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Matisse e il teatro

10 Luglio 2018 di  Golem

Dai costumi di scena ai papiers découpés
Al Forte di Bard, fino al 14 ottobre

Matisse e il teatro
BARD (AOSTA). Il rapporto di Henri Matisse con il teatro e la produzione di opere legate alla drammaturgia. Su questo tema si sviluppa la mostra Henri Matisse. Sulla scena dell'arte, allestita fino al 14 ottobre al Forte di Bard, in Valle d'Aosta. In esposizione oltre 90 capolavori - tele, disegni e opere grafiche - realizzati in un arco temporale di 35 anni, dal 1919 al 1954, in quella che fu definita la "période Nicoise" in quanto l'artista francese scelse Nizza come luogo principale della sua creazione artistica.

Curato da Markus Mller (direttore del Kunstmuseum Pablo Picasso di Mnster), il percorso espositivo  suddiviso in quattro sezioni: Costumi di scena; Matisse e le sue modelle; Le odalische; Jazz. Il primo incarico per concepire e realizzare i costumi e le scenografie per un balletto risale al 1919, la seconda esperienza  del 1939 . "Aldil dell'aspetto ornamentale ed esotico - spiegano i curatori della mostra - l'interesse di Matisse per il teatro diventò centrale nella sua estetica: si pose di fronte alla creazione pittorica come un regista o un drammaturgo, come accadde durante la preparazione della decorazione della Chapelle du Rosaire a Vence, che realizzò come se fosse 'un decoro di scena'". Matisse aveva bisogno della presenza fisica di un modello e costruì una specie di interazione con le modelle, che definiva ""attrici della sua arte": "I miei modelli, esseri umani, non sono mai - spiegava - solo un elemento secondario in un ambiente. Sono il tema principale del mio lavoro. Dipendo interamente dal mio modello". Oltre a costumi e scenografie, al Forte di Bard sono esposti anche oggetti collezionati da Matisse che illustrano il suo interesse per il decorativismo di influenza orientaleggiante, in primis relativamente al tema delle 'odalische'. Negli anni Quaranta, infine, il poliedrico artista svilupp la tecnica dei "papiers découpés", ovvero carte ritagliate, "la sintesi perfetta - diceva - tra colore e precisione della linea". "Jazz"  una serie di 40 opere 'incolori dissonanti' realizzate con questa tecnica, i cui temi sono il circo e i suoi attori, la mitologia e le memorie dei viaggi, con uno stile che ha ispirato Andy Warhol e la "pop-art" americana.
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