmente intesa;
dall’altra parte l’ordine, la regolarità, il conformismo, ma la perdita totale della libertà, per cui non c’è altra possibilità che finire col diventare, puramente e semplicemente dei robot (come si legge e si vede nella rimanente parte dei libri e dei film di fantascienza).

Quell’esile ZEROvirgola non appartenente ai grandi schieramenti, può a sua volta suddividersi in lavori di pura evasione, tentativi più o meno abortiti di un diverso scenario: forse qualcuno si salverà… forse dopo qualche altro millennio, qualcosa si muoverà dalla completa astrazione ecc., e semplice fuffa, spazzatura da buttare via; ma nell’insieme non cambia gran che.

Perché?

Perché, posto che in assenza di credibili sistemi alternativi, dilaga il CAPITALISMO, un sistema economico caratterizzato dal dispetto, dall’invidia, dal senso dell’impossessamento (esso rappresenta, indubbiamente, l’INFANTILISMO dell’economia), e posto che “il capitalismo dal volto umano” è una bufala e fa un po’ ridere (avete mai visto un bambino dividere convinto e volentieri i propri giocattoli con un altro bambino a lui estraneo?), bisogna certo trovare qualcos’altro, ma come?
C’è poco da discettare:

Galoppare a briglia sciolta, privilegiare a tutti i costi la libertà, comporterà, fatalmente, la distruzione dell’ecosistema, dell’energia, della vivibilità del Pianeta Terra; in questo senso può dirsi che IL MONDO è ROMANTICO.

Frenare la degenerazione? C’è un solo modo: mettere vincoli rigidi, limitare drasticamente la libertà; quasi tutto o, comunque, molto si può salvare, ma a quale prezzo? L’Umanità disciplinata come un esercito di soldatini di piombo o un immenso gregge di pecorelle smarrite, non ha più bisogno neanche di pensare e non occorrono sbarre perché il Mondo sia una prigione.
Questo è lo scenario del MONDO ORGANIZZATO del Grande Fratello (e non nel senso del reality).
Che cosa è meglio? Ah… non è possibile scegliere tra la padella e la brace. Mi rifiuto di rispondere a questa domanda.
E’ meglio sempre che almeno qualcuno si salvi, nel senso autentico del termine, naturalmente, e cioè non perdendo la propria identità; questo sì.

E quale sarà, prevedibilmente, tra i due Mondi, quello che prevarrà? Tutto dipenderà, forse, da quali saranno le forze politiche in campo.

Quel che è certo è che siamo nel bel mezzo di una sorta di arco voltaico. Finché dura, non sono certo rose e fiori, però solo con molta difficoltà ci si accorge di qualcosa.

Dopo che cosa sarà possibile?

Sarà forse possibile salvare il Mondo senza diventare robot? Salvare la natura umana, la libertà, senza distruggere il Mondo? Chi lo può dire?

Ma nel frattempo, che cosa stiamo noi qui a fare?

Proviamo a riprendere in considerazione qualche vecchio, ma consolidato concetto:

Il COMUNISMO per esempio.

Carl Marx non era certo uno stupido.
Fu lui che disse che, nell’economia selvaggia, quella che ha sempre dominato e ancora oggi domina nel Mondo, chi lavora non si arricchisce e chi si arricchisce non lavora.
Beh non può essere certo questo il FUTURO del MONDO

A tutt’oggi il comunismo è fallito; ha prodotto solo paradisi artificiali, come quelli delle droghe; quello che è stato teorizzato non è mai stato realizzato; e le idee, le utopie, si sono tradotte, nel socialismo reale, in oppressione e umiliazione, i gulag, le invasioni militari, Cernobyl, ecc. ecc.

Tuttavia FALLIRE non vuol dire MORIRE.
Un mio amico manager di una grossa impresa industriale, mi disse, una volta, che c’è un detto in America, secondo il quale, per essere un imprenditore di successo, devi venir fuori da almeno tre fallimenti.
Sarai, in tal modo, preparato, rodato, e  avrai l’esperienza per poter svolgere in modo soddisfacente il tuo lavoro.

Può esserci, allora, un altro modo di guardare al futuro con almeno un fondamento di speranza?
Qualcosa di più dei 15 anni che abbiamo a disposizione, secondo gli studi svolti, per salvare il Mondo dall’effetto serra?

COMUNISMO POST Marxista/Leninista

MOVIMENTO o SISTEMA POLITICO che, in senso teorico ed ideologico, si riporta a quanto elaborato nel pensiero e negli scritti, soprattutto di Marx ed Engels, fino a risalire a ritroso, agli antesignani del '700 da Tommaso Moro a Campanella, a Jean Meslier, Rousseau ecc.; mentre nel senso della sua applicazione pratica e reale, ritiene errate o superate tutte le precedenti esperienze, dal socialismo sovietico a quello maoista, da quello sudamericano a quello vietnamita e che siano da sperimentare nuove modalità di coesistenza dignitosa, libera e pacifica tra tutti gli abitanti della Terra.

Rivendico la paternità di questa espressione, e della sua (provvisoria e ancora grezza) definizione.

Con questo non intendo affatto dire che ho trovato il bandolo della matassa; chi sono io per poter sostenere qualcosa di simile? Con tanta carne a cuocere, che c’è in giro, me ne guarderei bene.

E’ vero ci dibattiamo pur sempre, tutti noi, in vaghi concetti. Al momento null’altro possiamo pretendere.

Però credo proprio che sia giusto pensare a queste cose e non far finta di niente.

Del resto, neanche il perpetuarsi in aeternum della Corona Inglese può essere il FUTURO dell’UMANITA’ (le ventilate molestie sessuali a Buckingham Palace, qualcosa significheranno), come non lo è stato il Mondo dei Cesari e neanche quello dei Papi (quello dei popoli è ancora di là da venire), quello dei Faraoni o dei Satrapi, delle Grandi Dinastie Orientali, o delle misteriose, eppure deboli, Civiltà del Nuovo Mondo.
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