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Le stelle si sono allineate per un secolo di nuovi inizi

06 Settembre 2016 di  Golem

La prima personale italiana di Basim Magdy.
Le nuove mostre del Maxxi di Roma, fino a dicembre

Le stelle si sono allineate per un secolo di nuovi inizi

ROMA. Dal 15 settembre, il Maxxi insieme a Deutsche Bank, presenta la prima personale in Italia dedicata a Basim Magdy; la mostra dal titolo The stars were aligned for a century of new beginnings (Le stelle si sono allineate per un secolo di nuovi inizi) è stata inaugurata lo scorso aprile alla Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino e, dopo il Maxxi, aprirà al Museo di arte contemporanea di Chicago.


Oltre 30 lavori tra film, proiezioni, fotografie, dipinti e installazioni, realizzati tra il 2006 e il 2016, compongono il percorso della mostra, curata da Britta Farber, curatrice di Deutsche Bank, e Anne Palopoli, curatrice del Maxxi. L'artista, nato nel 1977 ad Assiut (Egitto) e che oggi vive tra Basilea e il Cairo, invita i visitatori a intraprendere un viaggio nel futuro, anche se è il presente ciò che lo interessa principalmente. Il suo lavoro si combina in un flusso di immagini che riflette quanto siano fluidi i confini tra realtà e finzione. Sebbene The stars were aligned for a century of new beginnings suoni inizialmente come un messaggio ottimistico, nelle opere esposte Magdy gioca, con ironia e umorismo, con il costante e mutevole alternarsi di speranze, utopie e sconfitte che caratterizza la vita degli uomini. Si prosegue il 30 settembre con la mostra del Premio Maxxi che porta nella Galleria 3 del museo i lavori dei finalisti di quest'anno Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey e Zapruder: quattro installazioni site specific sulla base delle quali una giuria internazionale sceglierà il vincitore dell'edizione 2016. Una edizione particolarmente importante perché il premio compie 15 anni e per l'occasione la mostra si arricchisce di una sezione documentaria dedicata alle otto precedenti edizioni, con  materiali di archivio, fotografie, video dei 38 artisti che dal 2001 a oggi vi hanno preso parte. La mostra, a cura di Giulia Ferracci, si apre con Zeus machine del gruppo Zapruderfilmmakersgroup. Un parallelepipedo dorato, un oggetto misterioso negli spazi del museo, in cui è possibile entrare e vedere un video ispirato alle fatiche di Ercole. Un'opera che parla di mito, mistero e scoperta. Si prosegue con La Luna in folle (working title) di Adelita Husni-Bey, un set composto da tre scene, in cui tre gruppi di performer inscenano mini serie televisive, mentre una telecamera riprende sia gli attori che gli spettatori. L'artista, che da anni lavora su temi antropologici e sociali, ci parla di una società in cui reale e finzione sono ormai completamente e pericolosamente compenetrati. Monowe (Museum) di Ludovica Carbotta sovrappone all'architettura del museo quella della preesistente caserma Montello con strutture in legno che evocano quelle che un tempo occupavano gli stessi spazi: un museo nel museo, concepito dall'artista per una sola persona, che racconta la solitudine contemporanea dell'uomo iper-connesso ed è un invito a ripartire dall'individuo come misura di tutte le cose. Con Oversealand (working title) Riccardo Arena compone infine un compendio visivo fatto di una scultura, una distesa di carbone, un dipinto, immagini di varia natura e note musicali; un lavoro complesso, denso di riferimenti alla storia e alla cultura russe, che racconta quell'ignoto che da sempre e per sempre costituirà l'elemento di maggiore attrazione per l'uomo. La programmazione del Maxxi prosegue a novembre con The japanese house la mostra dedicata alla casa giapponese co-prodotta con Japan Foundation, Barbican Centre e Museum of Modern art Tokyo. Ad essa si collega il focus Carlo Scarpa e il Giappone, dedicato all'influenza della cultura nipponica sul grande architetto del Novecento italiano. Ancora un grande architetto e una fotografa eccezionale: Alvaro Siza. Sacro, esposizione dedicata al maestro dell'architettura portoghese e a questo particolare aspetto del suo lavoro; Letizia Battaglia, cui il Maxxi dedica la prima antologica che ripercorre tutto il suo straordinario percorso artistico. A dicembre sarà la volta dell'arte contemporanea polacca con L'arte differente: Mocak al Maxxi, mostra dedicata alla collezione del museo di Cracovia.

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