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Il credito d’imposta per il Mezzogiorno

09 Giugno 2012 di  Roberta Castaldi

Come funziona l’incentivo per le nuove assunzioni nelle otto regioni del Sud. Valgono tutti i contratti a tempo indeterminato stipulati tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013. Alle Regioni spetta stabilire le procedure.

Il credito d’imposta per il Mezzogiorno
È stato pubblicato il Decreto Interministeriale contenente le modalità di attuazione dell’articolo 2 del Decreto Legge n.70 del 13 maggio 2011 che ha istituito il credito d’imposta a sostegno dell’occupazione stabile nel Mezzogiorno prevedendo la concessione di un contributo - appunto sotto forma di credito d’imposta - per le nuove assunzioni di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati effettuate nelle Regioni del Mezzogiorno Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise .

Secondo le disposizioni attuative del Decreto Interministeriale, potranno beneficiare del credito d’imposta i datori di lavoro che, nel periodo compreso tra il 14 maggio 2011 ed il 13 maggio 2013, abbiano effettuato ed effettuino nelle Regioni anzidette assunzioni a tempo indeterminato che “costituiscono incremento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti la data dell’assunzione”. Le assunzioni per le quali si può usufruire del credito d’imposta - previa presentazione di apposita istanza alle Regioni ed accoglimento della stessa - sono solo quelle che interessano i lavoratori definiti svantaggiati o molto svantaggiati che si trovano quindi in una delle seguenti e tassative situazioni:

1) non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
2) non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale;
3) hanno superato i 50 anni di età;
4) adulti che vivono soli con a carico una o più persone;
5) lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna esistente in tutti i settori e che appartengono al genere sottorappresentato;
6) membri di una minoranza nazionale che hanno necessità di consolidare le proprie esperienze in termini di lingua, formazione professionale e di lavoro;
7) lavoratori senza lavoro da almeno 24 mesi.

Qualora ricorrano i requisiti, il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione dei lavoratori svantaggiati ovvero nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione di lavoratori molto svantaggiati.
A decorrere dalla data della comunicazione di accoglimento dell’istanza, il credito è utilizzabile solo in compensazione ed entro due anni dalla data di assunzione e dal diritto allo stesso si decade se, tra le altre cose, non vengono conservati - per almeno due anni (nelle piccole e medie imprese) ovvero tre anni (nelle altre imprese) - i posti di lavoro creati.

Ora si resta solo in attesa dell’adozione, da parte delle Regioni interessate, dei provvedimenti che dovranno stabilire le modalità e le procedure per la richiesta e la concessione del credito d’imposta.
Roberta Castaldi
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Roberta Castaldi
Roberta Castaldi
Informazioni sull'autore
Laureata in Giurisprudenza, è collaboratrice dello Studio di Consulenza del Lavoro La Duca di Napoli.
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