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La festa dei nuovi nati

In Africa per far nascere il futuro

13 Dicembre 2013 di  Riccardo Rossi

Quattro ragazze venete, neo laureate in ostetricia, per quasi due mesi sono state in Etiopia con l’associazione Nuova Famiglia Onlus.

In Africa per far nascere il futuro
Giovani che si lanciano in esperienze missionarie in Africa. Alcune ragazze venete, che avevano nel loro cuore il desiderio di partire in missione in Africa, tramite l’associazione “Nuova Famiglia-Addis Beteseb ONLUS”, hanno coronato il loro sogno.

“Da quando ero piccola, volevo conoscere l’Africa -spiega Chiara Durello di Padova- e poco dopo la mia laurea in ostetricia ho conosciuto il responsabile dell’associazione “Nuova ostetriche 1Famiglia-Addis Beteseb ONLUS” Ivo Babolin che organizza viaggi missionari in Etiopia e il mio sogno è divenuto realtà”. Insieme a Chiara sono partite per l’Etiopia altre quattro ragazze, anche loro neo laureate in ostetricia. Le ragazze hanno prestato servizio in tre strutture sanitarie etiopi per 45 giorni. Le partorienti quando hanno le doglie si recano in una struttura sanitaria per avere assistenza durante il parto, molte donne ci arrivano a piedi, le più fortunate in una barella che funge da ambulanza locale. “Ogni bimbo che nasce è una grande festa –spiega Catia Gabrieli di Agna (Pd)- tutti i parenti della madre come viene alla luce il bimbo cominciano ad applaudire e le donne lanciano ululati di gioia.  Dopo aver partorito rimangono un’oretta nella struttura sanitaria e poi come se nulla fosse se ne tornano a piedi a casa”.

Le giovani volontarie, la mattina aiutavano le suore missionarie nel fare vari controlli alle partorienti: la pressione, il peso, il battito e il pomeriggio giocavano con i bambini. “Quando uscivamo dalle strutture ospedaliere –raccontano le ragazze italiane- nel giro di pochissimi minuti venivano uno o più bambini per chiedere caramelle e a poco poco si moltiplicavano. I bimbi dell’ Etiopia si trattenevano con noi e a un certo punto, presa confidenza, giocavano e ostetriche 2sembravano non stancarsi mai. Il giorno successivo appena ci vedevano, ci correvano incontro per giocare nuovamente con noi.  I bimbi lì si divertono con poco, basta una palla da rincorrere o semplicemente cantare insieme”.  

Alle ragazze, quando parlano di questa esperienza africana, si illuminano gli occhi, la gente dell’Etiopia è rimasta nel loro cuore;  “gli etiopi sono molto accoglienti – spiega Chiara- ci sentivamo in famiglia. La gente è cordiale, abbiamo scoperto la bellezza nelle piccole cose, eravamo partite per donare invece abbiamo ricevuto molto di più noi”.

“Io ho ricevuto tanto, sia dal punto di vista umano, sia professionale- spiega Catia- in questi due mesi che sono stata ostetriche 3in Africa, ho imparato di più come ostetrica che in tre anni di corso di laurea. Dall’Africa inoltre, ho portato anche un po’ di coraggio in più”. Da quando sono tornate nuovamente in Italia le ragazze venete, in vari incontri, raccontano la loro esperienza missionaria per fare conoscere le cose belle che hanno vissuto, ma anche di quanto siano importanti gli aiuti.

L’associazione Nuova Famiglia ha tanti progetti in Etiopia e in altri Stati, per chi vuole saperne di più c’è il sito www.nuovafamiglia.it 
L’Africa ha bisogno di noi, non lasciamo soli i popoli africani.
Riccardo Rossi
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Riccardo Rossi
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Qualche anno fa, Giuseppe Messina (un missionario), Giuseppe Motta (un imprenditore) e Riccardo Rossi, (un addetto stampa), scoprono di avere un desiderio comune: quello di creare un giornale di buone notizie. Che non fosse soltanto un magazine, ma un vero e proprio promotore di carità, di speranza e di gioia. 
Hanno ancora un sogno: quello di donare un po’ di Gioia e di seminare solidarietà.
La Gioia onlus è una associazione non lucrativa, di utilità sociale. L’associazione, nell’esclusivo perseguimento di solidarietà sociale, si propone lo svolgimento nei settori dell’assistenza sociale, beneficienza, istruzione e formazione; della cultura, dell’arte, dei diritti civili, della natura e dell’ambiente. Essa nasce con l’intento di promuovere la diffusione nella società in generale, e tra le persone deboli ed emarginate in particolare, del rispetto dei valori umani, dell’osservanza dei buoni costumi, della cultura dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà attraverso la pubblicazione e distribuzione gratuita di giornali e riviste principalmente in istituti penitenziari, ospedali e scuole, nonché la promozione di studi, ricerche ed iniziative, conferenze e congressi, seminari e gruppi di studio. L’associazione, inoltre, svolge attività nei settori della cultura, dell’istruzione, della formazione e della carità.

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